Futures Dow contrastati in vista dei dati sull'inflazione all'ingrosso: 5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street oggi

Futures Dow contrastati in vista dei dati sull'inflazione all'ingrosso: 5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street oggi
Devesh Kumar
16 lug 2025, 13:40 PM
  • I futures sul Dow vacillano mentre Wall Street si prepara alle curve degli utili e dell'inflazione.
  • L'accordo da 500 milioni di dollari di Apple sulle terre rare segnala un nuovo gioco della catena di approvvigionamento tecnologico in mezzo alle restrizioni della Cina.
  • Le grandi banche superano le aspettative, ma le preoccupazioni per i profitti tengono sotto controllo l'entusiasmo degli investitori.

I futures sul Dow hanno indicato un'apertura mista mercoledì, con gli investitori in attesa dei rapporti chiave sugli utili delle principali banche e dei nuovi dati sull'inflazione all'ingrosso.

I futures legati al Dow Jones Industrial Average sono saliti di 17 punti, mentre quelli dell'S&P 500 sono scivolati dello 0,1%. Anche i futures del Nasdaq-100 sono scesi, scendendo dello 0,2%.

Il cauto sentimento degli investitori è arrivato mentre grandi nomi come Bank of America, Goldman Sachs e Morgan Stanley sono pronti a riportare i loro risultati trimestrali prima della campanella di apertura.

Le recenti osservazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull'imposizione di dazi sul settore farmaceutico e sui semiconduttori entro la fine di questo mese potrebbero pesare sul sentiment di oggi.

5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street oggi

1. È uscito il rapporto sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno, che mostra che l'inflazione si è raffreddata più del previsto, suscitando una rinnovata suspense sui piani della Federal Reserve per un taglio dei tassi alla fine del mese.

Gli investitori stanno ora rivolgendo la loro attenzione ai prossimi dati sulle vendite al dettaglio, che dovrebbero far luce su come i consumatori stanno spendendo e offrire un quadro più chiaro della forza sottostante dell'economia.

2. Apple ha stretto un accordo da 500 milioni di dollari con MP Materials, una società sostenuta dal Pentagono, per garantire una fornitura costante di magneti in terre rare.

L'accordo segna una delle prime mosse di fornitura delle big tech dopo le recenti restrizioni alle esportazioni della Cina, evidenziando come le aziende globali stiano lottando per rafforzare le loro catene di approvvigionamento di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche.

3. Grandi banche come JPMorgan, Wells Fargo e Citigroup hanno per lo più superato le aspettative di profitto nei loro ultimi rapporti sugli utili, ma la risposta del mercato è stata relativamente contenuta.

Wells Fargo, nonostante abbia registrato un miglioramento degli utili, ha abbassato le sue prospettive per l'intero anno per il reddito netto da interessi, sollevando nuove preoccupazioni sulla redditività del settore in futuro.

L'attenzione si sposta ora sui prossimi risultati di Goldman Sachs e Bank of America, che potrebbero offrire ulteriori indizi sulla salute del settore bancario.

4. Il Nasdaq ha chiuso a un livello record, sostenuto da un forte rimbalzo del settore tecnologico, grazie in parte a Nvidia, che è balzata del 4,5% dopo aver riavviato le vendite di chip in Cina.

Tuttavia, le preoccupazioni per le interruzioni della catena di approvvigionamento e l'escalation dei dazi continuano a gettare un'ombra sul settore.

Le azioni di ASML sono crollate di quasi il 7% dopo che la società ha dichiarato di non poter garantire la crescita nel 2026, citando le continue incertezze commerciali.

5. L'indice dei prezzi al consumo di giugno è aumentato dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,7% su base annua, in linea con le aspettative, ma ancora il dato più alto degli ultimi quattro mesi.

L'inflazione core è risultata leggermente più debole, in aumento dello 0,2% sul mese e del 2,9% su base annua. Tuttavia, i primi segnali che i dazi stanno iniziando a spingere i prezzi al rialzo hanno tolto un po' di slancio alle speranze di un imminente taglio dei tassi della Fed.

A partire da ora, i trader stanno valutando solo una probabilità del 54% al 56,5% di un taglio a settembre, in calo rispetto al 61% circa di una settimana fa.