Il Vietnam punta sulla lavorazione delle terre rare: una nuova legge limita le esportazioni per rafforzare l'industria interna

  • Il Vietnam approva una legge per inasprire i controlli sulle esportazioni di terre rare raffinate e riaffermare il divieto di esportazione di minerali grezzi.
  • Questa mossa è uno sforzo strategico per promuovere il settore della lavorazione nazionale e costruire una catena di approvvigionamento autosufficiente.
  • L'USGS ha abbassato la stima delle riserve di terre rare del Vietnam da 22 milioni a 3,5 milioni di tonnellate.

L'Assemblea Nazionale del Vietnam, giovedì, ha compiuto un passo significativo verso il rafforzamento del suo nascente settore interno di trasformazione delle terre rare approvando una legge rivista.

Questa nuova legislazione impone controlli più severi sull'esportazione delle terre rare raffinate, riaffermando definitivamente il divieto di lunga data sull'esportazione di minerale grezzo di terre rare.

Questa mossa è uno sforzo concertato per sostenere e coltivare un'industria nazionale che storicamente ha faticato a sfruttare appieno le vaste e sostanziali riserve di terre rare del Vietnam, stimate tra le più grandi al mondo.

Il governo sta favorendo una catena di approvvigionamento interna più solida e autosufficiente—essenziale per i settori globali dell'alta tecnologia e dell'energia verde—limitando le esportazioni di prodotti raffinati a valore aggiunto e mantenendo il divieto sul minerale non lavorato.

Questa strategia è pensata per mantenere i benefici economici associati, le competenze tecnologiche e la creazione di posti di lavoro derivanti dalla lavorazione delle terre rare all'interno del paese.

Rafforzare il settore della trasformazione nazionale

Il Vietnam possiede notevoli depositi di elementi di terre rare, secondo i dati dell'US Geological Survey (USGS).

Questi elementi sono fondamentali per numerose applicazioni high-tech, tra cui l'elettronica di consumo, i veicoli elettrici e la tecnologia della difesa.

Nonostante sia riconosciuto come possedente alcuni dei giacimenti più grandi al mondo, c'è stata una revisione significativa della stima ufficiale delle riserve vietnamite.

All'inizio di quest'anno, l'USGS ha drasticamente ridotto la valutazione delle riserve di terre rare del paese.

La stima è stata ridotta da una cifra iniziale di 22 milioni di tonnellate metriche a 3,5 milioni di tonnellate metriche.

Questa notevole revisione al ribasso, con una riduzione di oltre l'84%, evidenzia le complessità e le incertezze coinvolte nel rilevamento e quantificazione accurata delle risorse minerarie, anche in aree da tempo note per la loro abbondanza.

Questo cambiamento nella cifra ufficiale delle riserve ha importanti implicazioni per la pianificazione globale della catena di approvvigionamento e per la posizione strategica del Vietnam nel mercato dei minerali critici.

Sebbene il paese rimanga un attore chiave, i dati rivisti suggeriscono una base di risorse a lungo termine più ridotta di quanto si pensasse in precedenza.

Stime riviste delle riserve e contesto globale

Le attuali revisioni della legge sui minerali limitano indirettamente l'esportazione di terre rare raffinate.

Questo si ottiene imponendo che "la lavorazione profonda delle terre rare debba essere collegata all'istituzione di un ecosistema industriale moderno per migliorare la catena del valore nazionale e garantire l'autonomia."

L'Occidente globale sta cercando urgentemente fonti non cinesi per terre rare raffinate, componenti vitali nelle tecnologie moderne come i veicoli elettrici e le infrastrutture per le energie rinnovabili.

Questa spinta è una risposta diretta alla posizione dominante della Cina nella catena di approvvigionamento globale e ai controlli sulle esportazioni imposti da Pechino in aprile, che hanno aumentato le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e hanno evidenziato la vulnerabilità occidentale in questi settori sensibili.

Dato che il Vietnam attualmente dispone di quasi nessuna capacità di raffinazione, le sue restrizioni non avranno effetti immediati.

Lo sfruttamento delle riserve di terre rare è stato ostacolato da ostacoli normativi di lunga data, che impediscono sia alle aziende locali che ai collaboratori internazionali di accedervi.

Questo nonostante il divieto del paese di esportare minerali di terre rare, in vigore almeno dal 2021.

La nuova legge rafforza il divieto di esportazione dei minerali e sottolinea la necessità di un controllo rigoroso sulle "attività di esplorazione, sfruttamento e lavorazione."