Il dollaro neozelandese tocca il minimo di sei mesi mentre la RBNZ effettua un taglio dei tassi a sorpresa

Il dollaro neozelandese tocca il minimo di sei mesi mentre la RBNZ effettua un taglio dei tassi a sorpresa
Diya Poddar
08 ott 2025, 10:31 AM
  • L'economia si è contratta dello 0,9% nel secondo trimestre, il triplo delle previsioni della RBNZ.
  • Il kiwi scende dell'1% a 57,47 centesimi di dollaro, toccando un minimo di sei mesi.
  • L'inflazione dovrebbe raggiungere un picco del 3% prima di diminuire il prossimo anno.

La banca centrale della Nuova Zelanda ha tagliato il tasso ufficiale di liquidità (OCR) di 50 punti base al 2,5%, muovendosi più velocemente di quanto la maggior parte dei previsori si aspettasse.

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha dichiarato che il taglio più ampio del solito è necessario per evitare una prolungata debolezza economica, segnalando che un ulteriore allentamento potrebbe seguire prima della fine dell'anno.

La decisione, annunciata a Wellington, ha colto di sorpresa i mercati. Su 25 economisti intervistati da Bloomberg, solo 10 si aspettavano un taglio di mezzo punto, mentre la maggior parte prevedeva una mossa più contenuta di 25 punti.

Il cambiamento a sorpresa ha spinto il dollaro neozelandese a un minimo di sei mesi contro il dollaro USA, poiché gli investitori hanno scontato un ulteriore allentamento della politica.

La crescita debole spinge a un allentamento monetario più rapido

Il Comitato di politica monetaria della RBNZ ha dichiarato che l'attività economica fino alla metà del 2025 è stata più debole del previsto, portando alla decisione di effettuare un taglio più aggressivo.

La banca ha dichiarato di rimanere aperta a "ulteriori riduzioni" dell'OCR se le condizioni non miglioreranno.

L'economia neozelandese si è contratta dello 0,9% nel secondo trimestre, il triplo del calo inizialmente previsto dalla banca centrale, segnando un'altra battuta d'arresto dopo la profonda recessione dello scorso anno.

Con la fiducia delle imprese che vacilla e la spesa delle famiglie contenuta, la banca centrale vede uno slancio limitato nel breve termine.

La disoccupazione è salita al massimo degli ultimi cinque anni del 5,2% e il mercato immobiliare continua a ristagnare nonostante le precedenti riduzioni dei tassi.

La RBNZ spera che l'ultima mossa contribuisca a stimolare la crescita e a riportare l'inflazione al suo obiettivo medio del 2% entro il 2026.

Reazione del mercato e sentiment degli investitori

I mercati finanziari si sono rapidamente adattati alla svolta accomodante della RBNZ. Il dollaro neozelandese è sceso dell'1% a 57,47 centesimi di dollaro USA nelle contrattazioni pomeridiane, mentre i rendimenti dei titoli di Stato a due anni sono scesi di otto punti base al 2,63%.

L'indice SandP/NZX 50 ha guadagnato perché gli investitori hanno scommesso su costi di finanziamento più bassi a sostegno delle azioni.

I dati sugli swap mostrano ora che i trader si aspettano un altro taglio di 25 punti base alla riunione di novembre della RBNZ, con la possibilità di un ulteriore allentamento all'inizio del 2026.

Il kiwi è stato il più debole tra le valute del Gruppo dei 10 nell'ultimo anno, perdendo oltre il 6% rispetto al dollaro USA.

Ha anche toccato un nuovo minimo di tre anni contro il dollaro australiano, riflettendo i percorsi politici divergenti tra la RBNZ e la Reserve Bank of Australia, che ha tagliato i tassi di soli 75 punti base nello stesso periodo.

Le pressioni interne pesano sulle speranze di ripresa

La RBNZ ha descritto la sua ultima decisione come una "revisione provvisoria dei tassi", il che significa che nessuna previsione aggiornata o conferenza stampa ha accompagnato la mossa.

Tuttavia, la dichiarazione ha evidenziato la persistente capacità inutilizzata nell'economia e il comportamento cauto delle imprese e delle famiglie.

Recenti sondaggi suggeriscono che le aziende si aspettano un piccolo miglioramento delle condizioni commerciali o delle assunzioni nei prossimi sei mesi, aumentando il rischio di un'altra recessione.

Il New Zealand Institute of Economic Research ha avvertito che l'attività complessiva potrebbe rimanere piatta nel terzo trimestre.

L'inflazione, che si è attestata al 2,7% nel secondo trimestre, dovrebbe salire al 3% prima di rallentare il prossimo anno.

La banca centrale ha riconosciuto i rischi sia al rialzo che al ribasso per il suo percorso di inflazione, citando che una spesa dei consumatori più debole potrebbe frenare le pressioni a medio termine, mentre gli ostinati aumenti dei prezzi a breve termine potrebbero ritardare il suo obiettivo di disinflazione.