Il calo delle scorte petrolifere rende il mercato vulnerabile a picchi di prezzo

Il calo delle scorte petrolifere rende il mercato vulnerabile a picchi di prezzo
Sayantan Sarkar
04 giu 2026, 08:30 AM

offerto da

Invezz
WTI greggio (CL)

Esporsi sul WTI (futures NYMEX WTI o USO). L'articolo segnala rapidi prelievi dalle scorte (EIA: ~8M bbl weekly) e un cuscinetto in contrazione in vista della domanda estiva di picco, con la riapertura dello Stretto di Hormuz probabilmente ancora ritardata e il ramp-up che richiederà settimane. Questo scenario favorisce scatti di prezzo al rialzo e una tensione sostenuta fino al Q3.

Rischio chiave: Una de-escalation rapida e credibile in Medio Oriente che ripristini rapidamente i flussi di fornitura e arresti il prelievo dalle scorte.

Brent greggio (BZ)

Esporsi sul Brent (futures ICE Brent o BNO). Il Brent viene descritto esplicitamente come oscillante ad ogni titolo sul Medio Oriente, mentre le scorte si restringono più rapidamente del solito. Con il rischio al rialzo accentuato fino al Q3 e la pressione della domanda estiva, il Brent dovrebbe sovraperformare sul rischio di scatti legati a un'interruzione nello Stretto di Hormuz.

Rischio chiave: Sollievo dell'offerta specifico per il Brent—aumenti di produzione inattesi o una riapertura rapida che normalizzi i flussi prima che le scorte diventino criticamente basse.

  • Le scorte di greggio USA sono calate di quasi 8 milioni di barili la scorsa settimana.
  • ING prevede un ulteriore irrigidimento fino al Q3 anche se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire.
  • Una lenta ripresa dell'offerta mantiene vivi i rischi al rialzo nel mercato petrolifero.

I prezzi del petrolio continuano a mostrare elevata volatilità in mezzo a sviluppi geopolitici mutevoli in Medio Oriente, mentre le scorte mondiali di greggio si riducono a un ritmo preoccupante. 

Nonostante sporadiche speranze di una svolta diplomatica, il mercato resta vulnerabile a interruzioni dell'offerta, con le scorte commerciali che offrono un cuscinetto sempre più ridotto.

Al momento della stesura, il prezzo del West Texas Intermediate era di $95.03 al barile, in calo dell'1%, mentre il Brent sull'Intercontinental Exchange era in calo dell'1,1% a $96.73 al barile. 

Le scorte di greggio USA registrano forti cali

Secondo gli ultimi dati dell'EIA, le scorte commerciali di greggio USA sono diminuite di 7.97 milioni di barili la scorsa settimana. Si tratta di un prelievo significativo, che porta il calo complessivo nell'ultimo mese e mezzo a circa 32 milioni di barili. 

Includendo i rilasci dalla Strategic Petroleum Reserve, il quadro delle scorte complessive mostra un calo ancora più pronunciato di quasi 16 milioni di barili in una sola settimana. 

Sebbene un calo stagionale delle scorte sia normale quando le raffinerie aumentano i cicli in vista del picco della domanda estiva, l'attuale ritmo è più rapido del consueto. 

Le scorte di prodotti raffinati, in particolare benzina e distillati, hanno registrato modesti aumenti, principalmente a causa di una domanda interna implicita più debole.

ING sottolinea la crescente vulnerabilità

Warren Patterson, responsabile della strategia commodities di ING Economics, ha sottolineato il restringimento del mercato fisico. 

Inventories have provided a cushion for the oil market. However, even if we see an imminent restart of oil flows through the Strait of Hormuz, the recovery will be slow and gradual.

Warren PattersonHead of commodities strategy at ING Economics

Patterson ha osservato che questo percorso di ripresa lenta suggerisce che le scorte probabilmente continueranno a ridursi nel terzo trimestre. 

«Questo suggerisce che le scorte probabilmente continueranno a ridursi nel terzo trimestre, lasciando rischi al rialzo per i prezzi», ha aggiunto. 

Commenti di Kuwait Petroleum confermano questa tesi, indicando che potrebbero volere 6-8 settimane per riportare la produzione kuwaitiana al 70% dei livelli normali una volta che lo Stretto di Hormuz si riaprirà, seguite da un altro mese per raggiungere la piena capacità.

Le oscillazioni geopolitiche dominano il sentiment

I prezzi del petrolio hanno reagito bruscamente a ogni titolo dalla regione. Un recente accordo di cessate il fuoco fra Israele e Libano ha contribuito ad alleviare parte della pressione immediata, portando a modesti ritracciamenti dei prezzi. 

Tuttavia, il ripetersi degli scontri, l'attività missilistica iraniana e i segnali contrastanti sui negoziati USA-Iran continuano a generare incertezza. 

Il presidente Trump ha sostenuto che i colloqui stanno procedendo, ma funzionari iraniani hanno respinto tali affermazioni, collegando qualsiasi accordo più ampio agli sviluppi in Libano. 

Questo continuo scambio ha mantenuto i trader con il fiato sospeso, con Brent e WTI che oscillano tra guadagni e perdite quotidianamente.

La domanda estiva aumenta la pressione

Il tempismo di questi rischi sull'offerta è particolarmente problematico, dato che l'emisfero settentrionale entra nella stagione estiva di massima domanda per gli spostamenti e i viaggi. 

L'International Energy Agency ha già avvertito che le scorte globali di petrolio potrebbero raggiungere livelli critici se i tassi di diminuzione attuali dovessero persistere.

Gli analisti ritengono che la combinazione di scorte strutturalmente più basse e la forza della domanda stagionale lasci al mercato poco margine per assorbire ulteriori sorprese negative. Qualsiasi ritardo nella riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe tradursi rapidamente in picchi di prezzo più elevati.

Prospettive a medio termine

Pur se una soluzione diplomatica riuscita potrebbe eventualmente portare sollievo, il mercato fisico dovrebbe restare teso nel breve termine. 

Patterson e altri analisti avvertono che anche sviluppi positivi sul fronte diplomatico non ripristineranno immediatamente i flussi di fornitura completi a causa di problemi infrastrutturali e delle difficoltà di ramp-up.

Per ora, il mercato petrolifero sembra intrappolato tra le speranze di de-escalation e la dura realtà delle riserve in esaurimento. 

Con le scorte USA in rapido calo e le riserve globali sotto pressione, qualsiasi interruzione prolungata potrebbe spingere i prezzi significativamente più in alto nei prossimi mesi.

Le prossime settimane saranno cruciali mentre i trader monitorano sia gli sviluppi sul terreno in Medio Oriente sia i nuovi dati sulle scorte dall'EIA.

Fino a quando non emergeranno segnali più chiari di normalizzazione dell'offerta, il mercato petrolifero probabilmente resterà altamente reattivo con un orientamento verso rischi al rialzo.