I futures sul Dow salgono di 100 punti in vista degli utili delle big tech: 5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street oggi

I futures sul Dow salgono di 100 punti in vista degli utili delle big tech: 5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street oggi
Devesh Kumar
21 lug 2025, 14:00 PM
  • I futures su Dow, S&P 500 e Nasdaq indicano un forte inizio.
  • Alphabet e Tesla guidano gli utili tecnologici di questa settimana.
  • Le speranze di un accordo commerciale mantengono i mercati stabili nonostante i rischi tariffari.

Wall Street si sta preparando per una settimana chiave, con i futures sul Dow che sono balzati di 100 punti nelle prime contrattazioni di lunedì.

Gli investitori stanno entrando in una fase cruciale degli utili societari, soprattutto da parte dei principali operatori tecnologici con un senso di cauto ottimismo.

C'è anche un occhio attento ai colloqui commerciali e ai segnali della Federal Reserve. Il tono ottimista non si limita al Dow; anche i futures legati all'S&P 500 e al Nasdaq sono in rialzo, indicando un inizio ampiamente positivo.

5 cose da sapere prima dell'apertura di Wall Street oggi

1. I futures legati al Dow Jones Industrial Average sono saliti di 99 punti, o dello 0,2%. Anche i futures dell'S&P 500 sono avanzati dello 0,2%, mentre i futures del Nasdaq-100 hanno guadagnato lo 0,3%.

Questo rappresenta un solido inizio di settimana dopo le recenti turbolenze guidate dalle tensioni geopolitiche e dalle notizie legate al commercio.

L'indice di volatilità Cboe (VIX) è sceso a 20,9, riflettendo l'attenuazione dell'ansia del mercato e la stabilità del sentiment degli investitori.

2. Questa settimana tutti gli occhi sono puntati sulle big tech, con Alphabet e Tesla pronte a riportare i risultati e a guidare la carica dei cosiddetti "Magnifici Sette".

Nel trading pre-mercato, entrambi i titoli sono in rialzo. Tesla è in rialzo di circa l'1%, mentre Alphabet guadagna lo 0,7%.

Secondo FactSet, questo gruppo d'élite dovrebbe registrare una crescita degli utili del secondo trimestre del 14%, superando di gran lunga il 3,4% previsto per il resto dell'S&P 500.

Per gli investitori, questi rapporti hanno un peso extra. Numeri forti potrebbero essere la chiave per mantenere l'S&P 500 vicino ai suoi massimi storici.

3. I mercati continuano a tenere d'occhio i negoziati commerciali tra gli Stati Uniti e i loro partner globali, con l'avvicinarsi della scadenza del 1° agosto per i nuovi accordi del presidente Trump.

Senza un accordo, potrebbero entrare in vigore tariffe più elevate, aumentando il rischio di nuove tensioni commerciali.

Tuttavia, la maggior parte degli investitori sembra considerare le minacce tariffarie come parte del copione negoziale dell'amministrazione piuttosto che come una conclusione scontata.

Di conseguenza, le azioni sono rimaste stabili e, in alcuni casi, si sono mosse al rialzo nella speranza che una risoluzione sia a portata di mano.

Si prevede che qualsiasi cambiamento importante nei negoziati, che si tratti di una svolta o di un fallimento, muoverà rapidamente i mercati, con le aziende industriali e multinazionali che probabilmente saranno tra le più colpite.

4. È una settimana relativamente leggera per i dati economici statunitensi, ad eccezione di un aggiornamento sull'attività economica e del consueto rapporto sulle richieste di disoccupazione previsto per giovedì.

È probabile che maggiore attenzione ricada sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell, che parlerà martedì. Gli investitori ascolteranno attentamente eventuali indizi sulla prossima mossa della Fed sui tassi di interesse.

Al momento, i mercati vedono poche possibilità di un taglio dei tassi a luglio, ma le aspettative per settembre stanno crescendo, con i dati del CME FedWatch che mostrano quote intorno al 60%.

5. Ad aumentare l'ottimismo del mercato c'è un crescente consenso tra i funzionari della Federal Reserve sul fatto che i tagli dei tassi siano ancora sul tavolo prima della fine del 2025.

Diversi responsabili politici hanno minimizzato l'impatto della recente inflazione legata ai dazi, suggerendo che non è stata così dirompente come inizialmente temuto, un'opinione che ha contribuito a rafforzare le aspettative di una politica più accomodante in futuro.