Il nuovo chip AI di Microsoft è stato posticipato al 2026: rapporto

Il nuovo chip AI di Microsoft è stato posticipato al 2026: rapporto
Ananthu C U
30 giu 2025, 11:05 AM
  • La produzione del chip Maia AI (Braga) di Microsoft è stata posticipata al 2026.
  • Le prestazioni del chip Braga dovrebbero essere inferiori a quelle del Blackwell di Nvidia.
  • I rivali di Microsoft, Google e Amazon, stanno facendo progressi con i propri chip AI personalizzati.

La spinta di Microsoft a sviluppare chip proprietari di intelligenza artificiale ha incontrato una battuta d'arresto significativa, poiché il suo chip AI Maia di prossima generazione, nome in codice Braga, sta affrontando un ritardo di produzione di almeno sei mesi, ha riferito Information.

Questo sviluppo spinge la tempistica prevista per la produzione di massa dal 2025 al 2026.

Il ritardo potrebbe avere implicazioni per la strategia di Microsoft di ridurre la sua dipendenza dai fornitori di chip esterni e rafforzare la sua posizione nel panorama dell'intelligenza artificiale, fortemente competitivo.

Battute d'arresto della produzione e aspettative di performance

Il ritardo della produzione di massa del chip Braga al 2026 segna un notevole cambiamento rispetto alle aspirazioni iniziali di Microsoft.

Secondo quanto riferito, la società sperava di integrare il chip Braga nei suoi data center già quest'anno.

Tuttavia, una confluenza di fattori sta contribuendo a questi ritardi imprevisti.

Il rapporto indica che le modifiche impreviste al design del chip, insieme ai vincoli di personale e a un alto tasso di turnover dei dipendenti all'interno del progetto, sono fattori chiave per la revisione della tempistica.

Ad aggravare la sfida, le fonti suggeriscono che quando il chip Braga entrerà in produzione, le sue prestazioni dovrebbero essere notevolmente inferiori a quelle del chip Blackwell di Nvidia, rilasciato di recente, che ha debuttato lo scorso anno.

Questo divario di prestazioni potrebbe presentare ulteriori considerazioni strategiche per Microsoft che mira a ottimizzare la propria infrastruttura di intelligenza artificiale.

La spinta verso chip AI personalizzati

L'investimento di Microsoft nello sviluppo di processori personalizzati come Maia sottolinea una tendenza più ampia tra le principali aziende tecnologiche.

Analogamente alle sue controparti Big Tech, Microsoft ha dato la priorità alla creazione di chip interni specificamente progettati per operazioni di intelligenza artificiale e varie applicazioni generiche.

La motivazione principale alla base di questa svolta strategica è quella di ridurre significativamente la dipendenza del gigante tecnologico dai costosi chip forniti da produttori di terze parti, in particolare dalle offerte costose e ad alta domanda di Nvidia.

Progettando il proprio silicio, Microsoft cerca di ottenere un maggiore controllo sul proprio stack hardware, portando potenzialmente a prestazioni migliorate su misura per il suo software unico e i servizi cloud, insieme a sostanziali efficienze in termini di costi a lungo termine.

Progressi peer nel silicio personalizzato

Mentre Microsoft affronta questi ostacoli allo sviluppo, i suoi rivali cloud, Amazon e Google di Alphabet, stanno portando avanti attivamente le proprie iniziative di chip personalizzati.

Google, ad esempio, ha ottenuto un notevole successo con i suoi chip AI personalizzati, noti come Tensor Processing Units (TPU).

Ad aprile, Google ha ulteriormente dimostrato il suo impegno per il silicio interno svelando il suo chip AI di settima generazione, specificamente progettato per accelerare le prestazioni di sofisticate applicazioni AI.

Allo stesso modo, Amazon, un altro importante attore nello spazio del cloud computing, ha presentato il suo chip AI di nuova generazione, Trainium3, a dicembre, con il suo rilascio previsto per la fine dell'anno.

Questi progressi da parte dei concorrenti evidenziano l'intensa corsa all'innovazione nell'hardware AI personalizzato e sottolineano la pressione su Microsoft per accelerare i propri sforzi di sviluppo e distribuzione per evitare di rimanere ulteriormente indietro nell'ecosistema dei chip personalizzati.