ING rivede le previsioni sull'oro mentre la correzione ridisegna il 2026
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ING afferma che la domanda da ETF è meno sostenuta, ma le banche centrali hanno aggiunto circa 244 tonnellate nel Q1 e l'84% prevede una quota maggiore di riserve in oro. Se i flussi degli investitori rimangono deboli, gli acquisti del settore ufficiale diventano il principale livello di supporto. Strategia: comprare/accumulare PHYS (trust su oro fisico) come modo per detenere esposizione all'oro mentre il mercato è concentrato sui rendimenti e sul dollaro USA.
Rischio chiave: Le banche centrali rallentano gli acquisti in modo significativo (o vendono) proprio mentre continua la vendita da parte degli ETF, rimuovendo il livello di supporto dei prezzi.
ING ha tagliato le previsioni sull'oro a $4,300 (Q3) e $4,600 (Q4), citando rendimenti reali più elevati, un dollaro USA più forte e una domanda dagli ETF più debole. Questa combinazione mantiene la pressione sul lingotto anche se le tensioni geopolitiche restano elevate. Strategia: vendere/andare short su GLD (o ridurre l'esposizione long) con il proseguire del rafforzamento dei rendimenti e del DXY, aspettandosi stabilizzazione solo grazie agli acquisti delle banche centrali.
Rischio chiave: La Fed vira più rapidamente del previsto e i rendimenti reali cadono bruscamente, scatenando un nuovo rally guidato dagli ETF che travolge il supporto delle banche centrali.
- ING riduce la previsione per l'oro nel Q3 a $4,300 e per il Q4 a $4,600.
- ING ha detto che la correzione del prezzo dell'oro è sempre più difficile da ignorare.
- Domanda dagli ETF debole, le banche centrali restano acquirenti robusti.
ING Economics ha rivisto le sue previsioni sul prezzo dell'oro dopo una forte correzione, riconoscendo che rendimenti più alti, un dollaro USA più forte e una domanda di investitori più debole hanno eroso lo slancio rialzista che aveva sostenuto il metallo all'inizio dell'anno.
La stratega per le materie prime Ewa Manthey ha detto che il downgrade riflette venti contrari a breve termine ma ha sottolineato che i fattori strutturali a lungo termine restano intatti.
Previsioni ridotte dopo la correzione
Il rally dell'oro nel primo trimestre 2026 ha lasciato spazio a una forte liquidazione, portando i prezzi in territorio negativo per l'anno.
ING Economics ha detto nel suo ultimo report che la correzione è diventata “sempre più difficile da ignorare”, costringendo a rivedere le sue previsioni.
Continuiamo a ritenere che i fattori strutturali che sostengono l'oro rimangano intatti, sebbene il percorso verso l'alto sarà probabilmente più lento e più volatile di quanto avevamo previsto.
La banca ora prevede che l'oro mediamente valga $4,300 l'oncia nel terzo trimestre e $4,600 nel quarto trimestre, rispetto alle precedenti previsioni di $4,850 e $5,000, rispettivamente.
La revisione segna un cambiamento significativo nel tono, riconoscendo che rendimenti più elevati e un dollaro più forte probabilmente peseranno sul lingotto più a lungo del previsto.
Manthey ha spiegato che il principale fattore alla base del calo dell'oro è stata una riprezzazione delle aspettative sui tassi d'interesse.
A seguito delle comunicazioni recenti della Federal Reserve, gli investitori hanno posticipato le attese di allentamento monetario, facendo salire i rendimenti dei Treasury e sostenendo il dollaro.
“Questo ha creato uno scenario meno favorevole per l'oro, che tipicamente soffre quando i rendimenti reali aumentano e il dollaro si rafforza,” ha detto.
I flussi degli investitori si indeboliscono
La debolezza ha sorpreso alcuni osservatori, dato l'incerta situazione geopolitica in corso e gli acquisti continuati delle banche centrali.
Tuttavia i mercati si sono spostati dall'attenzione sulla domanda per beni rifugio verso le implicazioni di condizioni finanziarie più restrittive.
Gli investitori in ETF, che sono stati determinanti nel rally dell'oro all'inizio dell'anno, si sono ritirati.
Le posizioni sono ora circa l'1,5% inferiori rispetto all'inizio del 2026, con prese di profitto particolarmente evidenti tra gli investitori nordamericani.
Manthey ha osservato che “la domanda da parte degli ETF probabilmente resterà meno sostenuta rispetto al 2025,” anche se i flussi recenti suggeriscono che la pressione di vendita potrebbe attenuarsi.
Il ritiro degli investitori speculativi ha reso l'oro più dipendente dalla domanda del settore ufficiale, che è rimasta robusta.
Le banche centrali hanno aggiunto circa 244 tonnellate di oro nel primo trimestre, con la Polonia tra i maggiori acquirenti e la Cina che ha prolungato la sua serie a 19 mesi consecutivi.
Secondo il World Gold Council, l'84% delle banche centrali prevede che l'oro rappresenterà una quota maggiore delle riserve nei prossimi cinque anni.
Manthey ha detto che questa propensione riflette sforzi di diversificazione in corso e dovrebbe contribuire a stabilizzare i prezzi nonostante i flussi degli investitori più deboli.
Anche l'argento rivisto al ribasso
ING ha anche ridotto le sue previsioni per l'argento, riflettendo una crescita più lenta della domanda solare e tendenze di sostituzione nella produzione fotovoltaica.
La banca ora prevede che l'argento mediamente valga $68 l'oncia nel Q3 e $74 nel Q4, rispetto a $79 e $84.
Manthey ha affermato che, sebbene l'argento resti supportato dall'elettrificazione e dai deficit strutturali, il ritmo dei guadagni sarà più contenuto rispetto a quanto precedentemente previsto.
Il declassamento evidenzia la rapidità con cui il sentiment è cambiato nei metalli preziosi.
L'aumento dei rendimenti e un dollaro più forte hanno eroso l'entusiasmo degli investitori, mentre le tensioni geopolitiche non sono riuscite a generare i flussi verso beni rifugio osservati nelle crisi precedenti.
Per l'oro, la correzione ha costretto ING a temperare le aspettative, pur con fondamentali di lungo periodo ancora favorevoli.
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