Perché SoftBank sta investendo 2 miliardi di dollari in Intel tra sfide di intelligenza artificiale e chip

  • SoftBank acquista 2 miliardi di dollari in azioni Intel, diventando il suo sesto maggiore azionista.
  • La perdita di 18,8 miliardi di dollari di Intel nel 2024 sottolinea la necessità di un supporto esterno.
  • Le azioni Intel sono salite del 5% dopo l'annuncio; Le azioni di SoftBank sono scese del 5% a Tokyo.

Intel si è assicurata un'ancora di salvezza cruciale da 2 miliardi di dollari dal conglomerato di investimenti giapponese SoftBank, segnando un intervento significativo che arriva a un punto di svolta per il gigante americano dei chip in difficoltà.

La transazione, annunciata martedì, posiziona SoftBank tra i primi dieci azionisti di Intel e manda a ripercussioni sia sulla tecnologia che sui mercati finanziari mentre Intel tenta di riconquistare la sua leadership nella produzione di semiconduttori.

Secondo i termini dell'accordo, SoftBank acquisirà 2 miliardi di dollari di azioni ordinarie Intel a 23 dollari per azione attraverso un'emissione azionaria primaria da parte di Intel.

Questo prezzo è leggermente inferiore al prezzo di chiusura delle azioni Intel di $ 23,66 il giorno prima dell'annuncio.

L'accordo darà a SoftBank poco meno del 2% della base azionaria totale di Intel, rendendola il sesto maggiore azionista della società.

È importante sottolineare che l'investimento rimane strettamente finanziario: SoftBank non richiederà un posto nel consiglio di amministrazione né si impegnerà ad acquistare i prodotti Intel.

L'intelligenza artificiale e le fiches guidano la puntata di SoftBank

La necessità di Intel di un supporto esterno arriva in mezzo ad anni di declino della posizione di mercato e crescenti difficoltà finanziarie.

Nel 2024, Intel ha registrato una perdita netta annua di 18,8 miliardi di dollari, la prima perdita dal 1986, e ha continuato a perdere quote di mercato a favore di rivali come Nvidia, guidata in gran parte dalla crescita esplosiva dell'hardware di intelligenza artificiale.

Il CEO di Intel Lip-Bu Tan, che ha preso il timone all'inizio di quest'anno, si trova di fronte al compito di stabilizzare l'azienda dopo un lungo periodo di sottoperformance e di flusso di leadership.

La mossa di SoftBank è in linea con le sue crescenti scommesse globali sull'infrastruttura AI e sulla produzione di semiconduttori negli Stati Uniti.

Il gruppo è già uno dei principali attori del settore, detenendo partecipazioni sostanziali in ARM, Nvidia e TSMC.

Inoltre, SoftBank sta guidando il progetto di data center "Stargate" da 500 miliardi di dollari con OpenAI e Oracle, un'iniziativa chiave per l'infrastruttura AI con sede negli Stati Uniti.

L'investimento di Intel riflette quindi la doppia convinzione di SoftBank nel futuro primato dell'IA e nella rinascita della produzione di chip negli Stati Uniti.

Come hanno reagito i mercati?

Il mercato ha subito premiato Intel, con le azioni in rialzo di oltre il 5% nel trading after-hour.

Al contrario, le azioni di SoftBank sono scese di oltre il 5% a Tokyo, evidenziando la cautela degli investitori riguardo alle ambizioni di investimento aggressive dell'azienda.

Sul fronte politico, Intel è stata anche in trattative con l'amministrazione Trump per quanto riguarda una potenziale partecipazione azionaria del governo degli Stati Uniti molto più ampia, possibilmente del valore di oltre 10 miliardi di dollari, una mossa senza precedenti che vedrebbe il governo federale prendere una mano diretta nel settore strategico.

Ciò avviene tra gli impegni di finanziamento in corso del CHIPS Act, con fino a 7,87 miliardi di dollari di sovvenzioni federali precedentemente annunciate per l'espansione della fabbrica di Intel negli Stati Uniti.

L'esborso di 2 miliardi di dollari di SoftBank è sia un voto di fiducia che un rischio calcolato. Intel, fornisce capitale critico per finanziare il suo turnaround e le sue ambizioni di intelligenza artificiale, concentrandosi al contempo sulla produzione di base.

Per SoftBank, consolida una preziosa partecipazione in un iconico (anche se in difficoltà) produttore di chip statunitense a quello che considera uno sconto, e rafforza la sua presenza strategica negli Stati Uniti in previsione della "quarta rivoluzione industriale" guidata dall'intelligenza artificiale.

Sebbene sia improbabile che l'ancora di salvezza risolva tutti i problemi di Intel da un giorno all'altro, dimostra un raro momento di allineamento tra interessi aziendali, tecnologici e geopolitici, sottolineando la natura sempre più senza confini della produzione di chip di nuova generazione e della competizione dell'intelligenza artificiale.