Bessent: nessun rinnovo delle deroghe per acquisti di petrolio iraniano e russo

Bessent: nessun rinnovo delle deroghe per acquisti di petrolio iraniano e russo
Utkarsh Roshan
15 apr 2026, 20:45 PM

offerto da

Invezz
Riallineamento: esportazioni e accaparramento della Cina

Acquista raffinerie/operatori di trasporto beneficiari di un alleggerimento dei differenziali del greggio: long Valero (VLO) o Phillips 66 (PSX). Motivazione: se gli USA prevedono sollievo al distributore, i differenziali del greggio e i crack spread dovrebbero stabilizzarsi; le critiche allo stockpiling della Cina aumentano le probabilità di un rilascio o di una normalizzazione eventuale, sostenendo la disponibilità di materie prime per le raffinerie e i margini.

Rischio chiave: La Cina rafforza restrizioni alle esportazioni/accaparramento, mantenendo i differenziali del greggio sfavorevoli e comprimendo i crack.

Stretta su USOIL

Vendi l'esposizione sul contratto del mese più vicino WTI/Brent tramite futures short (es. NYMEX WTI CL) o acquista put spread (es. CL puts). Motivazione: le deroghe terminano per i barili iraniani/russi già in mare; ciò rappresenta un impulso di irrigidimento dell'offerta, ma Bessent indica esplicitamente un allentamento dei prezzi della benzina verso ~$3, implicando una normalizzazione domanda/offerta e una narrazione di tetto ai prezzi guidata dalla politica. Il mercato probabilmente sovrastima la disruption a breve; puntare a un ritracciamento dello spike.

Rischio chiave: Un nuovo shock fisico all'offerta (interruzione nelle rotte/spedizioni) sopraffà l'indicazione di "calo della benzina" e genera un backwardation sostenuto.

  • Gli USA terminano le deroghe che consentivano acquisti di petrolio iraniano e russo.
  • Bessent prevede cali dei prezzi della benzina verso i $3.
  • Critica la Cina mentre organismi internazionali mettono in guardia contro l'accaparramento energetico.

Gli Stati Uniti non rinnoveranno le deroghe che consentivano acquisti limitati di petrolio iraniano e russo senza innescare sanzioni, ha dichiarato mercoledì il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent.

«Non rinnoveremo la licenza generale sul petrolio russo, e non rinnoveremo la licenza generale sul petrolio iraniano. Quello era petrolio che si trovava in mare prima dell'11 marzo. Quindi tutto ciò è stato utilizzato», ha detto Bessent durante un briefing della Casa Bianca.

La scadenza delle deroghe segna un cambiamento di politica

La decisione pone effettivamente fine a una misura temporanea introdotta dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per attenuare le strozzature dell'offerta globale di petrolio durante il conflitto in Medio Oriente in corso.

La deroga iraniana, emessa il 20 marzo, aveva consentito l'ingresso sul mercato globale di circa 140 milioni di barili di petrolio, contribuendo a stabilizzare l'offerta in un periodo di forte interruzione.

La deroga è destinata a scadere il 19 aprile.

La mossa indica che l'amministrazione Trump si sta allontanando dai precedenti tentativi di usare la flessibilità sulle sanzioni come strumento per moderare i prezzi dell'energia, anche mentre le tensioni geopolitiche continuano a influenzare le catene di approvvigionamento.

Si prevedono cali dei prezzi della benzina

Nonostante le restrizioni più severe, Bessent ha dichiarato di aspettarsi che i consumatori statunitensi vedano un certo sollievo al distributore nei prossimi mesi.

Ha detto ai giornalisti di essere in contatto con controparti mediorientali per affrontare la crisi petrolifera e ha aggiunto che i prezzi della benzina potrebbero scendere intorno ai $3 questo verano.

Le prospettive suggeriscono che l'amministrazione prevede un miglioramento delle condizioni di offerta o una stabilizzazione della domanda, pur con una politica sulle sanzioni più restrittiva.

Cina criticata per l'accaparramento di petrolio

Martedì Bessent ha inoltre espresso la sua critica al ruolo della Cina durante il conflitto, accusando Pechino di aver aggravato le strozzature dell'offerta globale.

Ha affermato che la Cina ha agito come un "partner globale inaffidabile" accaparrando petrolio e limitando le esportazioni di alcuni beni, riecheggiando preoccupazioni sollevate all'inizio della settimana.

I commenti arrivano in un contesto di tensioni più ampie sulla allocazione delle risorse durante la crisi, mentre i Paesi affrontano interruzioni causate dal conflitto e dalla chiusura di rotte marittime chiave.

Anche le organizzazioni internazionali hanno messo in guardia contro politiche che potrebbero aggravare le carenze di offerta.

Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'Agenzia Internazionale dell'Energia lunedì hanno esortato i governi a evitare l'accaparramento di forniture energetiche o l'imposizione di controlli alle esportazioni.

Queste istituzioni hanno avvertito che tali misure rischiano di intensificare quello che hanno definito lo shock più grande ai mercati energetici globali.

Sebbene non siano stati nominati Paesi specifici, le indicazioni si allineano con le crescenti preoccupazioni circa le strozzature dell'offerta, l'aumento dei prezzi del petrolio e l'impatto economico più ampio delle tensioni geopolitiche.

Bilanciare le pressioni su fornitura e politica

La decisione statunitense di porre fine alle deroghe sul petrolio evidenzia l'equilibrio complesso tra strategia geopolitica e stabilità del mercato.

Seppure le deroghe avessero fornito un sollievo a breve termine ai mercati energetici globali, la loro rimozione sottolinea un rinnovato accento sull'applicazione delle sanzioni.

Allo stesso tempo, gli avvertimenti delle istituzioni finanziarie globali sottolineano i rischi di ulteriori interruzioni dell'offerta se i Paesi adottassero politiche energetiche protezionistiche.

Con il conflitto che continua a modellare i flussi globali di petrolio, i responsabili politici si trovano di fronte alla sfida di gestire le pressioni inflazionistiche mantenendo forniture energetiche stabili.