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Dollaro USA verso il miglior mese in un anno per i rischi del Golfo

Dollaro USA verso il miglior mese in un anno per i rischi del Golfo
Devesh Kumar
29 giu 2026, 07:52 AM

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Posizione long sul Dollaro USA (DXY)

Acquistare/mantenere un'esposizione long sull'indice del dollaro USA (DXY) o sul USD tramite un proxy liquido come UUP. L'impostazione è una domanda di rifugio guidata dalla paura dovuta al rinnovato rischio per la navigazione nel Golfo/tra USA e Iran, oltre a una riprezzatura della Fed verso un atteggiamento più restrittivo («tassi più alti più a lungo») che mantiene le aspettative sui tassi favorevoli. Il petrolio è in rialzo, il che riduce anche le probabilità di tagli dei tassi statunitensi nel breve termine e sostiene il dollaro rispetto a euro/sterlina e valute ad alto beta.

Rischio chiave: I dati sull'occupazione USA risultano così deboli da costringere i mercati a prezzare tagli della Fed quest'anno, invertendo il supporto fornito dai tassi al dollaro.

Short sul JPY (USD/JPY)

Vendere JPY tramite una posizione long su USD/JPY (ad es., coppia FX o esposizione short sul JPY). Lo yen è bloccato vicino ai minimi in 40 anni e si trova al di sopra della zona di intervento intorno a 160; persino gli avvertimenti verbali non hanno fermato il movimento. Se il rischio legato al Golfo mantiene gli investitori in modalità difensiva, il carry trade e l'appetito per il rischio restano fragili, il che di solito mantiene il USD forte e lo JPY debole.

Rischio chiave: Il Giappone interviene con acquisti concreti (o con azioni di politica credibili) per riportare USD/JPY al di sotto della soglia di 160.

  • Il dollaro punta al miglior guadagno mensile in un anno grazie ai rischi del Golfo che aumentano la domanda.
  • Lo yen resta vicino a minimi in 40 anni mentre il rischio di intervento di Tokyo incombe.
  • I dati sull'occupazione USA e il forum BCE mettono in primo piano i segnali delle banche centrali.

Il dollaro USA chiude giugno con un sostegno alimentato dalla paura, dai tassi e dalla forza economica relativa.

Ha leggermente ceduto lunedì, ma il movimento generale resta saldamente a suo favore mentre gli investitori valutavano il rinnovarsi delle tensioni nel Golfo, il rialzo dei prezzi del petrolio e una settimana cruciale per i dati sul lavoro negli USA.

Il biglietto verde ha beneficiato anche di un netto ripensamento del percorso di politica monetaria della Federal Reserve dopo un tono più restrittivo del presidente Kevin Warsh.

Ciò ha lasciato le valute concorrenti in difficoltà, con lo yen bloccato vicino a minimi in 40 anni e le valute ad alto beta in forte perdita su base mensile.

Il rally del dollaro prosegue nonostante un avvio più debole

L'indice del dollaro è rimasto poco mosso intorno a 101,36, ancora in corsa per un guadagno del 2,5% a giugno. Sarebbe il suo progresso mensile più forte da luglio dello scorso anno.

Il movimento è stato guidato da una combinazione di domanda di rifugio e aspettative sui tassi.

Nuove tensioni tra USA e Iran nel fine settimana hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio dopo che il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente interrotto.

Washington e Teheran hanno poi concordato di sospendere gli attacchi di ritorsione e di incontrarsi in Qatar martedì, ma il cessate il fuoco rimane sufficientemente fragile da mantenere gli investitori in modalità difensiva.

Un petrolio più caro è importante per le valute perché può alimentare l'inflazione e ridurre lo spazio per politiche più accomodanti.

Ciò ha sostenuto il dollaro in un momento in cui i mercati non sono più convinti che la Fed taglierà i tassi quest'anno.

Lo yen e le valute sensibili al rischio restano sotto pressione

Lo yen è stato scambiato intorno a 161,75 per dollaro, vicino ai suoi livelli più deboli in quattro decenni.

La valuta resta oltre il livello di 160 che molti operatori vedono come possibile zona di intervento giapponese, sebbene Tokyo finora si sia affidata principalmente ad avvertimenti verbali.

Altrove, l'euro è rimasto stabile vicino a $1,1387 dopo aver toccato un minimo di 13 mesi la scorsa settimana.

È diretto verso un calo mensile di circa il 2,3%. La sterlina è scesa intorno a $1,3198 ed è in calo di circa il 2% a giugno.

Le valute sensibili al rischio hanno fatto peggio. Il dollaro australiano è stato scambiato vicino a $0,6885, lasciandolo sulla strada per un calo mensile di circa il 4,1%.

Il dollaro neozelandese era vicino a $0,5635 e in calo di quasi il 5,9% nel mese.

I dati occupazionali e il forum BCE fissano la prossima prova

La prossima prova importante è il rapporto sull'occupazione negli USA.

I dati su occupazione e disoccupazione più avanti nella settimana aiuteranno gli investitori a giudicare se il mercato del lavoro è sufficientemente forte da giustificare tassi più alti per più tempo.

Gli strateghi valutari affermano che un mercato del lavoro resiliente rafforzerebbe il trade dell'«eccezionalismo USA», in cui il dollaro trae vantaggio da una crescita relativamente più robusta e da aspettative di politica monetaria più restrittive.

Anche il forum annuale della Banca Centrale Europea è al centro dell'attenzione.

La presidente della BCE Christine Lagarde apre l'evento lunedì, mentre un panel di politica a metà settimana con la partecipazione di Warsh potrebbe offrire ai mercati una visione più chiara di come il nuovo capo della Fed sta pensando all'inflazione, al petrolio e alla volatilità finanziaria.

Per ora il vantaggio del dollaro resta intatto. Il biglietto verde può oscillare giorno per giorno, ma i rischi legati al Golfo e l'incertezza sulla Fed mantengono gli acquirenti vicini.