Perché i prezzi del petrolio scendono nonostante il rischio Iran rimanga irrisolto?
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Acquista XAU/USD. L'articolo mostra l'oro in rialzo per l'allentamento delle tensioni tra USA e Iran, unitamente a un dollaro più debole e a petrolio più economico — fattori che riducono la pressione inflazionistica a breve termine e l'incentivo della Fed a rialzare i tassi. L'oro si sta comportando sempre più come un'attività sensibile a tassi e inflazione, pertanto un calo sostenuto del greggio gli darebbe spazio per mantenersi sopra i $4,100.
Rischio chiave: La Fed segnala un rinnovato inasprimento della politica legato all'inflazione trainata dall'energia, oppure il petrolio rimbalza rialzista, portando i rendimenti reali in aumento e rompendo il supporto a $4,100.
Acquista XAG/USD. L'argento sta sovraperformando (in rialzo di circa il 2,8%) insieme all'oro e tende ad amplificare i movimenti quando il contesto inflazione/tassi migliora. Se il petrolio rimane più basso e il dollaro resta debole fino alla decisione della Fed, l'argento dovrebbe continuare a recuperare terreno.
Rischio chiave: Un forte movimento risk-off che rafforza il dollaro e fa salire i rendimenti, oppure un'inversione del petrolio che riaccende i timori di inflazione e compromette lo slancio dell'argento.
- L'oro supera i $4,100 mentre il crollo del petrolio attenua le preoccupazioni su inflazione e tassi.
- La pausa tra USA e Iran mette sotto pressione il dollaro e aumenta la domanda di metalli preziosi.
- La decisione della Fed e le probabilità di un rialzo a settembre restano la prossima prova per l'oro.
L'oro è salito oltre $4,100 l'oncia lunedì, poiché una pausa negli attacchi tra USA e Iran ha spinto il petrolio e il dollaro più in basso, offrendo al metallo prezioso un insolito impulso derivante dall'allentamento delle tensioni geopolitiche piuttosto che da un nuovo afflusso verso i beni rifugio.
L'oro spot è salito dell'1,4% a $4,110.56 l'oncia entro le 02:00 GMT, mentre i futures sull'oro USA hanno guadagnato l'1% a $4,112.10. L'indice del dollaro è sceso dello 0,3%, rendendo il metallo prezioso più economico per gli acquirenti che usano altre valute.
Il calo del petrolio cambia il posizionamento sull'inflazione
Il catalizzatore immediato è stata una netta inversione del greggio.
Brent e West Texas Intermediate sono scesi di circa il 5% dopo che Washington ha sospeso la sua campagna di bombardamenti e Teheran ha detto che avrebbe trattenuto gli attacchi finché gli USA avessero fatto lo stesso.
Prezzi del petrolio più bassi sono importanti per l'oro perché riducono il rischio di un nuovo shock inflazionistico a breve termine.
I costi energetici avevano rafforzato le aspettative che la Federal Reserve potesse dover aumentare nuovamente i tassi d'interesse, aumentando il costo opportunità di detenere un'attività che non rende.
Gli analisti hanno detto che la combinazione di lunedì di petrolio più economico e di un dollaro più debole ha creato un contesto più favorevole per il metallo prezioso.
La mossa ha inoltre mostrato che l'oro viene scambiato tanto in funzione delle prospettive di inflazione e dei tassi quanto per la domanda di protezione dal rischio geopolitico.
Il sollievo resta fragile. Il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz è ancora fortemente limitato, mentre gli attacchi attorno al Mar Rosso hanno mantenuto vive le preoccupazioni sulle rotte marittime alternative.
Una nuova interruzione potrebbe rapidamente invertire il calo del petrolio e riportare pressione sui rendimenti obbligazionari.
La Fed resta la prova più difficile
La Federal Reserve inizia martedì una riunione di politica monetaria di due giorni, con la decisione prevista per mercoledì.
Economisti e investitori si aspettano in larga misura che i funzionari lascino i tassi invariati, ma il dibattito si è spostato sul fatto se il prossimo aumento possa arrivare a settembre.
I prezzi impliciti del CME FedWatch indicavano una probabilità di circa l'80% di almeno un aumento dei tassi entro la riunione di settembre.
Ciò espone l'oro a qualunque segnale che i responsabili politici rimangano preoccupati per l'inflazione trainata dall'energia, per le tariffe o per pressioni sui prezzi persistenti.
Un continuo calo del greggio darebbe alla Fed più margine per aspettare.
Anche così, una sola seduta di prezzi del petrolio più bassi è improbabile che risolva il dibattito sulla politica, soprattutto mentre la pausa in Medio Oriente rimane condizionata.
Il rally dei metalli preziosi si amplia
Il rally si è esteso al settore, con l'argento in rialzo del 2,8% a $59.81 l'oncia. Il platino è avanzato del 2,6% a $1,629.15, mentre il palladio ha guadagnato il 2,1% a $1,269.43.
Gli analisti restano costruttivi sull'oro nel lungo periodo, supportati dalla domanda fisica e dall'interesse continuo per la protezione del portafoglio.
La traiettoria nel breve termine è meno lineare.
L'oro potrebbe avere difficoltà a consolidare un rialzo sostenuto a meno che il petrolio non resti più basso, il dollaro non si indebolisca ulteriormente e la Fed eviti di intensificare il suo messaggio sui rialzi dei tassi.
Per ora, l'oro ha riguadagnato il livello di $4,100. Mantenerlo dipenderà meno dal rimbalzo di sollievo di lunedì che dalla capacità della diplomazia di mantenere i prezzi dell'energia contenuti.
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