Borse asiatiche in rialzo: colloqui USA-Iran mantengono attenzione su petrolio, dollaro e tassi
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Acquistare esposizione al Brent (ad es., posizioni long su futures Brent o ETF sul Brent) perché il mercato continua a scontare il rischio di interruzione a Hormuz e, nonostante le speranze di pace, il petrolio resta volatile e sotto una resistenza chiave (media mobile a 50 giorni ~ $106,77). Qualsiasi de-escalation incrementale può rialzare i prezzi dai minimi, mentre un'inversione di notizia può rapidamente rivalutare al rialzo il rischio di offerta.
Rischio chiave: Un accordo duraturo tra USA e Iran che rimuova chiaramente il rischio di fornitura da Hormuz e riporti il Brent al di sotto dell'attuale fascia di supporto, annullando il premio per il rischio.
Acquistare esposizione al USD (ad es., long su UUP) perché un petrolio più alto mantiene vive le paure d'inflazione, sostenendo l'aspettativa di una politica più restrittiva per più tempo e mantenendo i rendimenti del Tesoro solidi — esattamente quanto l'articolo descrive: il petrolio che alimenta l'inflazione realizzata e rinforza il dollaro. La debolezza dello yen mantiene inoltre la volatilità FX favorevole al USD.
Rischio chiave: Un sell-off sostenuto del petrolio che interrompe il collegamento petrolio-rendimenti e costringe i rendimenti al ribasso, allontanando il dollaro dai massimi delle sei settimane.
- Le azioni asiatiche hanno marginalmente guadagnato terreno mentre i trader osservavano da vicino i colloqui USA-Iran.
- Il Brent è rimbalzato a $104,71, sebbene fosse in calo per la settimana.
- Il dollaro è rimasto vicino ai massimi delle sei settimane mentre lo yen si è scambiato intorno a 159 per dollaro.
I movimenti riflettevano un mercato ancora guidato dalle notizie geopolitiche, dai rischi relativi all'offerta energetica e dal mutare delle aspettative sui tassi d'interesse globali.
I trader osservano se i colloqui tra Washington e Teheran possano attenuare le tensioni in Medio Oriente e ridurre il rischio di interruzioni dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.
L'indice più ampio di MSCI per le azioni dell'Asia-Pacifico escluse il Giappone è salito dello 0,3% nella giornata, portando il guadagno settimanale allo 0,6%.
La Borsa giapponese è salita del 2,0%, raggiungendo il livello più alto da 10 giorni.
I futures azionari USA hanno guadagnato lo 0,2%, mentre i futures europei lo 0,8%, indicando un tono più solido nei mercati azionari globali.
Oil swings on Hormuz risk and peace hopes
I prezzi del greggio sono rimasti incostanti mentre i trader ponderavano il rischio di interruzione dell'offerta rispetto ai segni timidi di progressi diplomatici.
Il petrolio era sceso in precedenza durante la seduta asiatica mentre si attenuava la preoccupazione per una quasi chiusura dello Stretto di Hormuz.
La via d'acqua resta una rotta critica per le spedizioni di greggio a livello globale e qualsiasi interruzione prolungata potrebbe aggiungere pressioni inflazionistiche in un momento in cui le banche centrali sono già sensibili agli shock dei prezzi legati all'energia.
Il Brent in seguito ha recuperato il 2% a $104,71 al barile, pur rimanendo sulla strada per un calo settimanale di circa il 6%.
Il contratto è ancora scambiato al di sotto della sua media mobile semplice a 50 giorni, intorno a $106,77.
I futures sul West Texas Intermediate statunitense sono saliti dell'1,66% a fine seduta, attestandosi a $98,01.
I prezzi restano ben al di sopra dei livelli pre-bellici, e ci si aspetta che i mercati rimangano attenti a ulteriori notizie dalla regione anche se i negoziati dovessero portare a una de-escalation parziale.
Dollar holds near six-week high
Il dollaro statunitense è rimasto solido poiché la domanda da bene rifugio e i rendimenti del Tesoro più elevati hanno sostenuto la valuta.
L'indice del dollaro è stato scambiato a 99,247 nelle prime fasi, vicino a un massimo delle sei settimane.
L'euro era a $1,1614, vicino al minimo delle sei settimane toccato giovedì e in linea per un calo mensile di circa l'1%.
Lo yen giapponese è stato scambiato a 159,11 per dollaro, mantenendo i trader concentrati sulla possibilità di interventi da parte delle autorità giapponesi.
La debolezza della valuta ha accentuato l'attenzione del mercato sul percorso di politica monetaria della Bank of Japan, soprattutto mentre i dati sull'inflazione complicano il quadro per ulteriori irrigidimenti.
Rates outlook shifts as inflation fears build
La prospettiva di un'interruzione prolungata dell'offerta energetica ha inoltre modificato le aspettative sui tassi d'interesse.
Prima dell'ultima fase del conflitto, i mercati stimatevano la possibilità di tagli dei tassi più avanti nell'anno.
Ma un aumento sostenuto dei prezzi del petrolio potrebbe mantenere l'inflazione elevata e costringere le banche centrali, inclusa la Federal Reserve, a mantenere una politica più restrittiva per più tempo.
Mitch Reznick, responsabile del reddito fisso presso Federated Hermes, ha detto che esiste "un collegamento insolitamente forte tra i prezzi del petrolio e i rendimenti globali", aggiungendo che ciò che era iniziato come uno spostamento nelle aspettative ora si sta traducendo più direttamente in inflazione realizzata.
Questa dinamica ha spinto i rendimenti del Tesoro più in alto e ha rafforzato il supporto per il dollaro.
Japan inflation cools as BOJ path stays uncertain
I dati hanno mostrato che l'inflazione core giapponese è rallentata ad aprile fino al minimo in quattro anni, aggiungendo incertezza sui prossimi passi della Bank of Japan.
La lettura più debole dell'inflazione potrebbe ridurre la pressione per aumenti immediati dei tassi, anche se il calo dello yen aumenta il rischio di inflazione importata.
Questo lascia i responsabili politici nel bilanciamento tra le tendenze dei prezzi domestici e la debolezza della valuta e la più ampia volatilità di mercato.
What to watch next
Per il momento, i trader rimangono concentrati sul Medio Oriente, sullo Stretto di Hormuz e su qualsiasi segnale che i colloqui USA-Iran stiano procedendo verso un esito più durevole.
L'attenzione si sposterà poi sui dati sull'inflazione delle principali economie, che potrebbero modellare le aspettative sui tassi d'interesse e i movimenti valutari.
I prezzi dell'energia e il dollaro USA probabilmente rimarranno i principali fattori di mercato fino a quando non arriveranno notizie più chiare sull'Iran e sui rischi di approvvigionamento petrolifero.
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