La realtà fiscale del Brasile è destinata a dominare l'agenda dopo il 2026, avverte Goldman Sachs

La realtà fiscale del Brasile è destinata a dominare l'agenda dopo il 2026, avverte Goldman Sachs
Noris Soto
12 nov 2025, 16:18 PM
  • Il Brasile avrà bisogno di un importante aggiustamento fiscale a partire dal 2027 per stabilizzare il suo crescente debito pubblico.
  • Goldman Sachs afferma che un surplus superiore al 2,5% del PIL è essenziale per invertire la tendenza del debito.
  • I mercati premieranno politiche fiscali credibili, indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 2026.

Il saldo fiscale del Brasile diventerà una priorità centrale a partire dal 2027, indipendentemente da chi vincerà le elezioni presidenziali del prossimo anno, secondo Alberto Ramos, responsabile della ricerca macroeconomica per l'America Latina di Goldman Sachs.

Ramos ha detto a Reuters che ci sarà una crescente pressione sulla prossima amministrazione della nazione, che sia guidata dall'attuale presidente Luiz Inacio Lula da Silva o da un candidato dell'opposizione, per attuare un'importante correzione economica.

La disciplina fiscale non può aspettare

L'aumento delle entrate e un aumento costante della spesa hanno caratterizzato l'attuale traiettoria fiscale del Brasile.

Un saldo primario pari a zero per il 2025 e un avanzo minore dello 0,25% del PIL nel 2026, con un margine di tolleranza di 0,25 punti percentuali, sono tra gli obiettivi del governo.

Ciò implica che un disavanzo dello 0,25% nel prossimo anno può ancora essere considerato all'interno dell'obiettivo.

Tuttavia, i calcoli di Goldman Sachs raccontano una storia molto più difficile.

Secondo la banca, il Brasile ha bisogno di un avanzo primario superiore al 2,5% del PIL per modificare la dinamica del debito, il che significa che è ancora necessario un aggiustamento fiscale di circa 3 punti percentuali del PIL.

Ramos ha sottolineato che si tratta di un aggiustamento che non può essere evitato, in quanto il governo non è stato in grado di attuare la stessa politica di gestione fiscale del mandato in corso di Lula.

Debito in aumento

I dati della banca centrale mostrano che il debito pubblico lordo del Brasile è salito al 78,1% del PIL a settembre, il più alto dalla fine del 2021.

Quando l'ex presidente Jair Bolsonaro ha lasciato l'incarico, quel numero era del 71,7%.

Il Tesoro prevede che il rapporto debito/PIL aumenterà ulteriormente fino all'84,2% del PIL entro la fine del 2028, prima di iniziare lentamente a diminuire.

Gli scenari di forte debito implicano una prima o poi una stabilizzazione, ha sottolineato Ramos, ma un periodo prolungato di rapporti elevati potrebbe esporre il Brasile a shock esterni o interni.

Un indebitamento elevato, se sostenuto, di solito mina la fiducia del mercato, aumenta i costi di finanziamento e limita lo spazio politico durante lo stress.

I mercati cercano impegni credibili

Le attuali tensioni sul bilancio devono ancora manifestarsi in vista delle elezioni del 2026.

I sondaggi del mese scorso danno Lula in testa alla corsa per un quarto mandato non consecutivo.

Tuttavia, Ramos ha detto che i mercati probabilmente reagiranno più a seri impegni fiscali che a chiunque vinca politicamente.

Mentre lo slancio a favore di un candidato dell'opposizione potrebbe innescare un rally iniziale del mercato, gli analisti osservano che per gli investitori il punto cruciale saranno le politiche effettive e gli effetti sulla sostenibilità del debito.

Il problema centrale, ha spiegato Ramos, non è l'ideologia, ma piuttosto la capacità di attuare un consolidamento fiscale sostenibile.

Prospettive monetarie: futuro cauto allentamento

Per quanto riguarda la politica monetaria, Goldman Sachs prevede che all'inizio del 2025 la banca centrale del Brasile inizierà ad abbassare il tasso di riferimento Selic, che ora è fissato al 15%.

Ramos ha avvertito che la robusta attività economica e l'elevata spesa per l'anno elettorale potrebbero posticipare il primo calo fino a marzo o più tardi, nonostante la previsione di base indichi una riduzione a gennaio.

La rapidità del calo delle aspettative di inflazione e l'indicazione di una maggiore moderazione da parte della politica fiscale determineranno la riduzione dei tassi.

Al fine di evitare di creare ulteriori pressioni sui prezzi, la banca centrale potrebbe decidere di adottare un approccio cauto se la spesa pubblica continuerà a essere elevata in vista delle elezioni.

Tuttavia, Ramos ha affermato che la sostenibilità fiscale a lungo termine del Brasile va ben oltre gli obiettivi a breve termine e sarà garantita solo attraverso riforme strutturali in grado di migliorare la qualità della spesa e ampliare la base imponibile.

Di fronte a requisiti di spesa elevati, pressioni demografiche e spazio fiscale limitato, il governo ha una capacità limitata di perseguire una crescita inclusiva senza aumentare il debito.