Nikkei 225 arretra mentre i mercati asiatici ponderano BOJ, Fed e accordo USA‑Iran

Nikkei 225 arretra mentre i mercati asiatici ponderano BOJ, Fed e accordo USA‑Iran
Devesh Kumar
16 giu 2026, 06:26 AM

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Sensibilità ai tassi della BOJ (Nikkei)

Acquisto: esposizione al Nikkei 225 tramite iShares Nikkei 225 ETF (EWJ). Motivazione: il mercato è predisposto per un momento di “verifica” — se le indicazioni della BOJ rimangono stabili (nessuna sorpresa restrittiva) dopo l'attenuazione del premio di guerra sul petrolio, il Nikkei può mantenersi vicino ai massimi perché il percorso dei tassi è già in gran parte prezzato. Il catalizzatore chiave è che la spiegazione di Uchida si allinei col tono espresso da Ueda del 3 giugno, mantenendo la stretta graduale.

Rischio chiave: La BOJ si mostra significativamente più restrittiva del previsto, spingendo i rendimenti giapponesi verso l'alto e causando una rivalutazione al ribasso del Nikkei.

Rimozione del premio di guerra sul petrolio (energia)

Vendita: USO (United States Oil Fund). Motivazione: il quadro USA‑Iran ha ridotto il petrolio ma la fiducia nella normalizzazione dello Stretto di Hormuz “potrebbe richiedere tempo”, tuttavia l'articolo mostra che il petrolio è già vicino ai minimi di tre mesi e il premio di guerra si sta rimuovendo. Se le banche centrali la faranno da padrone e i dati sulla crescita (Cina) restano deboli, il potenziale rialzista del greggio sarà limitato mentre il ribasso è comunque limitato dall'attenuazione del premio per il rischio.

Rischio chiave: Una nuova interruzione o un'escalation nello Stretto di Hormuz rivaluta il premio di guerra e spinge il petrolio bruscamente al rialzo.

  • Le azioni asiatiche assumono un andamento misto mentre il rally di sollievo per l'accordo USA‑Iran perde slancio.
  • Le decisioni di BOJ, RBA e Fed tornano al centro dell'attenzione dei mercati.
  • Dati deboli dalla Cina pesano su Hong Kong mentre gli investitori cercano direzione.

Martedì i mercati azionari asiatici hanno faticato a trovare direzione mentre gli investitori, superata la prima ondata d'ottimismo per un preliminare accordo di pace USA‑Iran, sono tornati a guardare alle banche centrali.

La regione aveva registrato un rally lunedì dopo che le speranze di una riapertura dello Stretto di Hormuz hanno fatto scendere il petrolio e hanno sostenuto Wall Street.

Tuttavia quel sentimento si è rivelato più difficile da mantenere mentre i trader attendevano le mosse della Bank of Japan, della Reserve Bank of Australia e della Federal Reserve.

Dati di attività deboli dalla Cina hanno inoltre appesantito le azioni di Hong Kong, mentre il petrolio si è stabilizzato vicino ai minimi di tre mesi poiché gli spedizionieri hanno avvertito che la fiducia nello Stretto di Hormuz potrebbe richiedere tempo per ricostruirsi.

Il rischio politico prende il sopravvento sul sollievo per la pace

Il primo sollievo derivante dal quadro USA‑Iran è svanito mentre gli investitori cercavano prove che l'accordo possa reggere.

Il Brent è rimasto quasi invariato intorno a $83 al barile dopo essersi attestato al livello più basso da marzo, indicando che i trader hanno eliminato parte del premio di guerra ma non stanno ancora prezzando un pieno ritorno alla normalità nei flussi energetici.

Analisti di Westpac hanno scritto in una nota citata da Reuters che il patto è “un importante passo avanti diplomatico” che dovrebbe rimuovere una fonte di volatilità.

Hanno anche avvertito che la sua durata sarà messa alla prova perché questioni come il programma nucleare iraniano richiedono ancora ulteriori negoziati.

L'indice più ampio MSCI delle azioni dell'Asia‑Pacifico al di fuori del Giappone è rimasto sostanzialmente invariato dopo aver ceduto i guadagni iniziali.

Le azioni di Hong Kong hanno gravato sul benchmark dopo che le vendite al dettaglio e gli investimenti in beni strumentali della Cina non hanno soddisfatto le aspettative.

Il percorso dei tassi in Giappone entra al centro della scena

Il Giappone è stato il principale centro di attenzione politica. Il Nikkei 225 è sceso dello 0,3% da un massimo storico mentre i mercati si preparavano a una stretta della Bank of Japan fino all'1%, il livello più alto in 31 anni.

La decisione è particolarmente delicata perché il governatore Kazuo Ueda salterà il briefing post‑riunione per sottoporsi a cure mediche.

Il vicegovernatore Shinichi Uchida affronterà invece domande sul fatto che la banca veda ancora margini di stretta dopo che l'accordo di pace ha ridotto i prezzi del petrolio.

Gli analisti di Mitsubishi UFJ hanno detto di non aspettarsi cambiamenti significativi nella valutazione della BOJ.

Hanno aggiunto che la spiegazione di Uchida sulla decisione sui tassi probabilmente seguirà il tono espresso da Ueda il 3 giugno.

Il rally di Wall Street incontra cautela in Asia

Il tono cauto in Asia è arrivato dopo una forte sessione negli USA.

L'S&P 500 è salito dell'1,7%, il Nasdaq Composite è balzato del 3,1% e il Dow Jones Industrial Average ha chiuso a un massimo storico mentre gli investitori salutavano la discesa dei prezzi del petrolio e il calo dei rischi inflazionistici.

Anche lo Stoxx 600 europeo ha chiuso a un record.

Tuttavia, i trader asiatici avevano rischi locali da digerire. La Reserve Bank of Australia dovrebbe mantenere i tassi al 4,35% dopo tre rialzi quest'anno.

L'indice del dollaro si è mantenuto vicino a 99,69, mentre il rendimento del Treasury a 10 anni è rimasto sostanzialmente stabile intorno al 4,47%.

L'oro è salito leggermente a circa $4.311 l'oncia, mostrando che gli investitori non hanno abbandonato del tutto le posizioni difensive.

Per ora, il messaggio dall'Asia è semplice: il rally legato alla pace ha guadagnato tempo, ma saranno le banche centrali a decidere se durerà.