Il CEO Nvidia va in Cina con Trump dopo invito tardivo della Casa Bianca

Il CEO Nvidia va in Cina con Trump dopo invito tardivo della Casa Bianca
Devesh Kumar
13 mag 2026, 07:05 AM

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Invezz
Nvidia (NVDA)

Acquista NVDA. L'invito tardivo segnala che Pechino e gli Stati Uniti considerano Nvidia una pedina di scambio chiave per l'accesso all'AI. Anche se le vendite a breve termine non dovessero aumentare, qualsiasi segnale di allentamento nelle approvazioni all'esportazione o nelle licenze rialzerebbe la probabilità di una "riapertura marginale" in Cina, il che è rilevante perché i ricavi di NVDA dalla Cina sono attualmente valutati come strutturalmente compromessi.

Rischio chiave: Un esito del vertice che mantenga inalterate le restrizioni sui chip avanzati, confermando che la Cina rimane di fatto chiusa e che la quota di NVDA in Cina continui a scendere.

ASML (ASML)

Vendi ASML. Se il viaggio dovesse portare a qualche allentamento, è probabile che sia mirato e temporaneo, mentre la tendenza più ampia resta il controllo strategico sulle catene di fornitura dell'AI avanzata. L'accesso di Nvidia alla Cina è l'argomento principale, ma il vincolo reale è lo stack tecnologico più ampio; ASML è esposta a una prolungata incertezza della domanda e a un potenziale irrigidimento delle esportazioni attorno all'EUV/litografia avanzata.

Rischio chiave: Un chiaro e duraturo allentamento dei controlli tecnologici tra USA e Cina che incrementi la domanda di capex a lungo ciclo per apparecchiature semiconduttori avanzate.

  • Jensen Huang si unisce al viaggio di Trump in Cina dopo un invito dell'ultimo minuto della Casa Bianca.
  • Il CEO di Nvidia, secondo quanto riportato, è salito a bordo dell'Air Force One in Alaska durante il viaggio verso Pechino.
  • La visita avviene in un contesto di tensioni sulle esportazioni di chip avanzati e sulla competizione nell'AI.

Jensen Huang non faceva inizialmente parte del viaggio di Donald Trump in Cina.

Ma ha ricevuto un invito dell'ultimo minuto ed è stato poi visto salire a bordo dell'Air Force One in Alaska durante una sosta per il rifornimento, mentre si dirigeva verso Pechino.

Per gli investitori, il valore simbolico è difficile da ignorare.

Il più prezioso produttore di chip al mondo è ora rappresentato a un vertice che potrebbe influenzare il commercio, l'accesso alla tecnologia e la prossima fase delle relazioni tra Stati Uniti e Cina.

Il cambio di programma mostra anche quanto Nvidia sia diventata centrale nelle negoziazioni, nonostante Washington e Pechino restino distanti sulle questioni legate ai chip avanzati.

Jensen Huang non era stato invitato, poi lo è stato

Il nome di Huang era assente dalla lista iniziale di dirigenti che la Casa Bianca prevedeva si sarebbe recata con Trump, anche se nella delegazione figuravano già nomi di peso come Elon Musk, Tim Cook, Kelly Ortberg di Boeing e altri.

Quell'omissione spiccava perché Huang aveva recentemente detto che, se invitato, sarebbe stato “un privilegio” rappresentare gli Stati Uniti.

Secondo i resoconti, Trump ha chiesto a Huang all'ultimo minuto di unirsi dopo che la copertura mediatica aveva evidenziato la sua assenza.

Un portavoce della Casa Bianca ha detto che il programma è cambiato e che è stato possibile per lui partecipare.

Il tempismo è importante: Trump dovrebbe tenere colloqui con Xi Jinping giovedì e venerdì a Pechino, e il viaggio è la sua prima visita in Cina da quasi un decennio.

La Casa Bianca ha descritto la visita come in parte diplomazia e in parte ricerca di accordi, con il presidente che mira a estendere una fragile tregua commerciale e a incrementare le esportazioni statunitensi.

L'aggiunta tardiva di Huang conferisce alla delegazione un orientamento tecnologico più marcato, soprattutto perché Nvidia è diventata uno degli esempi più chiari di come la politica commerciale ora impatti direttamente i ricavi aziendali.

Cosa vuole Huang da Pechino

Per Nvidia, la questione cinese non riguarda più guadagni incrementali ma un mercato che è in gran parte già chiuso.

L'azienda ha passato mesi a cercare di fronteggiare restrizioni che l'hanno di fatto esclusa dalle vendite di chip AI avanzati nel paese, dopo che le limitazioni alle esportazioni statunitensi hanno bloccato i suoi prodotti più potenti ed eroso la sua precedente posizione dominante.

L'amministratore delegato Jensen Huang aveva già osservato che la quota di Nvidia nel mercato cinese dei chip per l'AI è diminuita drasticamente negli ultimi anni.

Nelle sue ultime comunicazioni, la società è andata oltre, descrivendo di fatto la sua posizione nel mercato dei data center in Cina come chiusa, con concorrenti che stanno prendendo il suo posto.

In questo contesto, i recenti aggiustamenti normativi su prodotti come l'H200 hanno finora avuto un impatto commerciale limitato, con le spedizioni ancora vincolate dalle approvazioni su entrambi i fronti e dall'incertezza regolamentare a Pechino.

Anche volumi d'ordine riportati come elevati non si sono tradotti in vendite significative nel breve termine, data la presenza di colli di bottiglia nella fornitura e nelle autorizzazioni.

Ciò rende la presenza di Huang a Pechino meno una questione di sbloccare un flusso di ricavi immediato e più una questione di posizionamento.

Se il vertice dovesse portare a un allentamento delle restrizioni sui chip, rappresenterebbe una riapertura marginale in un mercato che resta strategicamente importante ma commercialmente limitato.

In caso contrario, Nvidia continuerà a operare in una realtà in cui i controlli statunitensi limitano il suo accesso mentre la Cina accelera gli sforzi per costruire catene di approvvigionamento alternative nel settore del calcolo per l'AI.