Valute globali sotto pressione: il dollaro si rafforza e lo yen si indebolisce
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Comprare USD/JPY intorno a 162,0–162,4. Il dollaro si sta rafforzando in modo diffuso (DXY di nuovo vicino a 101), il Giappone presenta scarso supporto interno (disoccupazione stabile al 2,5%) e la debolezza dello yen persiste nonostante gli avvertimenti ufficiali di “intervenire se necessario” — non è stato indicato alcun livello specifico, quindi il mercato continua a premere verso l'alto. Si prevede un proseguimento del rialzo durante/fino alla prossima finestra dei dati USA, mentre le aspettative sui tassi restano inclinate verso gli Stati Uniti.
Rischio chiave: Il Giappone interviene effettivamente in modo deciso (o segnala un chiaro livello di attivazione), costringendo a un rapido rimbalzo dello yen.
Vendere AUD/USD intorno a 0,687–0,690. L'AUD è già al minimo da tre mesi e i verbali della RBA mantengono la porta aperta a ulteriori rialzi, ma il mercato sta comunque prezzando una dinamica al ribasso — il tono risk-off derivante dall'incertezza USA–Iran insieme a un USD più forte in vista dei NFP statunitensi può continuare a mettere sotto pressione l'AUD. Obiettivo: un ritorno verso i recenti minimi se il sentiment di rischio globale resta cauto.
Rischio chiave: Un chiaro spostamento verso il rischio (de-escalation USA–Iran) innescherebbe un ampio rimbalzo dell'AUD nonostante la forza del dollaro USA.
- Lo yen giapponese raggiunge il livello più basso contro il dollaro in quasi quattro decenni.
- I mercati attendono i dati sul lavoro statunitense e gli indicatori economici chiave di questa settimana.
- Il dollaro guadagna in modo diffuso mentre l'incertezza geopolitica riduce l'appetito per il rischio degli investitori.
Lo yen giapponese si è indebolito al suo livello più basso contro il dollaro USA in quasi quattro decenni nell'ultimo giorno di contrattazione del secondo trimestre, mentre gli investitori hanno rivolto l'attenzione a una serie di importanti dati economici e agli sviluppi geopolitici in corso.
La coppia USD/JPY è salita oltre il livello di 162,00 durante la seduta asiatica, toccando il suo massimo dal 1986 prima di correggere lievemente.
Nonostante il breve ritracciamento, la coppia ha riguadagnato slancio durante la sessione europea ed è stata vista per ultima intorno a 162,30.
Lo yen si indebolisce nonostante gli avvertimenti ufficiali
Lo yen giapponese è rimasto sotto pressione anche mentre i funzionari giapponesi hanno ribadito la loro disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi se necessario.
La ministra delle Finanze del Giappone, Satsuki Katayama, ha dichiarato che il governo risponderà in modo appropriato ai movimenti valutari ogni volta che sarà richiesto. Separatamente, il segretario capo del gabinetto Minoru Kihara ha affermato durante una conferenza stampa regolare che le autorità restano pronte a prendere le azioni necessarie sul mercato dei cambi.
Tuttavia, si è rifiutato di commentare qualsiasi livello di cambio specifico.
Nel frattempo, i dati economici domestici hanno offerto scarso sostegno alla valuta giapponese.
Il tasso di disoccupazione del Giappone è rimasto invariato al 2,5% a maggio, in linea con le aspettative del mercato.
Il dollaro si rafforza in vista di dati chiave USA
Il dollaro USA si è rafforzato rispetto alla maggior parte delle valute principali nelle prime ore di martedì, con l'Indice del dollaro che si è ripreso verso il livello di 101,30 dopo aver chiuso la seduta di lunedì in territorio negativo.
Gli operatori di mercato attendono ora diversi dati economici chiave.
Negli Stati Uniti gli investitori monitoreranno il rapporto JOLTS sulle offerte di lavoro del Bureau of Labor Statistics e il rapporto sulla fiducia dei consumatori di giugno del Conference Board.
L'attenzione si concentra inoltre sul rapporto Nonfarm Payrolls (NFP) di giugno, in uscita giovedì.
La rupia indiana apre in calo
La rupia indiana ha aperto marginalmente più debole rispetto al dollaro USA martedì.
La coppia USD/INR è salita verso 94,57 mentre il dollaro USA più forte ha continuato a pesare sulla valuta domestica.
La cautela degli investitori in vista dei prossimi dati sui Nonfarm Payrolls statunitensi ha inoltre sostenuto la domanda per il biglietto verde.
L'incertezza geopolitica pesa sul sentiment di rischio
Report contrastanti sulla prossima tornata di colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno contribuito a un clima di mercato cauto, inducendo gli investitori a evitare attività sensibili al rischio.
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato lunedì che l'Iran aveva richiesto un incontro dopo lo scambio di raid nel fine settimana e ha indicato che l'incontro si sarebbe tenuto in Qatar martedì.
Tuttavia, il Ministero degli Esteri iraniano ha fornito una versione diversa, affermando che la sua delegazione si sarebbe recata a Doha per perseguire il rilascio di fondi congelati e che non erano previsti incontri con i negoziatori statunitensi.
Le dichiarazioni contrastanti hanno aumentato l'incertezza nei mercati finanziari globali.
Euro arretra dopo un avvio di settimana positivo
L'euro ha iniziato la settimana in modo positivo, con la coppia EUR/USD in rialzo di oltre lo 0,3% lunedì.
Tuttavia, la valuta unica è stata nuovamente sottoposta a pressione di vendita durante la sessione europea di martedì, scivolando sotto il livello di 1,1400.
In precedenza, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha affermato nelle sue osservazioni d'apertura all'ECB Forum on Central Banking che i responsabili di politica monetaria probabilmente dovranno affrontare in futuro shock in grado di allontanare l'inflazione dall'obiettivo.
Ha aggiunto che la resilienza dell'Europa permetterebbe alla banca centrale di aumentare i tassi di interesse senza creare stress finanziario.
La sterlina cede parte dei guadagni
Anche la sterlina britannica è arretrata dopo una forte performance all'inizio della settimana.
GBP/USD è salita di quasi lo 0,5% lunedì, toccando un nuovo massimo settimanale sopra 1,3250 prima di correggere al ribasso e scambiare intorno a 1,3230 durante la sessione europea.
I dati economici dal Regno Unito hanno mostrato che l'economia è cresciuta dello 0,6% su base trimestrale nel primo trimestre, in linea sia con la stima preliminare sia con le aspettative del mercato.
Il dollaro australiano tocca il minimo di tre mesi
Il dollaro australiano è rimasto sotto pressione, con AUD/USD sceso sotto 0,6875 al suo livello più basso in tre mesi.
I verbali della riunione di politica monetaria di giugno della Reserve Bank of Australia hanno indicato che i responsabili restano pronti a intervenire ulteriormente per mantenere la stabilità dei prezzi, inclusa la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi d'interesse se necessario.
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