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Gli economisti brasiliani tagliano le previsioni sui tassi per il 2026 dopo mesi di prospettive stabili

Gli economisti brasiliani tagliano le previsioni sui tassi per il 2026 dopo mesi di prospettive stabili
Noris Soto
15 set 2025, 18:49 PM
  • Gli economisti hanno tagliato le previsioni del tasso Selic del Brasile per il 2026 al 12,38% dal 12,50%, ponendo fine a 32 settimane di stabilità.
  • La banca centrale prevede un'inflazione del 3,6% nel 2026, mentre gli economisti privati prevedono un aumento del 4,3%.
  • Il cambiamento arriva pochi giorni prima della prossima decisione politica, segnalando un cauto ottimismo sull'inflazione.

Gli economisti brasiliani hanno tagliato le loro previsioni per i tassi di interesse di riferimento alla fine del 2026 dopo più di sette mesi invariati in un sondaggio settimanale della banca centrale pubblicato lunedì.

La revisione legittima i cambiamenti nelle aspettative sul percorso della politica monetaria nella più grande economia dell'America Latina, che arriva a pochi giorni dalla riunione dei responsabili politici per stabilire la loro prossima decisione sui tassi.

L'indagine, che raccoglie le previsioni di oltre 100 economisti, ha rilevato che la previsione mediana per il Selic era del 12,38% alla fine del prossimo anno.

Questo dato si confronta con una stima precedente del 12,50%, che era rimasta invariata per 32 settimane.

Il ritocco, anche se piccolo, riflette una crescente aspettativa che i tassi di interesse potrebbero non rimanere così alti come si temeva una volta.

Spezzare la striscia di stabilità

Il tasso Selic è stato oggetto di un intenso esame da quando la banca centrale del Brasile ha iniziato un ciclo di inasprimento aggressivo per combattere l'inflazione.

Le previsioni per l'andamento del tasso sono rimaste costanti dall'inizio di quest'anno, indicando un consenso diffuso tra gli analisti sul fatto che i responsabili politici manterranno le condizioni monetarie restrittive per un lungo periodo.

La correzione di lunedì, tuttavia, indica un lieve movimento di opinione. Il calo di 0,12 punti percentuali può sembrare modesto, ma pone fine a una striscia di 32 settimane in cui gli economisti hanno mantenuto una previsione coerente.

La revisione indica un cambiamento delle aspettative di inflazione e crescita, nonché la disponibilità della banca centrale a mantenere impostazioni politiche rigorose.

Le aspettative di inflazione continuano a divergere

A luglio, in occasione dell'ultima riunione della banca centrale, i funzionari hanno collocato l'inflazione in base alle loro stime al 4,9% per il 2024 e al 3,6% per il 2026.

Viste in quest'ottica, queste previsioni hanno sottolineato la convinzione dei responsabili politici che l'inflazione continuerà a scivolare nel tempo verso l'obiettivo, anche se si manterrà al di sopra del punto medio ufficiale per molto tempo.

Nel frattempo, gli economisti privati sono rimasti più cauti.

Tuttavia, la risposta al sondaggio di lunedì, che ha un campione di circa 1.000 persone, ha visto gli operatori di mercato aspettarsi un'inflazione del 4,83% per quest'anno, un po' al di sotto della previsione di luglio della banca centrale.

Gli economisti prevedono una crescita dei prezzi al consumo del 4,30% nel 2026, ben al di sopra della proiezione del 3,6% dei responsabili politici.

Questa disparità evidenzia la persistente incertezza sul tasso di disinflazione.

Le pressioni sui prezzi possono essersi attenuate rispetto al loro picco, ma le aspettative tendono a stabilire una via di mezzo, e l'MI implica che, nel medio periodo, la fiducia della banca centrale nel raggiungimento del suo obiettivo (2,5%) rimane al di sotto dell'obiettivo.

Prospettive politiche al microscopio

I responsabili politici stanno prendendo nota dell'importanza di come gli alti prezzi dei prestiti influenzeranno la crescita rispetto alle minacce dell'inflazione, mentre si preparano per la prossima decisione politica della banca centrale.

La performance del Brasile si è rivelata un po' palliativa negli ultimi trimestri; Tuttavia, gli alti tassi di interesse continuano a limitare il credito e gli investimenti.

L'ultimo cambiamento da parte degli economisti delle prospettive per Selic potrebbe essere radicato nella percezione che i decisori alla fine cercheranno di allentarsi, anche se con moderazione.

Se la piccola revisione al ribasso delle previsioni è stata in realtà un segno che le forze disinflazionistiche, unite a dinamiche di crescita più deboli, potrebbero consentire un orientamento politico più graduale di quanto si pensasse in precedenza, forse assisteremo a un cambiamento nel tono della riunione?

I risultati dell'indagine implicano anche che la fiducia in un radicale allentamento dei tassi è scarsa, tuttavia.

Mentre le previsioni sull'inflazione si spostano sempre più avanti nel futuro, probabilmente di nuovo al di sopra dell'obiettivo della banca centrale per il 2026, sembra che gli analisti adotteranno un approccio ampiamente cauto nel mantenere tassi di interesse relativi più elevati nel corso della storia.

Cambiamenti cautelativi in vista di una decisione chiave

La tempistica del cambiamento dell'indagine conferisce credibilità alla sua interpretazione.

Con la banca centrale pronta a pubblicare la sua prossima decisione nei prossimi giorni, le previsioni riviste fungono da barometro delle aspettative del mercato per la riunione.

Sebbene la riduzione della stima di Selic per il 2026 sia minore, si tratta di un cambiamento significativo rispetto a mesi di stabilità.

La discrepanza tra le previsioni di inflazione dei responsabili politici e quelle degli economisti privati rappresenta una sfida.

Per colmare questo divario potrebbe essere necessaria una comunicazione più trasparente sull'approccio della banca alla lotta all'inflazione e la volontà di adeguare i tassi se le aspettative di inflazione rimangono ostinatamente elevate.

Mentre la banca centrale brasiliana si prepara a fare la sua prossima mossa, i risultati del sondaggio evidenziano il delicato mix di credibilità e flessibilità.

Il lieve calo dell'outlook di Selic da parte degli economisti suggerisce un cauto ottimismo sul fatto che le pressioni inflazionistiche si allenteranno, ma permangono incertezze a lungo termine.