La crescita del PIL cinese rallenta al 4,8% nel 3° trimestre

La crescita del PIL cinese rallenta al 4,8% nel 3° trimestre
Utkarsh Roshan
20 ott 2025, 05:02 AM
  • Il PIL cinese del 3° trimestre è aumentato del 4,8%, la crescita più debole dell'ultimo anno.
  • Il crollo immobiliare, le tensioni commerciali e la debolezza della domanda hanno messo sotto pressione l'economia.
  • Gli analisti si sono divisi sul fatto che Pechino introdurrà ulteriori stimoli quest'anno.

L'economia cinese si è espansa al ritmo più lento dell'ultimo anno nel terzo trimestre, poiché la persistente debolezza del mercato immobiliare e i rinnovati attriti commerciali con gli Stati Uniti hanno frenato lo slancio.

I dati hanno rafforzato le aspettative che i responsabili politici potrebbero dover implementare ulteriori misure di sostegno per sostenere la crescita.

Il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato del 4,8% nel periodo luglio-settembre rispetto all'anno precedente, in calo rispetto al 5,2% del secondo trimestre, secondo i dati pubblicati lunedì dall'Ufficio nazionale di statistica.

La lettura corrisponde alle previsioni di un sondaggio Reuters tra gli analisti.

Su base trimestrale, la crescita ha subito una modesta accelerazione all'1,1% dall'1,0% rivisto nei tre mesi precedenti, battendo le aspettative di un guadagno dello 0,8%.

Cosa c'è dietro il rallentamento della crescita cinese

Il rallentamento sottolinea la difficoltà della Cina a generare una domanda interna stabile in un contesto di prolungata crisi immobiliare e incertezza del commercio globale.

Gli analisti affermano che la flessione del settore immobiliare continua a trascinare i consumi e gli investimenti, mentre l'escalation delle tensioni commerciali ha rinnovato la pressione sugli esportatori.

Nonostante la tenuta delle esportazioni e il dinamismo dei mercati azionari all'inizio dell'anno, lo slancio generale ha vacillato.

La seconda economia più grande del mondo rimane fortemente dipendente dalla produzione e dalla domanda esterna, e gli analisti affermano che il ribilanciamento verso una crescita trainata dai consumi sarà un processo lungo e difficile.

Rischi tariffari e prospettive politiche

Le esportazioni sono rimbalzate a settembre, ma gli esportatori stanno risentendo della pressione dell'aumento dei dazi statunitensi introdotti all'inizio di quest'anno.

Molti sono costretti a diversificare in nuovi mercati.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di aumentare i dazi sulle merci cinesi di un altro 100% a partire dal 1° novembre, anche se i funzionari di entrambe le parti hanno recentemente segnalato la volontà di allentare le tensioni.

Pechino ha già introdotto modeste misure di stimolo negli ultimi mesi, ma gli analisti rimangono divisi sul fatto che le autorità annunceranno un ulteriore sostegno quest'anno.

I leader cinesi dovrebbero deliberare sulla pianificazione economica a lungo termine in una riunione a porte chiuse che si terrà da lunedì a giovedì, che includerà la discussione del 15° piano quinquennale del paese.

È probabile che il piano dia priorità alla produzione high-tech in un contesto di crescente rivalità con gli Stati Uniti.

Gli investitori stanno anche osservando l'imminente riunione del Politburo e la Central Economic Work Conference di dicembre alla ricerca di segnali sulla direzione politica del 2026.

Dati settoriali misti

I dati di lunedì hanno anche mostrato una performance irregolare in tutti i settori chiave.

La produzione industriale è aumentata del 6,5% su base annua a settembre, accelerando rispetto all'aumento del 5,2% di agosto e superando le previsioni del 5,0%.

La forte performance ha contribuito a compensare la debolezza altrove.

Le vendite al dettaglio sono cresciute solo del 3%, segnando il ritmo di espansione più lento da novembre.

Gli investimenti in immobilizzazioni sono diminuiti dello 0,5% nei primi nove mesi del 2025, la prima contrazione dal 2020, evidenziando la fragilità della fiducia delle imprese.

Nonostante la moderazione della crescita complessiva, il settore industriale cinese rimane un punto luminoso, con la crescita della produzione industriale di settembre che ha superato tutte le stime degli economisti.

Tuttavia, le persistenti pressioni deflazionistiche e la debole domanda interna continuano a rappresentare una sfida per i responsabili politici che cercano di stabilizzare la ripresa.