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Previsioni prezzo argento: i rialzisti difenderanno $60 con i rischi a Hormuz?

Previsioni prezzo argento: i rialzisti difenderanno $60 con i rischi a Hormuz?
Devesh Kumar
07 lug 2026, 08:13 AM

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XAG/USD (argento spot)

Comprare XAG/USD solo se riconquista e mantiene livelli sopra $63.35 (EMA a 20 giorni). L'articolo segnala $60 come supporto e $63.35 come prima vera barriera; una chiara rottura sopra l'EMA indicherebbe che lo spavento per il petrolio legato a Hormuz non sta più irrigidendo le condizioni finanziarie tramite rendimenti/dollaro. Obiettivo $66 poi $70 in caso di un'attenuazione macroeconomica sostenuta. Rischio chiave: lo shock petrolifero si trasforma in un movimento prolungato di tassi/dollaro più alti e persistenti, spingendo l'argento nuovamente sotto $60 e verso ~$55.63.

Rischio chiave: Il rischio petrolifero continua a sollevare rendimenti e il dollaro, rompendo il supporto a $60 e trascinando l'argento verso ~$55.63.

Dollaro USA (DXY)

Vendere il dollaro USA tramite una posizione short su DXY se i verbali del FOMC non dovessero convalidare aspettative di politica più restrittiva. Il pezzo collega la debolezza dell'argento a un dollaro più forte e a rendimenti dei Treasury più elevati per timori d'inflazione. Se i verbali non rafforzano il riprezzamento in senso restrittivo, la domanda per il dollaro dovrebbe attenuarsi e l'argento dovrebbe trovare domanda. Obiettivo: un rapido pullback del DXY nelle prossime sessioni; usare la riconquista di $63.35 da parte dell'argento come conferma. Rischio chiave: i verbali risultano sufficientemente restrittivi da mantenere i rendimenti in rialzo e il dollaro sostenuto, annullando il rimbalzo dell'argento.

Rischio chiave: I verbali del FOMC sono di tono restrittivo, mantenendo i rendimenti in rialzo e il dollaro sostenuto.

  • L'argento scivola vicino a $61 mentre i timori di attacchi nello Stretto di Hormuz rilanciano oggi i prezzi del petrolio.
  • Il rimbalzo del petrolio complica le prospettive sui tassi per XAG/USD, che non paga interessi.
  • Il supporto a $60 torna al centro dell'attenzione mentre il rally di XAG/USD perde slancio.

Il rimbalzo di quattro giorni dell'argento si è scontrato martedì con un problema noto: il petrolio.

Il metallo bianco è tornato verso $61 l'oncia mentre rapporti su nuovi attacchi alle navi mercantili nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno riacceso i timori che i prezzi dell'energia possano risalire.

Per l'argento, il problema non è solo il rischio geopolitico.

Un mercato petrolifero più forte può rapidamente riflettersi sulle aspettative d'inflazione, e questo mantiene vivo il dibattito sui tassi della Federal Reserve.

Con i trader in attesa dei verbali del FOMC di mercoledì, XAG/USD è intrappolato tra la caccia agli affari e il rinnovato impulso macro.

Il rischio a Hormuz riaccende le preoccupazioni sul petrolio

L'argento spot è sceso di circa l'1,35% scambiando vicino a $61.00 nelle ore asiatiche, proseguendo il ritracciamento di lunedì dopo una forte ripresa la settimana scorsa.

La pressione immediata è venuta dal petrolio, che ha trovato supporto dopo che funzionari statunitensi citati da Axios hanno detto che l'Iran ha lanciato missili contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.

L'agenzia UK Maritime Trade Operations ha riferito separatamente che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato vicino all'Oman, provocando un incendio.

Ciò ha mantenuto i trader concentrati sulla vulnerabilità di una delle rotte energetiche più importanti al mondo.

Lo Stretto di Hormuz convoglia una quota significativa dei flussi globali di petrolio e GNL, motivo per cui anche interruzioni limitate possono influenzare le aspettative d'inflazione.

Per l'argento, prezzi energetici più elevati sono un vento contrario se aumentano il rischio di una politica monetaria più restrittiva.

Dollaro e rendimenti tengono l'argento sotto pressione

La pressione sull'argento arriva anche dal dollaro e dal mercato dei Treasury.

Quando i rischi energetici aumentano, i trader spesso rivedono le aspettative d'inflazione e il probabile percorso dei tassi d'interesse. Ciò può far salire i rendimenti e sostenere il dollaro, fattori entrambi svantaggiosi per l'argento.

Il metallo non paga interessi, perciò tende a soffrire quando gli investitori possono ottenere rendimenti migliori da contanti o obbligazioni.

Un dollaro più forte rende inoltre l'argento più costoso per gli acquirenti con altre valute, limitando la domanda durante i rimbalzi.

Per questo l'ultimo ritracciamento appare più guidato da fattori macroeconomici che da fattori puramente tecnici.

L'argento può ancora attrarre interesse da bene rifugio quando aumentano i rischi geopolitici, ma quel sostegno può svanire rapidamente se gli stessi rischi spingono i rendimenti più in alto e tengono il dollaro sostenuto.

Il quadro tecnico resta pesante

Il grafico continua a suggerire cautela. XAG/USD scambia intorno a $61.50 e resta sotto la media mobile esponenziale a 20 giorni vicino a $63.35.

Quel livello è la prima vera barriera per i compratori. Una mossa sostenuta oltre tale livello attenuerebbe il tono ribassista nel breve termine e aprirebbe la strada a un recupero più sostenuto.

Il momentum non è ancora estremo. L'indice di forza relativa intorno a 41 suggerisce che la pressione di vendita è persistente, ma non esaurita.

Questo lascia spazio a scambi frammentati piuttosto che a una tendenza netta.

Al ribasso, $60 è il supporto psicologico chiave. Una rottura al di sotto di quel livello esporrebbe il minimo a sette mesi vicino a $55.63.

Finché l'argento non riconquisterà la media a 20 giorni, i rimbalzi potrebbero continuare a incontrare pressione di vendita.