Le vendite natalizie negli Stati Uniti dovrebbero aumentare di un modesto 2,9-3,4%, afferma Deloitte

Le vendite natalizie negli Stati Uniti dovrebbero aumentare di un modesto 2,9-3,4%, afferma Deloitte
Diya Poddar
10 set 2025, 11:40 AM
  • La crescita rallenta dal 4,2% dello scorso anno e dal 7,2% del 2020-21.
  • L'e-commerce è destinato a salire del 7%-9%, quello in negozio del 2%-2,2%.
  • Le politiche commerciali di Trump si aggiungono alle pressioni inflazionistiche.

Le vendite natalizie negli Stati Uniti sono destinate ad aumentare al ritmo più lento dalla pandemia, secondo l'ultima previsione di Deloitte, pubblicata mercoledì, riportata da Reuters.

Lo studio, che ha esaminato il comportamento dei consumatori e le condizioni economiche in generale, rivela come l'inflazione, i dazi e l'incertezza politica stiano influenzando le decisioni di acquisto in vista dell'alta stagione dello shopping.

Con i rivenditori che emettono prospettive contrastanti, il periodo da novembre 2025 a gennaio 2026 metterà alla prova il modo in cui le famiglie bilanciano i prezzi più alti con la spesa festiva, un fattore che ha un impatto diretto sulle catene da Walmart a Macy's e persino sui produttori di giocattoli come Mattel.

Deloitte prevede un aumento delle vendite a 1,61-1,62 trilioni di dollari

Deloitte prevede che le vendite natalizie negli Stati Uniti aumenteranno tra il 2,9% e il 3,4%, raggiungendo da 1,61 trilioni di dollari a 1,62 trilioni di dollari in questa stagione.

Ciò si confronta con un aumento del 4,2% dell'anno precedente e un balzo più forte del 7,2% nel 2020-21, quando la spesa è rimbalzata dopo le restrizioni iniziali della pandemia.

La previsione si basa sui dati del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e del Bureau of Economic Analysis, collocando la crescita prevista al ritmo più debole degli ultimi cinque anni.

I consumatori stanno diventando selettivi, con sondaggi che mostrano la volontà di ridurre o distribuire gli acquisti in modo diverso durante la stagione.

Un sondaggio di PwC all'inizio di settembre ha previsto il calo più marcato della spesa per le vacanze dopo la pandemia, indicando gruppi più giovani come la Gen Z come tra coloro che hanno ridotto i budget.

L'e-commerce continua a superare la crescita delle vendite in negozio

Lo shopping digitale rimane resiliente nel rallentamento generale.

Deloitte prevede che le vendite di e-commerce cresceranno tra il 7% e il 9% in questa stagione, sostanzialmente in linea con la crescita dell'8% registrata lo scorso anno.

In confronto, si prevede che le vendite in negozio aumenteranno solo del 2%-2,2%, in calo rispetto al 3,4% del 2024.

Questo contrasto riflette il cambiamento strutturale nel comportamento dei consumatori, con le piattaforme online che continuano ad attrarre gli acquirenti anche se i retailer investono sia nei canali digitali che in quelli fisici.

I dati mostrano anche come il mercato si stia adattando ai modelli post-pandemia. Nel 2019-20, le vendite natalizie sono aumentate del 4,9%, ma l'impennata al 7,2% nel 2020-21 è stata guidata dalla domanda repressa e dalle misure di stimolo.

Da allora i tassi di crescita sono gradualmente rallentati, riflettendo l'inasprimento delle condizioni macroeconomiche e la soppressione del sostegno fiscale.

I rivenditori si dividono sulle loro previsioni

Le prospettive per le festività natalizie del 2025 arrivano mentre i principali rivenditori statunitensi condividono aspettative divergenti.

Walmart e Macy's hanno alzato le loro previsioni annuali, segnalando fiducia nella domanda dei consumatori, mentre Target e Best Buy hanno mantenuto la loro guidance.

Il produttore di giocattoli Mattel, al contrario, ha tagliato le sue previsioni, mostrando cautela sulla domanda di beni discrezionali per le vacanze.

Queste mosse sottolineano la performance disomogenea tra le categorie di vendita al dettaglio, con i beni essenziali come i generi alimentari che probabilmente resisteranno meglio degli articoli di grande costo o di lusso.

Deloitte ha anche notato che alcuni consumatori potrebbero anticipare gli acquisti a causa delle preoccupazioni per le tariffe e le pressioni inflazionistiche.

Questa tendenza potrebbe allontanare le vendite dal tradizionale picco di fine dicembre, complicando la pianificazione dell'inventario dei rivenditori.