Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano dopo che Trump minaccia di fermare le importazioni di olio da cucina

  • Le azioni di Bunge e ADM rimbalzano dopo i commenti di Trump.
  • Gli agricoltori statunitensi devono affrontare prezzi bassi e aiuti ritardati a causa dello shutdown del governo.
  • I colloqui commerciali continuano, ma le minacce tariffarie incombono prima della scadenza di novembre.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riacceso le tensioni tra Washington e Pechino, avvertendo che la sua amministrazione potrebbe fermare le importazioni di olio da cucina dalla Cina.

La mossa, inquadrata come ritorsione per il rifiuto di Pechino di acquistare soia americana, ha sollevato timori di nuove interruzioni del commercio agricolo globale e ha scosso i mercati finanziari che avevano appena iniziato a stabilizzarsi.

Bloomberg riferisce che Trump ha descritto la decisione della Cina di evitare la soia statunitense come un "atto economicamente ostile", accusando Pechino di danneggiare deliberatamente gli agricoltori americani.

Pubblicando sui social media, ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero "facilmente produrre olio da cucina da soli" e quindi "non hanno bisogno di acquistarlo dalla Cina".

Le sue osservazioni si sono rapidamente diffuse in tutti i mercati, facendo scendere il SandP 500 e riaccendendo le preoccupazioni degli investitori su una possibile guerra commerciale.

Reazione del mercato e impatto sui trader globali

Secondo Bloomberg, le azioni di Bunge Global SA e Archer-Daniels-Midland Co., due dei maggiori trasformatori di semi oleosi al mondo, sono aumentate bruscamente dopo l'annuncio di Trump, invertendo i precedenti cali.

Il mercato azionario più ampio, tuttavia, è sceso quando gli investitori hanno valutato le potenziali ricadute dell'escalation delle tensioni commerciali tra le due maggiori economie del mondo.

La questione dell'olio da cucina usato (UCO) è diventata particolarmente controversa negli ultimi anni. Le importazioni dalla Cina sono salite a livelli record nel 2024, poiché i produttori americani di biocarburanti hanno utilizzato la fornitura estera più economica per produrre diesel rinnovabile.

Ciò ha sollevato preoccupazioni tra i coltivatori di soia nazionali, che hanno sostenuto che l'afflusso di importazioni cinesi ha ridotto la domanda per le loro colture.

Rinnovata attenzione alle politiche in materia di combustibili rinnovabili

L'amministrazione Biden aveva precedentemente cercato di limitare l'ondata di UCO importate rendendo le forniture estere non ammissibili a un credito d'imposta chiave, con l'obiettivo di sostenere i produttori locali.

Trump, tornando alla Casa Bianca, ha raddoppiato questo approccio, proponendo nuove restrizioni per scoraggiare la dipendenza dalle importazioni cinesi.

La sua posizione ha ricevuto il sostegno dell'American Soybean Association e di altri gruppi agricoli, che affermano che le politiche cinesi hanno peggiorato le pressioni sui prezzi per i coltivatori statunitensi.

Gli agricoltori, già alle prese con i bassi prezzi dei raccolti e un mercato di esportazione lento, si trovano ora ad affrontare l'incertezza sui pacchetti di aiuti governativi.

I piani per risarcirli per le perdite legate al commercio sono stati ritardati a causa dello shutdown del governo in corso. Molti nel settore agricolo, tuttavia, sostengono di preferire la stabilità commerciale a lungo termine con la Cina rispetto all'assistenza finanziaria a breve termine.

Negoziati commerciali e incertezza tariffaria

All'inizio della giornata, il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer aveva espresso ottimismo sul fatto che le discussioni tra Washington e Pechino stessero progredendo, affermando che alti funzionari hanno tenuto colloqui e che Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno ancora in programma di incontrarsi alla fine di questo mese.

Bloomberg osserva che Trump ha fatto eco a questo sentimento, dicendo ai giornalisti che mentre il rapporto con la Cina era "equo", potrebbe ancora andare in entrambi i modi.

Ma le osservazioni successive sull'olio da cucina e sui dazi hanno rapidamente invertito quell'ottimismo. Trump ha anche minacciato una tariffa del 100% sulle merci cinesi entro il 1° novembre, a seconda della prossima mossa di Pechino.

In precedenza, i due Paesi avevano concordato di mantenere le tariffe più basse in cambio del mantenimento del flusso di minerali di terre rare e materiali semiconduttori. Tale tregua, tuttavia, scadrà il 10 novembre.

Mentre entrambe le nazioni si posizionano in vista di nuovi negoziati commerciali, si profila la possibilità di un altro grande scontro economico, che potrebbe ancora una volta mettere alla prova i mercati globali e le catene di approvvigionamento già messe a dura prova da anni di controversie tariffarie.