La Banca d'Inghilterra mantiene i tassi poiché l'inflazione e la crescita pongono un dilemma politico
- La Banca d'Inghilterra mantiene il tasso di interesse al 4% con una divisione di voti 7-2.
- L'inflazione è stabile al 3,8%, mentre la crescita dei salari e il mercato del lavoro si raffreddano.
- Gli analisti si aspettano una pausa più lunga prima di ulteriori tagli dei tassi.
Giovedì la Banca d'Inghilterra ha votato per mantenere i tassi di interesse stabili al 4%, bilanciando le pressioni inflazionistiche appiccicose con un contesto economico debole.
Il Comitato di politica monetaria (MPC) ha optato con una divisione di 7 voti a 2 per mantenere invariato il tasso di riferimento, segnando una pausa dopo la riduzione di 25 punti base di agosto.
Sebbene la decisione fosse ampiamente attesa, i mercati hanno seguito da vicino il voto e le indicazioni della banca centrale per i segnali in vista della riunione di novembre.
L'annuncio arriva un giorno dopo che i nuovi dati hanno mostrato che l'inflazione nel Regno Unito è rimasta stabile al 3,8% ad agosto, invariata rispetto a luglio.
L'inflazione core è scesa leggermente al 3,6%, mentre l'inflazione dei servizi è scesa al 4,7% dal 5% del mese precedente.
I responsabili politici prevedono che l'inflazione raggiungerà il 4% a settembre prima di diminuire gradualmente verso l'obiettivo del 2% entro l'inizio del 2026.
Ma la combinazione di crescita stagnante e persistenti pressioni sui prezzi ha reso la banca centrale cauta nel muoversi troppo rapidamente su ulteriori tagli.
La crescita ristagna e il mercato del lavoro si raffredda
Gli ultimi dati sulla crescita hanno mostrato un appiattimento dell'economia a luglio, alimentando le preoccupazioni che si stia affermando un rallentamento.
Allo stesso tempo, il mercato del lavoro sta perdendo slancio, con il raffreddamento della crescita salariale negli ultimi mesi.
La Banca ha evidenziato entrambe le tendenze come fattori importanti nel suo processo decisionale.
Si prevede che un mercato del lavoro più debole allevierà la pressione inflazionistica, ma il rischio di una stagnazione prolungata alza la posta in gioco per i responsabili politici in quanto bilanciano crescita e stabilità dei prezzi.
Il prossimo test per la banca centrale sarà la riunione di novembre, prevista poche settimane prima che il governo sveli il bilancio autunnale il 26 novembre.
Si prevede che il ministro delle Finanze Rachel Reeves annuncerà aumenti delle tasse volti a colmare il divario fiscale, una mossa che potrebbe influenzare ulteriormente la posizione politica della Banca.
Gli economisti esortano alla pazienza su ulteriori tagli
Gli analisti hanno detto che la sospensione di giovedì sottolinea l'approccio cauto dell'MPC.
Sanjay Raja, capo economista del Regno Unito presso Deutsche Bank, ha osservato che, sebbene il rapporto sull'inflazione di agosto sia stato più incoraggiante di quello di luglio, i responsabili politici avranno bisogno di prove più chiare prima di allentare ulteriormente.
"La buona notizia è che i dati sull'inflazione di agosto hanno corretto parte della sorpresa al rialzo che abbiamo visto il mese scorso. La cattiva notizia è che l'IPC ha forse ancora un po' di strada da fare prima di raggiungere il suo picco", ha detto.
Raja ha aggiunto che la commissione probabilmente preferirebbe "un maggiore accumulo di prove prima di ridurre nuovamente la politica restrittiva".
Deutsche Bank si aspetta ora una pausa leggermente più lunga prima del prossimo taglio dei tassi, con i responsabili politici che sono cauti nell'interpretare erroneamente i movimenti temporanei dei prezzi come segnali di un trend ribassista più ampio.
Il mercato dei mutui mostra resilienza nonostante la pausa
Nonostante la decisione della Banca, i mercati immobiliare e ipotecario hanno mostrato segni di resilienza.
Stephanie Daley, direttore delle partnership presso il broker ipotecario Alexander Hall, ha affermato che gli istituti di credito si sono già adeguati in previsione dell'esito di giovedì.
"La buona notizia è che i precedenti tagli dei tassi hanno già portato a un maggiore grado di fiducia tra i finanziatori e gli acquirenti", ha detto.
Daley ha riconosciuto che la sospensione "potrebbe non essere la decisione che molti volevano vedere", ma ha sostenuto che il mercato rimane ben posizionato in vista dell'ultimo trimestre dell'anno.
Jonathan Samuels, CEO di Octane Capital, ha usato un tono più cauto, avvertendo che l'economia rimane "in uno stato di limbo".
"Con l'inflazione bloccata al 3,8% e ancora lontana dall'obiettivo del 2% della Banca d'Inghilterra, la crescita dei salari ora in rallentamento e la crescita del PIL piatta, l'economia rimane in uno stato di limbo", ha detto.
Il mercato immobiliare si prepara a un inverno lento
Gli esperti immobiliari hanno avvertito che l'ultima decisione potrebbe prolungare l'attività lenta nel settore immobiliare.
Verona Frankish, amministratore delegato dell'agenzia immobiliare Yopa, ha affermato che la sospensione dei tassi fornirà stabilità, ma non necessariamente stimolerà la domanda.
"Questo potrebbe comportare un inverno molto più lungo di quanto molti venditori di case avrebbero voluto, con le possibilità che Babbo Natale lasci un completamento della vendita sotto l'albero questo dicembre che sembrano molto più scarse", ha detto.
Tuttavia, Frankish ha osservato che "il quadro a lungo termine è quello di una continua crescita dei prezzi delle case e di un livello costante e stabile di transazioni", suggerendo che gli acquirenti e i venditori che rimangono impegnati troveranno comunque opportunità di effettuare transazioni prima della fine dell'anno.
Guardando avanti a novembre
L'attenzione si sposterà ora sulla riunione di novembre dell'MPC, che cade poco prima dell'annuncio del bilancio del governo.
Gli analisti affermano che la tempistica potrebbe rivelarsi significativa, in quanto l'inasprimento fiscale sotto forma di aumenti delle tasse potrebbe dare alla banca centrale più spazio per allentare la politica monetaria nel 2025.
Per ora, tuttavia, i responsabili politici sembrano impegnati in una strategia attendista, soppesando l'inflazione ostinata rispetto ai crescenti segnali di rallentamento.
Al 4%, i tassi di interesse rimangono al livello più basso dall'inizio del 2023, ma la banca centrale ha chiarito di non essere ancora pronta a dichiarare vittoria sull'inflazione.
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