Spinta all'IPO di OpenAI riaccende i piani per uno spin-off di robotica e hardware: report

Spinta all'IPO di OpenAI riaccende i piani per uno spin-off di robotica e hardware: report
Devesh Kumar
05 mag 2026, 06:32 AM

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Invezz
OpenAI (privata) — aumentare l'esposizione alle infrastrutture AI

Acquistare esposizione alle infrastrutture AI: NVIDIA (NVDA) e Broadcom (AVGO). La notizia rafforza l'idea che OpenAI stia scalando l'hardware (integrazione di io Products, partnership nella robotica e la spinta verso acceleratori personalizzati da 10 GW guidata da Broadcom). Ciò aumenta la domanda di capacità di calcolo di fascia alta e di silicio personalizzato/reti AI, non solo di licenze software. Rischio principale: la roadmap hardware di OpenAI slitta o viene de-prioritizzata, riducendo gli ordini di acceleratori e il ritmo del capex.

Rischio chiave: OpenAI rallenta o cancella gli impegni su hardware/acceleratori, riducendo la domanda nel breve termine per i prodotti NVDA/AVGO.

Rischio IPO OpenAI — vendere concorrenti software AI non redditizi

Vendere i concorrenti nel software AI/enterprise coding non redditizi più esposti alla narrativa 'crescita senza profitti': Palantir (PLTR) e C3.ai (AI). Se il processo di IPO di OpenAI dovesse portare a un controllo più stringente sulla qualità dei ricavi e sull'economia del computing, il mercato rivaluterà al ribasso i nomi software che sembrano bruciare cassa per inseguire l'uso. L'articolo segnala obiettivi di ricavi mancati e preoccupazioni del CFO sul rispetto degli impegni di computing—ciò rappresenta un vento contrario per le valutazioni di modelli di business simili.

Rischio chiave: Il mercato ignora le preoccupazioni economiche su OpenAI e continua a premiare la crescita del software, impedendo un reset delle valutazioni.

  • OpenAI ha valutato uno spin-off in stile Alphabet per le unità hardware e di robotica.
  • Il piano mirava a sbloccare finanziamenti e semplificare la struttura aziendale.
  • Il modello integrato mantiene hardware e software sotto lo stesso controllo.

Nell'ultimo anno OpenAI si è ampliata ben oltre i chatbot, operando più come una vasta società tecnologica con molteplici linee di business.

Un articolo del Wall Street Journal dice che il CEO Sam Altman ha brevemente preso in considerazione lo spin-off delle divisioni di robotica e hardware consumer dell'azienda in una struttura in stile Alphabet.

L'idea era di dare a tali attività percorsi distinti di raccolta di capitale e una struttura operativa più chiara.

La complicazione appare altrettanto semplice: una volta che avvocati e team finanziari hanno approfondito, il piano non risolveva più il problema che intendeva affrontare, perché le unità dovrebbero comunque essere consolidate nei risultati di OpenAI.

Così l'azienda si è ritrovata con la complessità di una scissione senza alcun vantaggio contabile.

Il piano di spin-off incontra limiti

È facile capire l'attrattiva di uno spin-off: le unità in rapida crescita possono raccogliere capitale più facilmente, gli investitori possono valutarle per merito proprio e la società madre può presentare una storia più lineare.

Questo è particolarmente utile quando una divisione è ancora incentrata sul software e un'altra è un'area hardware ad alta intensità di capitale.

Ma il report del WSJ afferma che OpenAI ha concluso che uno scorporo non cambierebbe veramente la sua rendicontazione finanziaria, il che ha fatto svanire l'obiettivo strategico dell'operazione.

In parole semplici, OpenAI ha provato a modificare la struttura di una holding, per poi scontrarsi con la realtà che l'attività si comporta ancora come un'operazione integrata.

Un impero hardware prende forma

Il motivo per cui l'idea è emersa è che OpenAI si sta espandendo ben oltre il solo software.

A maggio 2025 l'azienda ha acquisito la startup di Jony Ive, io Products, in un'operazione interamente in azioni da 6,5 miliardi di dollari e ha nominato Ive responsabile creativo.

OpenAI voleva sviluppare dispositivi pensati per l'era dell'AI generativa.

OpenAI e Ive hanno dichiarato che il lavoro sui prototipi è in corso, mentre l'aggiornamento di luglio dell'azienda ha riferito che il team io si è ufficialmente fuso in OpenAI.

Questa spinta sull'hardware non si ferma: OpenAI ha annunciato una collaborazione con Broadcom nell'ottobre 2025 per sviluppare 10 gigawatt di acceleratori AI personalizzati.

È stata inoltre attiva nella robotica.

Figure, la startup di robot umanoidi, si è associata a OpenAI per modelli AI specializzati, e OpenAI ha partecipato come investitore ai round di finanziamento della società.

Separatamente, 1X Technologies ha comunicato che il suo round Series A2 è stato guidato da OpenAI.

Messi insieme, questi movimenti aiutano a spiegare perché l'azienda ha valutato la separazione delle unità: le scommesse sull'hardware stanno diventando troppo grandi per sembrare progetti collaterali.

IPO di OpenAI sotto pressione

Il tutto avviene mentre OpenAI si prepara per un possibile debutto in Borsa che potrebbe arrivare già nella seconda metà del 2026.

Alle prime discussioni si sta valutando una possibile valutazione di 1.000 miliardi di dollari e un obiettivo di raccolta fondi che potrebbe partire da 60 miliardi di dollari o più.

Ma il percorso è accidentato: OpenAI ha mancato diversi obiettivi mensili di ricavi all'inizio di quest'anno, dopo aver perso terreno rispetto ad Anthropic nei mercati del coding e enterprise.

La CFO Sarah Friar ha sollevato preoccupazioni internamente circa la capacità dell'azienda di rispettare gli impegni futuri in termini di capacità di calcolo se i ricavi non cresceranno a ritmo sufficiente.