La Germania accelera il reset del commercio con la Cina, mentre le restrizioni sulle terre rare si stringono
- Le posizioni politiche sono state pre-allineate con l'UE per rafforzare la posizione della Germania.
- I leader politici interni hanno lanciato una commissione per rivalutare il commercio con la Cina.
- Klingbeil incontrerà le aziende tedesche a Shanghai e successivamente continuerà le discussioni a Singapore.
La Germania ha lanciato una rinnovata spinta per stabilizzare le relazioni commerciali con la Cina in occasione dell'arrivo a Pechino del ministro delle Finanze Lars Klingbeil.
La sua visita arriva in un momento critico per la più grande economia europea, che è alle prese con l'escalation delle restrizioni all'esportazione dalla Cina, in particolare per quanto riguarda le terre rare essenziali per la sua base produttiva.
Con le catene di approvvigionamento industriali sotto pressione e l'allargamento dei divari commerciali, l'urgenza di Berlino di ricalibrare la sua politica nei confronti della Cina è ora in movimento.
La missione di Klingbeil riflette l'obiettivo più ampio della Germania di affermare il controllo sul suo futuro commerciale, evitando al contempo profonde interruzioni economiche.
Berlino cerca una nuova base tra i controlli sulle terre rare
La visita di Klingbeil in Cina segna una mossa strategica mentre la Germania tenta di contrastare la crescente pressione delle politiche di esportazione di Pechino.
È il primo membro del nuovo governo a guida conservatrice a compiere il viaggio, accompagnato dal presidente della Bundesbank Joachim Nagel e da alti rappresentanti del settore bancario e assicurativo.
La tappa principale del ministro è il dialogo finanziario tedesco-cinese a Pechino, un formato creato nel 2015 per sostenere il coordinamento economico bilaterale.
Gli ultimi colloqui arrivano mentre la Germania cerca di sfidare l'eccesso di capacità cinese in settori critici, tra cui l'acciaio e la mobilità elettrica, garantendo al contempo un accesso stabile a materie prime come le terre rare.
Prima della sua partenza, Klingbeil ha dichiarato a Berlino che tale accesso è vitale per proteggere i posti di lavoro e la produzione economica tedesca.
La stretta della Cina sulle esportazioni di terre rare ha suscitato preoccupazione in tutta Europa. Questi elementi sono fondamentali per la produzione di qualsiasi cosa, dalle parti automobilistiche ai dispositivi elettronici.
I rischi sono diventati più chiari in seguito alle recenti misure di controllo delle esportazioni di Pechino, che hanno avuto un impatto sulle linee di produzione tedesche e hanno messo in luce la fragilità delle attuali dipendenze dall'approvvigionamento.
Il coordinamento delle politiche prende forma a livello dell'UE
Per sostenere una risposta coesa, Klingbeil ha coordinato le posizioni politiche con i funzionari commerciali dell'UE prima di recarsi in Cina.
Poiché la Germania opera all'interno del quadro commerciale dell'Unione Europea, l'allineamento è essenziale per rafforzare l'influenza collettiva del blocco nei negoziati con Pechino.
La Commissione europea ha anche espresso preoccupazione per la crescente influenza della Cina attraverso il suo dominio nelle terre rare e nei materiali critici.
L'ultimo impegno diplomatico della Germania segnala un approccio più assertivo, in quanto spinge per una riforma sistemica del modo in cui l'UE interagisce con la Cina in materia di commercio e sicurezza industriale.
L'urgenza è cresciuta con l'evolversi delle controversie commerciali. Un esempio recente ha coinvolto i Paesi Bassi e il produttore di chip cinese Nexperia, aumentando il disagio per l'espansione del controllo della Cina sulle catene di approvvigionamento legate ai settori tecnologici europei.
Le pressioni interne spingono per un cambiamento strutturale
Il viaggio affronta anche le esigenze politiche interne. I legislatori tedeschi chiedono una revisione completa della dipendenza commerciale del paese dalla Cina.
Alcuni critici hanno accusato i precedenti governi guidati dai socialdemocratici di aver favorito un'eccessiva dipendenza dalle importazioni e dai mercati cinesi, lasciando la Germania vulnerabile agli shock esterni.
Giovedì, il parlamento tedesco ha nominato una commissione di esperti per rivalutare la politica commerciale nei confronti di Pechino.
Maximilian Butek, direttore esecutivo della Camera di commercio tedesca nella Cina orientale, ha affermato che le misure cinesi hanno causato quasi chiusure in alcuni settori produttivi.
Queste interruzioni hanno aumentato la pressione su Berlino per assicurarsi fonti diversificate di materie prime ed evitare future strozzature.
Jacob Gunter, responsabile dell'economia e dell'industria di Merics, ha osservato che solo interruzioni sostanziali possono costringere i leader a prendere le decisioni politiche necessarie.
Klingbeil guarda all'Asia oltre Pechino
Dopo i suoi incontri a Pechino, Klingbeil dovrebbe recarsi a Shanghai per confrontarsi con le imprese tedesche di medie dimensioni che operano nella regione.
Queste aziende sono state significativamente colpite da carenze di materiali e imprevedibilità degli scambi.
La sua ultima tappa sarà Singapore, dove sono previsti ulteriori colloqui come parte dello sforzo della Germania per ampliare le sue partnership economiche in tutta l'Asia.
Questo reset di approccio arriva mentre le esportazioni tedesche continuano a subire pressioni esterne, in parte legate ai cambiamenti del commercio globale innescati durante i dazi dell'era Trump e continuati dai riallineamenti geopolitici.
L'attenzione si sposta ora sulla capacità di Berlino di convertire questo impegno diplomatico in una bilancia commerciale e in una sicurezza durature.
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