2 titoli di chip che BofA ritiene vincenti nella prossima fase dell'AI

2 titoli di chip che BofA ritiene vincenti nella prossima fase dell'AI
Devesh Kumar
21 mag 2026, 12:51 PM

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Invezz
Nvidia (NVDA)

Buy NVDA. L'AI agentica rende le CPU il “piano di controllo” per l'inferenza: orchestrano strumenti, memoria e flussi di lavoro a più passaggi. L'opinione di BofA secondo cui un pod Vera Rubin tende verso ~1:1 CPU:GPU supporta una domanda sostenuta di CPU, non solo di GPU. NVDA ha anche la via più chiara per monetizzare ciò tramite sistemi completi (piattaforma Rubin) e un catalizzatore a breve termine: istanze basate su Vera Rubin da parte dei principali provider cloud nella seconda metà del 2026. Rischio chiave: compressione del margine lordo a causa dell'aumento dei costi HBM e dell'intensificarsi della concorrenza/chip personalizzati che costringono NVDA a essere più aggressiva sul prezzo.

Rischio chiave: Il margine lordo cala perché HBM e la concorrenza/chip personalizzati costringono NVDA a ridurre i prezzi.

AMD (AMD)

Buy AMD. È il beneficiario più puro dal lato CPU, con una roadmap GPU per l'AI credibile. Se l'AI agentica è strutturalmente più intensiva in termini di CPU, la forza delle CPU per server di AMD insieme ai guadagni di quota AI (BofA prevede che la quota AI passi a cifre a due cifre entro il 2030) dovrebbe combinarsi con il capex dei data center. AMD beneficia inoltre se gli hyperscaler diversificano l'approvvigionamento lontano da un singolo fornitore di GPU pur continuando a necessitare di CPU robuste per gestire l'orchestrazione dell'inferenza. Rischio chiave: i guadagni di quota AI di AMD si arrestano perché la sua roadmap GPU/accelerator o l'ecosistema software non reggono il passo con Nvidia nei carichi agentici.

Rischio chiave: AMD non riesce a conquistare quote AI sufficienti perché le sue GPU/software non reggono il passo per l'inferenza agentica.

  • BofA afferma che l'AI agentica potrebbe triplicare il mercato delle CPU per server fino a 125 miliardi di dollari entro il 2030.
  • Nvidia e AMD sono le principali scelte di BofA per la prossima fase dell'infrastruttura AI.
  • BofA sostiene che il trade sull'AI si sta espandendo oltre le GPU, non le sostituisce.

Per gran parte del boom dell'AI, gli investitori avevano un piano semplice: comprare le aziende che vendono GPU, i potenti chip usati per addestrare grandi modelli di AI.

Bank of America ora afferma che quel trade sta diventando troppo ristretto.

La prossima fase dell'AI sarà guidata dall'“AI agentica”, sistemi che possono pianificare, recuperare dati, richiamare strumenti e completare compiti con minore intervento umano.

Questo rende le CPU più importanti, perché coordinano il lavoro attorno al modello.

BofA prevede che il mercato delle CPU per server crescerà da circa 43 miliardi USD (circa 37,5 miliardi €) nel 2026 a 125 miliardi USD (circa 109 miliardi €) entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 31%.

Il trade sull'AI sta cambiando

Lo spostamento non significa che le GPU siano una storia del passato: l'addestramento di modelli più grandi richiederà ancora enormi cluster di acceleratori.

Ma l'AI agentica cambia ciò che avviene dopo l'addestramento di quei modelli.

Una chatbot risponde a un prompt. Un agente AI può cercare in un database aziendale, estrarre i record dei clienti, confrontare opzioni, eseguire un calcolo e avviare un flusso di lavoro.

Questo tipo di sistema ha bisogno di GPU per i calcoli intensivi, ma necessita anche di CPU per gestire la memoria, spostare i dati, orchestrare gli strumenti e mantenere l'ordine di più passaggi.

Ecco perché il giudizio di BofA è importante. Il team di Arya ha descritto le CPU come il “piano di controllo dell'inferenza AI”, con i carichi agentici destinati a diventare “strutturalmente ancora più intensivi in termini di CPU”.

La società sostiene inoltre che non si tratta di una rotazione GPU-versus-CPU, ma di un'espansione dell'intero mercato dei data center.

L'analista di BofA espone le sue ragioni

Vivek Arya, l'analista di semiconduttori di BofA Securities seguito con attenzione, vede Nvidia e AMD come i due modi più chiari per giocare la componente CPU-intensiva dello sviluppo dell'AI.

Per Nvidia, il caso parte dalla sua capacità di vendere sistemi completi, non solo chip.

BofA ha recentemente aumentato il target price di Nvidia a $320 da $300 e ha mantenuto una raccomandazione Buy, implicando circa un potenziale rialzo superiore al 40% rispetto ai livelli di negoziazione recenti.

Il prossimo catalizzatore è Vera Rubin, la piattaforma AI di nuova generazione di Nvidia.

Nvidia afferma che i prodotti basati su Rubin saranno disponibili dai partner nella seconda metà del 2026, e i principali provider cloud dovrebbero distribuire istanze basate su Vera Rubin.

La piattaforma include la CPU Vera insieme alle GPU Rubin, il networking e altra infrastruttura.

BofA ha inoltre evidenziato che un pod completo Vera Rubin potrebbe avvicinarsi a un rapporto approssimativo di uno-a-uno CPU:GPU, segno di quanto le CPU stiano diventando centrali nell'infrastruttura AI.

Ci sono rischi: come osserva BofA, il margine lordo di Nvidia potrebbe diminuire modestamente nel tempo con l'aumento dei costi della memoria ad alta larghezza di banda (HBM) e un'intensificazione della concorrenza dalla serie MI450 di AMD e da chip personalizzati sviluppati dagli hyperscaler.

Per AMD, l'appeal è più diretto: vende già CPU per server solide e dispone di una roadmap GPU per l'AI credibile.

Arya in precedenza aveva portato il target di AMD a $450, definendola una “top pick” per il compute e notando che la sua quota AI potrebbe passare da circa il 6% nel 2026 a cifre a due cifre entro il 2030.

Un successivo aggiornamento di BofA ha nuovamente aumentato il target a $500 da $450, citando la forza delle CPU, i guadagni di quota AI e la spesa per infrastrutture.