Oro sopra $4.100, ma la riunione di settembre può incrinare il rally

Oro sopra $4.100, ma la riunione di settembre può incrinare il rally
Devesh Kumar
05 ago 2026, 09:02 AM

offerto da

Invezz
Long su oro (XAU/USD)

Acquistare XAU/USD. L'articolo indica che l'oro sta assorbendo il tono restrittivo della Fed ed è sostenuto da un dollaro più debole e da rendimenti più bassi; il mercato ha già ridotto le probabilità di un rialzo a settembre. L'impostazione suggerisce una spinta verso la prossima zona di resistenza: una chiusura giornaliera sopra ~$4,080, quindi una rottura/mantenimento sopra ~$4,202 per confermare il momentum.

Rischio chiave: Dati di settembre su occupazione/inflazione robusti potrebbero spingere rendimenti e dollaro al rialzo e trascinare l'oro nuovamente sotto il range $4,080–$4,000.

Short sul USD (DXY)

Vendere l'Indice del Dollaro USA (DXY). La forza dell'oro è alimentata da un dollaro più debole; l'articolo sottolinea che un aumento dei tassi rivitalizzerebbe la forza del dollaro, mentre una riduzione delle aspettative di rialzo toglierebbe un importante ostacolo per l'oro. Se il mercato continua a escludere un rialzo a settembre, il DXY dovrebbe indebolirsi e mettere ulteriore pressione rialzista sull'oro.

Rischio chiave: La Fed rivede le aspettative verso un rialzo a settembre a causa di dati occupazionali/inflazione robusti, spingendo il DXY bruscamente al rialzo e comprimendo la domanda di oro.

  • L'oro sale oltre $4.100 grazie a un dollaro più debole e a rendimenti più bassi che aumentano la domanda.
  • Le probabilità di un rialzo Fed a settembre calano, ma dati occupazionali forti potrebbero riaccendere la pressione sui tassi.
  • Un breakout duraturo richiede ancora un movimento convincente oltre la resistenza intorno a $4.200.

I prezzi dell'oro sono rimasti sopra $4.100 l'oncia mercoledì, poiché un dollaro più debole, rendimenti obbligazionari più bassi e il calo dei prezzi del petrolio hanno sostenuto il metallo prima dei cruciali dati sull'occupazione negli Stati Uniti.

L'oro spot è salito dell'1,4% fino a un massimo di due settimane a $4,133.83 alle 4:55 GMT, mentre i futures USA hanno guadagnato l'1% a $4,191.90.

Gli operatori hanno ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre al 59% dal 67% del giorno precedente.

L'avanzata dimostra che l'oro ha assorbito meglio del previsto una Fed dal tono restrittivo e l'attenuarsi delle preoccupazioni geopolitiche.

Tuttavia la resilienza non equivale a un rinnovato slancio: il metallo resta all'interno dell'ampio intervallo $4.000–$4.200 che ha delimitato le contrattazioni per circa un mese.

La stabilità dell'oro potrebbe rinviare la vera prova

La decisione della Fed di luglio di lasciare i tassi invariati ha dato un certo sollievo all'oro, ma non ha risolto il dibattito di politica monetaria.

Tre presidenti regionali della Fed hanno preferito un aumento, mentre i funzionari hanno continuato a sottolineare la necessità di riportare l'inflazione in modo sostenibile verso il 2%.

Gli economisti di Natixis Christopher Hodge, John Briggs e Selin Aker hanno detto a Kitco News che l'incertezza di luglio è stata di fatto rimandata a settembre.

Altri due rapporti sull'inflazione arriveranno prima della riunione del 15-16 settembre, fornendo ai decisori politici ulteriori elementi sulle pressioni sui prezzi e sull'impatto economico del petrolio.

Questo rende settembre più che una semplice data sul calendario.

Un aumento dei tassi aumenterebbe il costo opportunità di detenere un metallo privo di rendimento e potrebbe ravvivare la forza del dollaro, mentre una riduzione delle aspettative di rialzo rimuoverebbe uno dei maggiori ostacoli per l'oro.

Ewa Manthey, strategist commodities di ING, ha avvertito che rendimenti elevati, un dollaro più forte e una domanda più debole dagli ETF potrebbero pesare sull'oro più a lungo del previsto.

ING resta tuttavia costruttiva nel medio termine perché gli acquisti delle banche centrali e la diversificazione delle riserve continuano a sostenere la domanda.

I dati su occupazione e inflazione potrebbero rompere l'impasse

L'attenzione immediata è sul mercato del lavoro USA. Gli investitori attendono il rapporto ADP sull'occupazione, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e i dati sulle nonfarm payrolls di venerdì per indizi sulla capacità dell'economia di reggere una politica più restrittiva.

Il rapporto JOLTS di martedì ha mostrato pochi cambiamenti nelle offerte di lavoro.

Petros Pantzari di Monaxa ha detto al Wall Street Journal che i dati non segnalano recessione, ma mostrano che i datori di lavoro stanno diventando più cauti man mano che la domanda manifatturiera si indebolisce.

Dati occupazionali deboli potrebbero spingere verso il basso i rendimenti dei Treasury a breve scadenza e costringere gli operatori a ridurre le aspettative di un nuovo aumento.

Aakash Doshi di State Street ha detto a Kitco News che dati deludenti potrebbero rapidamente riprezzare le prospettive sui tassi.

Ha affermato che rendimenti a due anni più bassi potrebbero aiutare l'oro a salire verso $4,500–$4,750 entro fine anno.

Il rischio opposto è altrettanto chiaro: un forte incremento delle assunzioni o un'inflazione persistente potrebbero far salire i rendimenti, rafforzare il dollaro e spingere il metallo verso $4,000.

Un movimento oltre $4.100 richiede ancora conferma

L'oro ha superato $4,100, ma il breakout tecnico rimane incompleto.

Tony Sycamore, senior market analyst di IG, ha detto a Investing.com che il metallo necessita di una chiusura giornaliera sopra la resistenza del trend ribassista vicino a $4,080, seguita da una rottura del massimo di inizio luglio intorno a $4,202, per confermare un recupero sostenuto.

Senza quel seguito, Sycamore vede il rischio di un nuovo test del minimo di fine giugno vicino a $3,942.

Il suo quadro fa di $4,200 l'ostacolo più significativo rispetto al movimento di mercoledì oltre il livello psicologicamente rilevante di $4,100.