Apple affronta una nuova denuncia antitrust in Cina, mentre gli utenti sostengono il monopolio dell'app store
- 55 utenti cinesi di iPhone e iPad hanno presentato una denuncia antitrust.
- Il gruppo sostiene che Apple costringe gli utenti a entrare nell'App Store e nel suo sistema IAP.
- I denuncianti sostengono che Apple ha aperto il suo ecosistema negli Stati Uniti e in Europa sotto la pressione normativa.
Apple è ancora una volta sotto esame in Cina: 55 utenti locali di iPhone e iPad hanno presentato una denuncia per presunte pratiche monopolistiche nella distribuzione di app e nei sistemi di pagamento.
La denuncia, riferisce Reuters, presentata lunedì all'Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato (SAMR), accusa l'azienda di aver abusato della sua posizione dominante costringendo i consumatori a utilizzare l'ecosistema di Apple per il download di app e i pagamenti in-app.
La mossa arriva in un momento delicato, con gli attriti commerciali tra Pechino e Washington che continuano a plasmare il modo in cui le aziende tecnologiche operano oltre confine.
Gli utenti cinesi accusano Apple di monopolizzare l'ecosistema iOS
Guidato dall'avvocato Wang Qiongfei, il gruppo di denuncianti sostiene che Apple detiene il monopolio sulla distribuzione di app su dispositivi iOS in Cina.
Secondo il deposito, Apple limita gli utenti al suo App Store per il download di applicazioni, applicando anche il suo sistema di acquisto in-app (IAP) per i pagamenti.
Il rapporto di Reuters afferma che i denuncianti sostengono che questa configurazione lascia i consumatori senza scelta e consente ad Apple di addebitare commissioni fino al 30% sugli acquisti effettuati tramite l'App Store.
La denuncia evidenzia inoltre che Apple ha apportato modifiche in altri importanti mercati, come l'Europa e gli Stati Uniti, per conformarsi alle nuove leggi sulla concorrenza, consentendo app store di terze parti e sistemi di pagamento alternativi.
Tuttavia, non ha esteso una flessibilità simile alla Cina, dove gli utenti di iPhone e iPad continuano a dover affrontare restrizioni.
Il caso evidenzia l'ampliamento del divario normativo tra Cina e Occidente
Questa non è la prima volta che Apple affronta sfide legali in Cina per le sue politiche sull'app store. Wang Qiongfei aveva già condotto un caso simile nel 2021, che è stato archiviato da un tribunale di Shanghai nel 2023.
La causa civile è attualmente in appello presso la Corte Suprema del Popolo, che ha ascoltato le argomentazioni a dicembre. Una sentenza è ancora in sospeso.
Mentre il caso precedente si concentrava sui danni civili, l'ultima denuncia prende di mira Apple attraverso il sistema amministrativo cinese, il che potrebbe potenzialmente portare a un'azione normativa più rapida.
Wang ha detto a Reuters che questo percorso potrebbe muoversi in modo più efficiente attraverso i canali governativi rispetto ai precedenti procedimenti giudiziari.
La tempistica della denuncia coincide con le più ampie tensioni tra Cina e Stati Uniti, dove entrambi i paesi hanno sempre più utilizzato la politica commerciale e la regolamentazione tecnologica come strumenti di competizione strategica.
Le autorità di Pechino hanno prestato maggiore attenzione alle operazioni delle principali aziende tecnologiche americane, tra cui Apple, in un momento in cui Washington ha inasprito le restrizioni all'esportazione delle aziende tecnologiche cinesi.
La Cina intensifica il controllo antitrust sulle società tecnologiche statunitensi
La denuncia contro Apple si allinea anche con un modello più ampio di Cina che intensifica la supervisione antitrust delle aziende tecnologiche con sede negli Stati Uniti.
All'inizio di quest'anno, le autorità di regolamentazione cinesi hanno aperto indagini su diverse importanti società americane, tra cui il produttore di chip Qualcomm, che è sotto esame per la sua proposta di acquisizione della società israeliana di tecnologia automobilistica Autotalks.
Tali azioni indicano che Pechino sta affermando un maggiore controllo normativo sulle imprese straniere che operano nel suo mercato, in particolare in aree ritenute strategicamente importanti.
Il ruolo dominante di Apple nel mercato cinese degli smartphone e delle app la posiziona esattamente all'interno dell'obiettivo normativo del governo.
L'azienda in genere sostiene che le sue politiche dell'App Store sono progettate per proteggere gli utenti da frodi e rischi per la sicurezza, garantendo al contempo che gli sviluppatori ricevano una piattaforma equa per la monetizzazione.
Tuttavia, i critici affermano che le commissioni elevate e la mancanza di opzioni di pagamento svantaggiano sia i consumatori che i produttori di app.
Un nuovo test per la strategia normativa globale di Apple
Se le autorità di regolamentazione cinesi decidessero di occuparsi del caso, potrebbe segnare un'escalation significativa nel dibattito globale in corso sul modello di business di Apple.
L'azienda ha già affrontato il respingimento normativo in altri mercati, in particolare ai sensi del Digital Markets Act dell'Unione Europea, che obbliga le grandi aziende tecnologiche ad aprire i loro ecosistemi.
Per Apple, la denuncia in Cina potrebbe mettere alla prova la sua capacità di navigare in un ambiente normativo globale sempre più frammentato.
Il risultato potrebbe anche influenzare il modo in cui l'azienda struttura i propri servizi in mercati che continuano a richiedere maggiore trasparenza e concorrenza.
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