Le azioni delle terre rare negli Stati Uniti salgono alle stelle del 17%, ma ecco perché il rally potrebbe presto crollare

Le azioni delle terre rare negli Stati Uniti salgono alle stelle del 17%, ma ecco perché il rally potrebbe presto crollare
Devesh Kumar
13 ott 2025, 15:08 PM
  • Il titolo USAR balza del 17% tra i timori di tensioni commerciali.
  • Il CEO accenna a un potenziale sostegno e partnership da parte del governo.
  • L'allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina potrebbe indebolire lo slancio dei rally.

Il rally delle azioni delle terre rare è continuato lunedì, con le azioni USA Rare Earth (NASDAQ: USAR) in aumento del 17% nelle contrattazioni pre-mercato.

L'impennata è iniziata venerdì, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato una dura risposta alle restrizioni della Cina sulle esportazioni di minerali di terre rare e ha annunciato ulteriori tariffe del 100% sul gigante asiatico.

L'aumento delle azioni di USA Rare Earth riflette la forte speculazione del mercato sull'aumento delle capacità di produzione di terre rare da parte degli Stati Uniti.

Azioni USA Rare Earth: fattori alla base dello slancio rialzista

Le azioni delle terre rare negli Stati Uniti stanno attirando una seria attenzione ultimamente, e per buone ragioni.

Gli analisti indicano alcune grandi mosse che guidano il ronzio.

Gli analisti di Roth Capital hanno raddoppiato il loro obiettivo di prezzo a $ 40, elogiando l'azienda per aver costruito una catena di approvvigionamento di magneti in terre rare completamente nazionale, completamente al di fuori della Cina.

Si tratta di un dato enorme, soprattutto perché la Cina continua a ridurre le esportazioni di terre rare, su cui gli Stati Uniti fanno davvero affidamento per la difesa e la tecnologia.

Inoltre, l'amministratore delegato Barbara Humpton ha menzionato i colloqui con l'amministrazione Trump, suggerendo un possibile sostegno del governo e partnership strategiche che potrebbero davvero stimolare la crescita dell'azienda.

Inoltre, MarketBeat indica un consenso "Moderate Buy" per USAR, con obiettivi di prezzo medi di circa $ 26.

Gran parte dell'ottimismo proviene dai progetti dell'azienda in Texas e Oklahoma, che dovrebbero entrare in funzione all'inizio del 2026.

La loro spinta a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle terre rare cinesi è in linea con l'attuale clima geopolitico, il che le rende una scelta interessante per gli investitori che guardano ai minerali critici.

Certo, ci sono alcuni rating di vendita là fuori, ma nel complesso gli analisti sono piuttosto positivi, soprattutto con l'interesse del governo a garantire le catene di approvvigionamento nazionali e USA Rare Earth che si trova in una posizione privilegiata per trarre vantaggio da questa tendenza.

Perché il rally potrebbe essere di breve durata?

Tutto sommato, gli investitori non devono entusiasmarsi troppo per il recente rally delle azioni USA Rare Earth, poiché è principalmente guidato da dinamiche geopolitiche, soggette a rapidi cambiamenti.

Il presidente Donald Trump sembra aver ammorbidito la sua posizione sulla Cina, allentando alcune delle crescenti tensioni commerciali che inizialmente avevano stimolato l'ottimismo degli investitori.

Nonostante in precedenza avesse annunciato piani per una tariffa del 100% sulle importazioni cinesi a partire dal 1° novembre e l'imposizione di controlli sulle esportazioni di software critici, Trump ha recentemente trasmesso un tono più conciliante.

Sui social media, ha suggerito che gli Stati Uniti miravano ad aiutare, non a danneggiare, la Cina e ha espresso la speranza che tutto con la leadership cinese "vada bene".

Questo cambiamento segnala una potenziale allentamento delle controversie in corso sul commercio e sui minerali delle terre rare.

Gli analisti avvertono che se l'amministrazione statunitense decidesse di ridurre le politiche tariffarie aggressive o di stringere un accordo con la Cina per evitare gravi interruzioni, parte dell'urgenza che ha spinto al rialzo le azioni di USA Rare Earth potrebbe svanire.

Fondamentalmente, il "premio di rischio" geopolitico che ha alimentato gran parte dei recenti guadagni potrebbe ridursi, il che potrebbe indebolire la tesi rialzista che si basa in gran parte sulla sicurezza della catena di approvvigionamento e sul potenziale sostegno del governo.