Il Brasile potrebbe allocare 18,5 miliardi di dollari in Bitcoin mentre accelera il passaggio agli asset digitali del G20

Il Brasile potrebbe allocare 18,5 miliardi di dollari in Bitcoin mentre accelera il passaggio agli asset digitali del G20
Diya Poddar
12 giu 2025, 18:30 PM
  • Il disegno di legge sulla Strategic Sovereign Bitcoin Reserve (RESBit) ha superato la sua prima commissione.
  • A differenza di El Salvador, il Brasile sta adottando Bitcoin attraverso canali legislativi.
  • Gli esperti del settore suggeriscono che la mossa potrebbe innescare azioni simili da parte di altre nazioni del G20.

Il Brasile è sulla buona strada per diventare il primo paese del G20 a legalizzare l'uso di Bitcoin come parte delle sue riserve sovrane, impegnando potenzialmente fino al 5% dei suoi 370 miliardi di dollari di partecipazioni internazionali, equivalenti a 18,5 miliardi di dollari, nell'asset digitale.

Una proposta di legge, il disegno di legge PL 4501/2024, ha già superato il suo primo ostacolo alla Camera dei Deputati.

Se approvato in legge, il disegno di legge potrebbe ridefinire il modo in cui i sistemi finanziari globali trattano le criptovalute, stabilendo un precedente strutturato per Bitcoin da detenere insieme all'oro e alle valute estere nelle riserve nazionali.

La legislazione su Bitcoin avanza al Congresso brasiliano

Il disegno di legge proposto, intitolato Strategic Sovereign Bitcoin Reserve (RESBit), autorizzerebbe il Ministero delle Finanze e la Banca Centrale del Brasile ad acquistare e detenere Bitcoin come parte delle riserve internazionali ufficiali del paese.

Il disegno di legge evidenzia il potenziale di Bitcoin di fungere da copertura strategica contro la volatilità macroeconomica e di aiutare a diversificare i portafogli di riserva tradizionalmente dipendenti dalle valute fiat e dalle obbligazioni sovrane.

Secondo la bozza del testo, il RESBit mira a integrare gli asset digitali basati su blockchain nella politica statale, mitigando al contempo i rischi associati all'instabilità finanziaria globale.

L'avanzamento del disegno di legge attraverso la sua prima commissione rappresenta la prima volta che un'economia di alto livello ha adottato misure legislative formali per includere Bitcoin nelle sue riserve statali.

Fino al 5% delle riserve di 370 miliardi di dollari può essere detenuto in BTC

In base al quadro attuale, la Banca Centrale avrebbe il potere di detenere fino al 5% dei 370 miliardi di dollari di riserve estere del Brasile in Bitcoin, una mossa che inietterebbe miliardi nel mercato delle valute digitali.

Ciò equivarrebbe a un potenziale investimento di 18,5 miliardi di dollari in BTC, segnalando una brusca svolta nel modo in cui le banche centrali potrebbero considerare gli asset digitali, non solo come strumenti speculativi, ma come strumenti di riserva a lungo termine.

Il disegno di legge ha attirato una notevole attenzione sui social media, con gli osservatori del settore che sottolineano l'importanza di una tale mossa da parte di un'economia del G20.

Il 5 giugno, l'utente pete_rizzo_ ha osservato che "la più grande economia dell'America Latina vuole BTC", sottolineando le implicazioni più ampie di tale sviluppo.

Nel frattempo, l'utente shanaka86 ha definito la proposta "Sovereign Bitcoin Phase 2", distinguendola dalle precedenti integrazioni di Bitcoin da parte di economie più piccole e indicando una nuova fase di adozione da parte dei principali attori finanziari.

Le istituzioni finanziarie globali monitorano il cambiamento

Se convertito in legge, il RESBit brasiliano potrebbe influenzare altre banche centrali a esplorare le allocazioni crypto nei propri fondi sovrani.

Le istituzioni finanziarie e i responsabili politici di altre nazioni del G20 stanno osservando attentamente la situazione, riconoscendo che una mossa di questa portata da parte del Brasile potrebbe dare il tono a un'adozione più ampia.

Questo segnerebbe la prima volta che una nazione delle dimensioni e dell'influenza del Brasile tratta apertamente Bitcoin come un asset di riserva.

L'approccio del Brasile potrebbe anche fungere da stress test per l'integrazione delle criptovalute nell'infrastruttura finanziaria regolamentata.

Adottando Bitcoin per via legislativa e coinvolgendo il Ministero delle Finanze e la Banca Centrale, l'iniziativa garantisce l'allineamento con la politica macroeconomica e le normative finanziarie.

Una mossa del genere potrebbe legittimare Bitcoin nei circoli di politica monetaria globale e potenzialmente ammorbidire la resistenza normativa in altre regioni.