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Il trimestre record del Nikkei mette in dubbio se il rally AI sia andato troppo oltre

Il trimestre record del Nikkei mette in dubbio se il rally AI sia andato troppo oltre
Devesh Kumar
30 giu 2026, 06:29 AM

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Posizione long su semiconduttori AI Giappone/Asia (Nikkei 225 / TSMC / Samsung)

Acquisto: iShares MSCI Japan ETF (EWJ) e iShares Semiconductor ETF (SOXX) con un'esposizione preferenziale ai chip di Giappone/Corea/Taiwan. La notizia indica che il rally guidato dall'AI rimane la principale domanda, il petrolio si sta attenuando (meno shock inflazionistico) e le esportazioni e la manifattura high-tech della Cina si stanno stabilizzando — a sostegno della visibilità degli utili per la domanda di chip. Anche con flussi selettivi, la storia è di riequilibrio, non un collasso dei fondamentali.

Rischio chiave: Il continuo deprezzamento dello yen costringe a interventi aggressivi del Giappone, schiacciando l'appetito per il rischio e colpendo rapidamente gli esportatori e i multipli di utili.

Posizione short sulla forza del dollaro / hedge long in yen via FX (USDJPY)

Vendere: esposizione corta su USDJPY (es. acquistare JPY contro USD tramite una posizione FX USDJPY). L'articolo segnala lo yen ai minimi di metà anni '80 e il rinnovato rischio di intervento, alimentato da un dollaro più forte a seguito del riprezzamento delle aspettative sui tassi USA. Se i dati della Fed e sull'occupazione non estendono il riprezzamento verso un inasprimento, il dollaro può sgonfiarsi rapidamente e alleviare la pressione sulle azioni asiatiche.

Rischio chiave: I dati statunitensi rimangono caldi e il messaggio della Fed mantiene i tassi su livelli più elevati per più tempo, spingendo ulteriormente USDJPY e rendendo inefficace l'intervento.

  • Il rally dei chip in Asia si raffredda mentre i fondi consolidano guadagni trimestrali vicino a picchi record.
  • Lo yen ai minimi dal 1986 riporta il rischio di intervento di Tokyo sugli schermi dei trader.
  • Il petrolio vicino ai livelli pre-bellici sposta l'attenzione sui segnali della Fed e sulle prospettive di utili.

Il trimestre record dell'Asia si è chiuso meno come una parata trionfale e più come una prova di convinzione.

I mercati forti di chip in Giappone, Corea del Sud e Taiwan hanno registrato guadagni del tipo che si vedono di solito dopo le recessioni, non durante un periodo di inflazione persistente e tassi più alti per più tempo.

Eppure il commercio di martedì ha mostrato investitori più selettivi.

Il rinnovato rafforzamento del dollaro ha spinto lo yen a livelli vista l'ultima volta a metà degli anni '80, mentre il ritracciamento del petrolio ha contribuito a calmare una delle paure maggiori del mercato: che le tensioni in Medio Oriente mantengano elevati i costi energetici.

Un trimestre record perde parte del suo lustro

Il Nikkei è rimasto sostanzialmente invariato nelle prime battute, ma era comunque diretto verso un progresso trimestrale superiore al 36%.

Il Kospi della Corea del Sud è scivolato di circa l'1%, pur restando comunque sulla strada per un aumento vicino al 65% nel secondo trimestre dopo essersi più che raddoppiato quest'anno.

Anche il riferimento di Taiwan era indirizzato a un guadagno oltre il 40%.

Una performance di questa portata sta creando una propria resistenza.

Gli investitori esteri non hanno rincorso il rally alla cieca. In Corea del Sud, i deflussi netti azionari quest'anno sono stati stimati a 17,3 miliardi di dollari, pur con i produttori di chip a trainare l'indice al rialzo.

I strategist di BNY vedono quel divario come un segnale di riequilibrio piuttosto che di pessimismo totale: i forti rendimenti stanno costringendo i grandi fondi a ridurre l'esposizione dove i pesi negli indici sono diventati troppo concentrati.

Il dollaro diventa il principale rischio per i mercati

Il punto di pressione più immediato sono i mercati valutari.

Lo yen si è indebolito fino a 162,41 per dollaro nel trading asiatico, il suo livello più debole dal 1986, riportando il rischio di intervento sul tavolo.

Il ministero delle Finanze giapponese ha nuovamente segnalato che è pronto a intervenire se i movimenti dovessero diventare eccessivi.

Il dollaro è avviato verso il quarto guadagno trimestrale consecutivo, favorito da un netto riprezzamento delle prospettive sui tassi statunitensi.

I mercati che erano inclinati verso tagli hanno dovuto fare spazio alla possibilità di ulteriori inasprimenti, dato che la crescita statunitense resiste e l'inflazione resta scomoda.

Le prossime osservazioni del presidente della Fed Kevin Warsh e i dati sull'occupazione di giovedì sono ora i principali test macro della settimana, con i mercati USA chiusi venerdì per il Giorno dell'Indipendenza.

Il calo del petrolio sposta il dibattito sulla crescita

L'altro cambiamento importante riguarda il petrolio.

Il Brent veniva scambiato vicino a $72 al barile, tornato sui livelli pre-bellici, anche se il cessate il fuoco fra USA e Iran resta fragile. Per gli investitori azionari, questo ha rilevanza.

I prezzi energetici più bassi riducono il rischio di un nuovo shock inflazionistico e rendono più facile difendere le prospettive di utili.

Gli strategist di JPMorgan Asset Management affermano che la correzione del greggio supporta l'ipotesi che la crescita si avvicini alla tendenza, piuttosto che alla prospettiva più debole temuta pochi mesi fa.

La Cina ha contribuito a questo tono più stabile dopo che i dati ufficiali hanno mostrato un'espansione dell'attività manifatturiera a giugno, sostenuta dalle esportazioni high-tech.

Il rally, però, non è più ampio né senza sforzo. Gli investitori continuano a premiare i mercati legati all'AI, ma guardano di nuovo all'Europa, alla Cina continentale e a temi come difesa, energie rinnovabili e diversificazione.

Il trimestre potrebbe chiudersi con record. Il prossimo testerà quanto dell'ottimismo sia già stato scontato.