Argento: breakout vicino con la pressione sul dollaro in calo
Sentiment IA: 68/100 Rialzista
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Compra XAG/USD. Il rapporto sull'occupazione debole ha ridotto le probabilità di un aumento dei tassi a settembre (intervallo basso-medio del 50% vs ~66%), e l'argento beneficia direttamente di aspettative Fed più basse perché non paga interessi. Un dollaro più debole e un petrolio più calmo stanno rafforzando il movimento, e il prezzo sta già rompendo sopra ~$62, indicando che lo slancio può proseguire se i dati sull'inflazione non accelerano di nuovo.
Rischio chiave: Il prossimo CPI/PPI è sufficientemente persistente da far risalire le aspettative di rialzo dei tassi e spingere al rialzo dollaro/rendimenti, invertendo il breakout.
Compra oro e vendi argento in relativa (long XAU/USD, short XAG/USD). Se il quadro macro è "intermedio" (la Fed resta concentrata sull'inflazione al 2%), il potenziale rialzista dell'argento è più fragile rispetto a quello dell'oro perché l'argento è più sensibile alle oscillazioni di crescita/tassi. Utilizza questa strategia per monetizzare la stessa notizia proteggendoti da una rapida inversione guidata dall'inflazione che colpirebbe più duramente l'argento.
Rischio chiave: L'inflazione si raffredda e la Fed assume una svolta chiaramente accomodante, causando un forte outperformance dell'argento sull'oro e schiacciando la posizione corta relativa.
- L'argento supera $62 mentre dati sull'occupazione USA deboli raffreddano le scommesse su rialzi della Fed questa settimana.
- Petrolio più debole e dollaro più debole aiutano XAG/USD a costruire oggi un rimbalzo di quattro giorni.
- Il mancato raggiungimento delle payrolls riduce le probabilità di un rialzo a settembre, sostenendo i metalli non fruttiferi.
Il rimbalzo dell'argento sta prendendo forza perché il mercato non opera più soltanto sulla paura.
Il metallo bianco è salito per la quarta seduta consecutiva venerdì, superando i $62 l'oncia, dopo che un rapporto sull'occupazione statunitense debole ha costretto gli investitori a rivedere i tempi del prossimo aumento dei tassi della Federal Reserve.
Una minore tensione energetica e un dollaro più debole hanno alimentato il movimento di sollievo. Ma si tratta ancora di un rimbalzo in un quadro macro fragile, non di un via libera definitivo.
La prossima rilevazione dell'inflazione potrebbe ancora decidere se il rally ha spazio per proseguire.
La sorpresa al ribasso sull'occupazione cambia il dibattito sui tassi
Lo spot dell'argento ha oscillato intorno a $62.60 l'oncia nelle ore asiatiche, estendendo una ripresa che ha portato il metallo dai minimi della scorsa settimana.
Il fattore scatenante è stato il rapporto sull'occupazione statunitense di giovedì, che ha mostrato un aumento delle nonfarm payrolls di appena 57,000 a giugno, ben al di sotto delle previsioni di mercato di circa 1,10,000.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4.2% dal 4.3%, ma il miglioramento è stato meno rassicurante di quanto apparisse. La partecipazione alla forza lavoro è diminuita, suggerendo che meno persone cercavano lavoro.
Questo ha reso il calo del tasso di disoccupazione un indicatore di forza meno attendibile.
Per l'argento, i dati contavano perché hanno raffreddato l'ipotesi di un imminente rialzo della Fed.
La valutazione dei futures mostrava che le probabilità implicite di un movimento a settembre sono scese nell'intervallo basso-medio del 50% rispetto a circa il 66% prima del rapporto.
Aspettative di tassi più basse tendono a sostenere l'argento perché il metallo non paga interessi.
Il sollievo dalla Fed si scontra con la cautela sull'inflazione
La narrativa sulla Fed, però, non si è ancora completamente voltata a favore dell'argento.
Il presidente Kevin Warsh, durante il suo intervento a Sintra, ha sottolineato l'obiettivo inflazione del 2% della banca centrale e la sua indipendenza, pur riconoscendo che le aspettative d'inflazione e i rischi si sono attenuati nell'ultimo mese.
Questo lascia i mercati in una posizione intermedia. I dati sul lavoro indicano di non affrettarsi verso un altro aumento, ma la Fed ha ancora bisogno di prove che la pressione inflazionistica si stia indebolendo in modo più ampio.
Se i prossimi dati CPI o PPI sembreranno persistenti, le scommesse su nuovi rialzi dei tassi potrebbero ricostruirsi rapidamente.
Per questo il rimbalzo dell'argento appare potente ma ancora dipendente dai dati.
Il metallo ha riguadagnato slancio, ma rimane esposto alle stesse forze che hanno guidato la precedente svendita: i rendimenti, il dollaro e la comunicazione della Fed.
La calma sul petrolio aggiunge un altro vento favorevole
Anche i mercati energetici stanno aiutando. Il Brent si è stabilizzato intorno a $72 al barile dopo un forte ritracciamento dai livelli di rischio di guerra, mentre i trader sono diventati più fiduciosi che i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz si stessero riprendendo.
I progressi nella diplomazia USA-Iran hanno ridotto il premio di rischio immediato, sebbene un accordo duraturo non sia ancora garantito.
Prezzi petroliferi più bassi riducono una fonte di pressione inflazionistica e facilitano ai mercati la possibilità di prezzare una Fed meno aggressiva.
Questa è la ragione principale per cui l'argento sta salendo insieme all'oro e ad altri metalli preziosi.
La prossima prova sarà se questo movimento può resistere ai nuovi dati sull'inflazione USA. Fino ad allora, il rimbalzo dell'argento sembra reale, ma non privo di rischi.
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