L'inflazione negativa della Thailandia si estende per il sesto mese mentre incombe il taglio dei tassi

L'inflazione negativa della Thailandia si estende per il sesto mese mentre incombe il taglio dei tassi
Diya Poddar
06 ott 2025, 08:49 AM
  • I prezzi al consumo della Thailandia sono scesi dello 0,72% su base annua a settembre.
  • L'inflazione core è rimasta positiva allo 0,65%, anche se più lenta del previsto.
  • Gli economisti si aspettano che la Banca di Thailandia tagli i tassi all'1,25% questa settimana.

I prezzi al consumo della Thailandia sono scesi per il sesto mese consecutivo a settembre, mantenendo l'inflazione in territorio negativo e aumentando la pressione sulla Banca di Thailandia (BoT) per ridurre nuovamente i costi di finanziamento questa settimana.

La prolungata contrazione dei prezzi, trainata in gran parte dai sussidi governativi e dalla debole domanda interna, ha sollevato preoccupazioni per la stagnazione della crescita piuttosto che per la deflazione.

Gli ultimi dati del Ministero del Commercio hanno mostrato che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è sceso dello 0,72% su base annua a settembre, rispetto alla previsione mediana degli economisti di un calo dello 0,6%. Su base mensile, i prezzi sono scesi dello 0,03%.

I dati evidenziano come la spesa interna contenuta e i sussidi statali all'energia continuino a pesare sull'inflazione, lasciando spazio per un allentamento monetario.

Il calo dei prezzi si amplia a causa del sostegno energetico statale

Il tasso di inflazione annuale della Thailandia è rimasto sotto lo zero da aprile, in gran parte a causa del calo dei prezzi del carburante e dei generi alimentari e del continuo sostegno del governo ai costi energetici. I funzionari sostengono che la tendenza non è deflazionistica, citando livelli positivi di inflazione core.

Secondo il Ministero del Commercio, escludendo articoli volatili come cibo ed energia, l'inflazione core è aumentata dello 0,65% a settembre, anche se questo aumento è stato più debole di quanto previsto dagli analisti.

L'Ufficio per la politica e la strategia commerciale del Ministero del Commercio ha affermato che il calo dei prezzi riflette uno slancio economico più lento piuttosto che una deflazione.

L'ufficio, guidato dal direttore generale Nantapong Chiralerspong, ha osservato che l'economia thailandese sta "affrontando un rallentamento", spingendo il governo a mantenere sussidi mirati e assistenza al costo della vita.

Allentamento monetario previsto sotto il nuovo governatore della banca centrale

La persistenza di un'inflazione debole offre alla BoT la possibilità di ridurre nuovamente i tassi nella riunione di mercoledì, la prima presieduta dal governatore Vitai Ratanakorn, che ha iniziato il suo mandato la scorsa settimana.

Prima di entrare in carica, Vitai aveva chiesto una posizione "più accomodante" per stimolare la spesa interna e la fiducia delle imprese. La maggior parte degli economisti intervistati da Bloomberg prevede che la banca centrale ridurrà il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo all'1,25%.

Un taglio dei tassi segnerebbe il secondo allentamento consecutivo da parte della BoT, che è stata sottoposta a crescenti pressioni per rilanciare la crescita dopo una prima metà dell'anno lenta.

Gli economisti prevedono che l'espansione economica della Thailandia potrebbe rallentare fino a quasi zero nella seconda metà del 2025, a causa dell'indebolimento delle esportazioni e dell'elevato debito delle famiglie.

Previsioni di inflazione riviste allo 0% per il 2025

Il Ministero del Commercio ha rivisto le sue previsioni di inflazione per l'intero anno allo 0%, in calo rispetto al precedente intervallo tra lo 0% e l'1%. La variazione riflette un'inflazione inferiore alle attese negli ultimi tre trimestri, una crescita debole e le misure di sostegno in corso da parte del governo.

L'amministrazione del primo ministro Anutin Charnvirakul prevede di lanciare un nuovo programma di stimolo entro la fine dell'anno per incoraggiare la spesa dei consumatori.

Il governo si aspetta che l'iniziativa produca un aumento della domanda a breve termine senza creare una pressione al rialzo sostenuta sui prezzi.

Il prolungato periodo di inflazione negativa della Thailandia segna una delle più lunghe serie di crescita contenuta dei prezzi nella regione.

Sebbene la BoT sostenga che l'inflazione di fondo rimanga stabile, la continua debolezza dei prezzi al consumo segnala sfide più ampie per la seconda economia del Sud-Est asiatico.

I rischi congiunturali aumentano nonostante le misure di sostegno a breve termine

La combinazione di prezzi in calo, consumi lenti e investimenti modesti sottolinea la fragilità della ripresa post-pandemia della Thailandia. Gli economisti ritengono che il coordinamento fiscale e monetario sarà fondamentale per evitare che la stagnazione metta radici più profonde.

Con l'inflazione al di sotto dell'obiettivo e il rallentamento della crescita, l'attenzione si sposta ora sull'aggressività con cui la banca centrale agirà sotto la sua nuova leadership.

La decisione della BoT di questa settimana potrebbe definire la direzione della politica monetaria per il resto dell'anno e plasmare le aspettative del mercato in vista del 2026.