Chi è dentro, chi è fuori: cosa rivela la lista di CEO di Trump sulla Cina
Sentiment IA: 68/100 Rialzista
Questo punteggio è generato tramite un’analisi basata sull’IA del contenuto dell’articolo.
offerto da
Buy BA. La delegazione segnala un accordo aeronautico pre-negoziato e adatto all'ottica: trattative su un possibile ordine fino a ~500 737 MAX oltre a aerei a fusoliera larga. La presenza di Kelly Ortberg nel viaggio è un segnale diretto del tipo “questo è il punto centrale”, e qualsiasi progresso credibile dovrebbe alzare rapidamente le aspettative sul portafoglio ordini.
Rischio chiave: Un contraccolpo regolamentare/di qualità legato al MAX o il rifiuto della Cina di finalizzare i termini dopo pressioni politiche, che ritarderebbe l'ordine oltre la finestra del vertice.
Buy CARG. La presenza di Brian Sikes indica acquisti agricoli a breve termine legati al vertice, il che significa visibilità del flusso di cassa più rapida rispetto a operazioni industriali a ciclo più lungo. Se Pechino annunciasse impegni agricoli rilevanti, ciò supporterebbe le aspettative sugli utili e ridurrebbe l'incertezza commerciale per il settore.
Rischio chiave: Gli impegni agricoli della Cina vengono ridotti o sostituiti con approvvigionamenti non statunitensi, per cui le “vittorie visibili” non si traducono in volumi d'acquisto effettivi.
- La delegazione di Trump a Pechino include dirigenti di società tecnologiche, finanziarie e aerospaziali.
- Boeing e la Cina stanno discutendo di un accordo sugli aeromobili potenzialmente da record.
- La Casa Bianca ha tenuto la rosa di CEO più ristretta e focalizzata su priorità commerciali.
Il presidente Donald Trump si reca a Pechino con una delegazione d'affari ricca di nomi di spicco e povera di sorprese.
Si prevede che alla visita a Pechino partecipino sedici top manager, tra cui Elon Musk di Tesla, Tim Cook di Apple, Kelly Ortberg di Boeing, Larry Culp di GE Aerospace, Larry Fink di BlackRock, Stephen Schwarzman di Blackstone e David Solomon di Goldman Sachs.
La delegazione include anche Jane Fraser di Citigroup, Cristiano Amon di Qualcomm, Michael Miebach di Mastercard, Ryan McInerney di Visa, Brian Sikes di Cargill, Jim Anderson di Coherent, Jacob Thaysen di Illumina e Sanjay Mehrotra di Micron Technology.
Il vertice è previsto per il 14-15 maggio, e la composizione dei partecipanti indica già agli investitori dove Washington vuole orientare la discussione: aeromobili, agricoltura, finanza e catene di approvvigionamento.
Accordi già definiti prima dell'atterraggio
La prima conclusione è che questo viaggio ruota attorno a transazioni per lo più già negoziate.
Boeing e la Cina sono in trattative prolungate per un accordo che potrebbe comprendere 500 737 MAX più dozzine di aerei a fusoliera larga, un pacchetto che sarebbe il primo grande ordine di Boeing da parte della Cina dal 2017 e potenzialmente l'ordine di aeromobili più grande della storia.
Si prevede che Pechino annunci acquisti legati all'agricoltura e all'energia statunitensi, il che spiega la presenza in lista di Brian Sikes di Cargill.
In questo senso la delegazione è di natura commerciale e ha lo scopo di far emergere vittorie concrete in tempi rapidi.
Proprio per questo motivo la Casa Bianca ha mantenuto la delegazione più contenuta rispetto alle visite passate in Cina.
L'amministrazione ha considerato circa una dozzina di società, molto meno dei 29 dirigenti che accompagnarono Trump nel 2017, e il Rappresentante per il Commercio USA Jamieson Greer era riluttante a far sembrare il viaggio un vertice di “commercio gestito” su vasta scala.
Reva Goujon del Rhodium Group ha detto a Reuters che “una piccola delegazione di CEO che si allinei alle concessioni e ai punti di negoziazione effettivi avrebbe senso”, aggiungendo che Greer sembrava intenzionato a non creare aspettative troppo alte.
Leggi di più - Vertice Trump-Xi: in primo piano commercio, Taiwan e IA; improbabili grandi svolte
Chi non è stato incluso?
I nomi esclusi dalla lista sono tanto rivelatori quanto quelli presenti.
Jensen Huang non è stato invitato, poiché la Casa Bianca stava deliberatamente dando priorità ad agricoltura e aviazione commerciale piuttosto che ai semiconduttori.
Ha senso politicamente, dato che i chip restano uno dei punti più sensibili nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina, e l'amministrazione sembra voler mantenere il vertice concentrato sul flusso di accordi, non sui controlli alle esportazioni.
I vertici di petrolio e gas erano assenti dalla lista degli invitati, con la pressione attuale sul settore energetico globale dovuta alle interruzioni collegate alla guerra in Iran che probabilmente ha spinto la Casa Bianca verso una rosa più ristretta.
Il contesto geopolitico più ampio conta: il Council on Foreign Relations afferma che Trump e Xi dovrebbero incontrarsi a Pechino il 14-15 maggio, e sostiene che il vertice dà a Pechino margine di manovra per “gestire” Washington mentre commercio, Taiwan, terre rare e IA restano sullo sfondo.
Questo è il punto chiave per gli investitori: la Casa Bianca cerca di ottenere vittorie commerciali visibili evitando le questioni strategiche più spinose che potrebbero compromettere l'ottica.
Assenze come Nvidia, Alphabet, GM e Disney appaiono quindi meno come offese personali e più come uno sforzo per mantenere l'agenda realizzabile.
USA Rare Earth ottiene fino a 1,6 mld di dollari dal CHIPS Act per espansione USA
Perché Trump applica dazi per lavoro forzato a 60 economie
Trump allenta i dazi sui metalli, l'acciaio USA favorito fino al 2027
Il CEO Nvidia va in Cina con Trump dopo invito tardivo della Casa Bianca
Crepe nel carry trade dello yen emergono e Wall Street non è pronta
Nessun risultato trovato
Caricamento articoli...
Failed to load articles. Please try again.