Da Meta a Google: le Big Tech puntano sulle energie di nuova generazione per l'IA
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Buy META. L'accordo con Overview Energy per il solare dallo spazio segnala che Meta sta assicurandosi energia continua e futura per il suo piano di data center multi-GW. Questo riduce il rischio di ritardi nella capacità AI e di picchi nei prezzi dell'energia rispetto ai peer che si affidano maggiormente a rinnovabili più lente a scalare. META ha già rapporti di approvvigionamento nucleare/fusione, quindi questo aggiunge un'altra «leva di affidabilità» mentre la domanda aumenta rapidamente.
Rischio chiave: Il solare dallo spazio non riesce a scalare nei tempi previsti, costringendo Meta a sostenere costi energetici significativamente più elevati o a ritardare l'espansione della capacità.
Buy CEG. L'accordo ventennale di Microsoft per la fornitura dalla Three Mile Island (e il più ampio ricorso delle Big Tech al nucleare) indica una domanda sostenuta di megawatt stabili e senza carbonio. CEG è posizionata come beneficiaria diretta dell'approvvigionamento di baseload a lunga durata mentre i data center crescono da poche percentuali del consumo elettrico US verso ~8%+.
Rischio chiave: Problemi normativi o operativi a Three Mile Island (o in progetti nucleari simili) allungano i tempi e riducono la disponibilità di energia contrattata.
- Meta firma un accordo con Overview Energy per fino a 1 GW di energia solare dallo spazio.
- Le Big Tech accelerano partnership energetiche nucleari, geotermiche e sperimentali.
- La domanda elettrica dei data center è destinata a crescere bruscamente, mettendo sotto pressione le reti elettriche.
Le Big Tech sono entrate in una gara sempre più intensa per assicurarsi forniture energetiche affidabili e a lungo termine: l'espansione rapida dell'intelligenza artificiale sta infatti determinando un'impennata senza precedenti della domanda di energia dei data center, costringendo le aziende a bloccare tutto, dal nucleare e la geotermia a fonti sperimentali come la fusione e persino il solare dallo spazio.
In questo contesto, Meta Platforms è diventata l'ultima a siglare un accordo non convenzionale, evidenziando come la battaglia per la supremazia computazionale stia sempre più trasformandosi in una battaglia per l'elettricità.
Meta Platforms ha lunedì siglato un accordo con Overview Energy per assicurarsi elettricità proveniente da una fonte futuristica: il solare generato nello spazio e trasmesso alla Terra.
L'accordo garantisce a Meta l'accesso anticipato a fino a 1 gigawatt di capacità dall'infrastruttura pianificata da Overview, che mira a raccogliere energia solare in orbita e irradiarla verso impianti terrestri 24 ore su 24.
Una dimostrazione iniziale è prevista entro il 2028, con l'implementazione commerciale mirata al 2030.
La mossa sottolinea come la crescita esplosiva dell'IA e dei data center stia rimodellando non solo il calcolo, ma anche le strategie energetiche globali.
Il modello di Overview Energy: una nuova frontiera nell'approvvigionamento energetico
Il modello di Overview Energy punta a superare l'intermittenza delle rinnovabili tradizionali raccogliendo energia solare ininterrotta nello spazio.
Sebbene la tecnologia resti non dimostrata su larga scala, il coinvolgimento di Meta segnala una crescente disponibilità tra le grandi corporation a sostenere soluzioni sperimentali in previsione della domanda futura.
Meta sta già costruendo diversi data center su scala di gigawatt negli Stati Uniti, incluso un enorme progetto in Louisiana che potrebbe costare fino a $50 billion.
La dimensione di queste strutture riflette gli enormi requisiti energetici dell'addestramento di modelli AI e dell'infrastruttura cloud.
Per soddisfare questa domanda, Meta ha inoltre stretto partnership con attori del nucleare come Vistra, Oklo e TerraPower, posizionandosi tra i maggiori acquirenti aziendali di energia pulita e di base.
La corsa all'energia delle Big Tech
L'accordo di Meta arriva in un contesto più ampio di spinta da parte delle principali aziende tecnologiche per assicurarsi forniture energetiche a lungo termine mentre l'adozione dell'IA accelera.
Nel 2024 Microsoft ha firmato un accordo storico con Constellation Energy per acquistare elettricità dalla riavviata centrale di Three Mile Island, in un contratto di 20 anni pensato per alimentare i suoi data center con energia senza carbonio.
Constellaton prevede che l'Unità 1 dell'impianto, situata vicino a Middletown, Pennsylvania, torni in servizio nel 2028, soggetta all'approvazione della Nuclear Regulatory Commission.
Intende inoltre richiedere un'estensione della vita operativa del reattore fino almeno al 2054.
Microsoft si è anche impegnata ad acquistare energia da Helion Energy, scommettendo su una tecnologia di fusione ancora non dimostrata commercialmente ma spesso descritta come il “Sacro Graal” dell'energia.
Lo scorso anno Talen Energy ha dichiarato di aver ampliato la sua partnership nucleare con Amazon, accordandosi per fornire fino a 1.920 megawatt di elettricità dalla sua centrale di Susquehanna, in Pennsylvania, per alimentare i data center di Amazon Web Services.
L'accordo, che durerà fino al 2042, fornisce a Talen un flusso di ricavi stabile e a lungo termine, aiutando al contempo Amazon a soddisfare la crescente domanda di energia senza carbonio per supportare la sua infrastruttura AI e cloud.
Come parte della partnership, le due società stanno esplorando anche lo sviluppo di nuovi piccoli reattori modulari nell'area di operazione di Talen in Pennsylvania, insieme a piani per aumentare la produzione nella struttura esistente.
Analogamente, Google ha collaborato con Fervo Energy nel 2021 per sviluppare un sistema geotermico avanzato in Nevada volto a fornire energia pulita.
Entro il 2023 la società ha dichiarato che il progetto era diventato operativo, con elettricità senza carbonio che ha iniziato a fluire nella rete locale che supporta le sue operazioni di data center nello Stato.
Questi accordi sottolineano uno spostamento verso fonti energetiche stabili, di lunga durata e spesso non convenzionali, mentre le aziende cercano di garantire affidabilità e al contempo rispettare gli impegni climatici.
L'impennata della domanda sotto pressione sulle reti
L'urgenza dietro questi investimenti si riflette nella rapida crescita della domanda di elettricità.
I data center hanno rappresentato circa il 4,6% del consumo elettrico totale negli Stati Uniti nel 2024, una cifra che potrebbe quasi triplicare entro il 2028, secondo stime governative.
Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che i data center consumeranno intorno all'8% dell'elettricità statunitense entro il 2030, rispetto a circa il 3% di oggi.
Nel frattempo, Rystad Energy stima che data center e veicoli elettrici insieme potrebbero aggiungere 290 terawattora di domanda entro la fine del decennio.
Questa impennata sta esercitando una pressione senza precedenti sulle infrastrutture energetiche esistenti, sollevando preoccupazioni sulla stabilità delle reti e sulla fornitura a lungo termine.
Gli obiettivi climatici sotto pressione
Nonostante acquisti record di energia pulita negli ultimi anni, le emissioni delle principali aziende tecnologiche sono continuate a crescere con l'espansione delle loro operazioni.
Le emissioni complessive sono aumentate nell'arco di circa gli ultimi cinque anni, secondo i report di sostenibilità aziendale.
Un'analisi di Fortune ha rilevato che le emissioni sono aumentate di quasi il 50% in Google, del 33% in Amazon, di oltre il 23% in Microsoft e di oltre il 60% in Meta Platforms.
La divergenza tra l'approvvigionamento di energia pulita e le emissioni effettive riflette la scala stessa del consumo energetico determinato dai carichi di lavoro AI.
Di conseguenza, le aziende sono spinte a esplorare nuove soluzioni in grado di offrire sia scala sia sostenibilità, spesso ai limiti della fattibilità tecnologica.
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