Perché l'oro scende nonostante l'acuirsi della crisi USA-Iran?

Perché l'oro scende nonostante l'acuirsi della crisi USA-Iran?
Devesh Kumar
11 mag 2026, 06:22 AM

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Invezz
Compra dollaro USA (UUP)

Il fattore dominante è la forza del dollaro derivante dai timori di prezzi del petrolio/inflazione più elevati e dalle aspettative di tassi «più alti per più tempo». Se la situazione USA-Iran mantiene il mercato energetico teso, il dollaro dovrebbe restare sostenuto rispetto a valute che non beneficiano dello stesso outlook sui tassi. Acquistare UUP (Invesco DB US Dollar Index Bullish Fund) mentre la crisi mantiene elevato il rischio di inflazione.

Rischio chiave: Una rapida de-escalation che faccia crollare i prezzi del petrolio e i timori sull'inflazione, portando l'outlook della Fed verso un'impostazione più accomodante e provocando una svendita del dollaro.

Vendi oro (GLD / XAUUSD)

L'oro scende perché il dollaro si rafforza e le speranze di tagli dei tassi si affievoliscono mentre il petrolio aumenta il rischio inflazionistico. La domanda di rifugio da parte degli acquirenti viene sopraffatta dai fattori macro: rendimenti dei Treasury più elevati + un USD più solido penalizzano un asset senza rendimento. Prendere posizioni short su GLD (SPDR Gold Shares) o vendere futures XAUUSD finché le aspettative su CPI e Fed rimangono restrittive.

Rischio chiave: Un forte rallentamento del CPI o un chiaro pivot della Fed che faccia scendere il dollaro e i rendimenti dei Treasury, innescando un'ondata di acquisti da rifugio che rialzi l'oro.

  • L'oro scivola mentre il dollaro più forte annulla la domanda da rifugio nel contesto delle tensioni con l'Iran.
  • L'aumento dei prezzi del petrolio riaccende i timori sull'inflazione e mette sotto pressione l'oro all'inizio della settimana.
  • La minore produzione aurifera della Cina alimenta preoccupazioni sull'offerta ma non riesce a sostenere i prezzi oggi.

Lunedì l'oro è sceso mentre il rinnovato aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha rafforzato il dollaro e riacceso i timori che prezzi del petrolio più alti possano mantenere l'inflazione elevata, riducendo l'appeal del metallo prezioso anche se i rischi geopolitici restano elevati.

L'oro spot a Londra ha ceduto 0.6% a $4,684.32 l'oncia, mentre i futures sull'oro statunitensi di giugno sono scesi 0.8% a $4,692.70 sul Comex.

La mossa ha lasciato il metallo prezioso sotto pressione all'inizio della settimana, con i trader che ponderano l'impatto dell'aumento della tensione geopolitica rispetto alla prospettiva che un'inflazione persistente possa ritardare qualsiasi spostamento verso tassi d'interesse USA più bassi.

La forza del dollaro frena la domanda di beni rifugio

In genere, un'escalation delle tensioni in Medio Oriente dovrebbe sostenere la domanda di oro come tradizionale bene rifugio.

Questa volta, tuttavia, sembra che la forza del dollaro stia dominando l'azione sui prezzi.

Una valuta statunitense più forte rende il metallo prezioso più costoso per gli acquirenti che detengono altre valute, spesso limitando la domanda fuori dagli USA.

L'ultima ondata di vendite riflette anche la sensibilità del mercato alle aspettative sui tassi d'interesse.

L'oro è un asset che non rende interessi, quindi tende a soffrire quando gli investitori pensano che i tassi possano rimanere più alti a lungo.

In tale contesto, il dollaro e i rendimenti dei Treasury spesso salgono, creando uno scenario più difficile per i metalli preziosi.

Questa dinamica è tornata a manifestarsi lunedì, con i trader che si concentravano meno sullo status di bene rifugio dell'oro e più sulle conseguenze inflazionistiche di prezzi dell'energia più alti e su ciò che potrebbero significare per la Federal Reserve.

Crescono le preoccupazioni su petrolio e inflazione

La reazione del mercato è seguita a un ulteriore deterioramento dello scenario USA-Iran dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la risposta dell'Iran a una proposta di pace degli Stati Uniti, riducendo le speranze di una rapida conclusione dello stallo di 10 settimane.

Il confronto ha già scosso i mercati energetici, interrotto rotte di navigazione e aumentato le preoccupazioni sull'approvvigionamento attraverso lo Stretto di Hormuz, un'arteria critica per i flussi petroliferi globali.

I prezzi del petrolio sono saliti per timori che la crisi possa mantenere le forniture ristrette più a lungo.

Questo è importante per l'oro perché un aumento prolungato del greggio può alimentare le aspettative di inflazione, che a loro volta possono incoraggiare le banche centrali a mantenere politiche restrittive.

Piuttosto che sostenere l'oro tramite acquisti da rifugio, l'effetto immediato può essere quello di rafforzare il dollaro e pesare sul metallo.

Gli analisti hanno detto che la tensione tra il sostegno geopolitico e i venti contrari macroeconomici probabilmente resterà il tema principale per il metallo nel breve termine.

Se la domanda da rifugio può prevenire una vendita più marcata, movimenti più forti di petrolio e dollaro potrebbero continuare a limitare i rally.

CPI e politica al centro dell'attenzione

Gli investitori guardano ora ai prossimi dati sui prezzi al consumo statunitensi per avere un'indicazione più chiara dello slancio inflazionistico e della probabile risposta della Fed.

Un dato CPI più robusto del previsto rafforzerebbe il caso per una politica ancora restrittiva, il che potrebbe mantenere la pressione sull'oro.

Una lettura più debole, al contrario, potrebbe alleggerire il dollaro e offrire all'oro spazio per recuperare.

Gli operatori di mercato stanno anche monitorando segnali più ampi di offerta e domanda.

In Cina, secondo maggiore produttore mondiale d'oro, la produzione è scesa a 28 tonnellate nel primo trimestre del 2026, rispetto alle 43 tonnellate dell'anno precedente, secondo la China Gold Association.

Il calo è stato attribuito in larga misura a chiusure legate a controlli di sicurezza presso alcune raffinerie.

Per ora, però, la geopolitica rimane il fattore dominante nel breve termine.

L'oro potrebbe continuare a trovare supporto sottostante dall'aumento dell'instabilità in Medio Oriente, ma a meno che il dollaro non si ritiri o i timori inflazionistici non si attenuino, il metallo potrebbe restare sulla difensiva.