Il titolo Nvidia è sceso di circa il 2% mentre l'incertezza cinese continua a detrarre il sentiment

Il titolo Nvidia è sceso di circa il 2% mentre l'incertezza cinese continua a detrarre il sentiment
Utkarsh Roshan
08 gen 2026, 17:24 PM
  • Nvidia cala mentre la Cina invia segnali contrastanti sulle importazioni di chip H200.
  • L'ottimismo verso le esportazioni è stato attenuato da segnalazioni di sospensioni agli ordini e revisioni regolatorie.
  • Gli investitori attendono chiarezza sulle approvazioni cinesi e sulle meccaniche delle licenze negli Stati Uniti.

Le azioni Nvidia sono scambiate in calo all'inizio di giovedì mentre gli investitori si confrontavano con segnali contrastanti e talvolta contraddittori su quanto il produttore dei chip sia vicino a riprendere le esportazioni del suo hardware di intelligenza artificiale verso la Cina.

Le azioni del colosso dei semiconduttori sono scese di circa il 2% a 185,05 dollari nelle contrattazioni di metà giornata.

Il titolo di Nvidia è diventato sempre più sensibile agli sviluppi legati alla Cina, dove la ripresa delle vendite rappresenta uno dei più significativi catalizzatori a breve termine per l'azienda.

Le speranze di esportazione della Cina affrontano nuove incertezze

L'ottimismo riguardo a una ripresa delle vendite cinesi cresceva dal mese scorso, quando il presidente Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione avrebbe permesso le spedizioni del chip H200 di Nvidia verso la Cina, a condizione che l'azienda conceda al governo USA una quota del 25% delle vendite.

L'annuncio ha sollevato le aspettative che una lunga siccità di entrate da parte della Cina possa presto attenuarsi.

Tuttavia, queste speranze sono state scosse questa settimana dopo che The Information ha riportato che le autorità cinesi avevano chiesto ad alcune aziende tecnologiche nazionali di smettere di effettuare nuovi ordini per i chip H200 di Nvidia.

Secondo il rapporto, i regolatori stanno valutando se i chip debbano essere effettivamente ammessi nel paese e in quali condizioni, suggerendo una pausa piuttosto che un rifiuto diretto.

Il rapporto ha aggiunto che Pechino è desiderosa di impedire alle aziende cinesi di accumulare chip prodotti negli Stati Uniti prima che venga presa una decisione regolatoria definitiva.

Approvazioni selettive in esame

A complicare ulteriormente il quadro, Bloomberg ha riportato giovedì che le autorità cinesi si stanno preparando ad approvare alcune importazioni dei chip H200 di Nvidia già da questo trimestre.

Secondo la proposta, si dice che i funzionari stiano valutando di consentire acquisti per usi commerciali selezionati, mantenendo però severe proibizioni sulle aree sensibili.

Secondo il rapporto, i chip sarebbero vietati all'uso da parte dell'esercito, delle infrastrutture critiche, delle agenzie governative sensibili e delle imprese statali, riflettendo le continue preoccupazioni di sicurezza.

Restrizioni simili sono state applicate in passato ad altri prodotti tecnologici stranieri, inclusi dispositivi Apple e chip di memoria Micron Technology.

Le richieste delle organizzazioni con restrizioni potrebbero ancora essere esaminate caso per caso, ha riportato Bloomberg, citando fonti a conoscenza della questione.

Huang assume un tono ottimista

Nonostante i rapporti contrastanti, l'Amministratore Delegato di Nvidia Jensen Huang ha mostrato un tono ottimista questa settimana durante un intervento alla fiera CES di Las Vegas.

Huang ha affermato che la domanda per il chip H200 è "molto alta" e che non si aspetta problemi importanti da parte del governo cinese.

Nvidia ha già ordinati più di due milioni di chip H200 a un prezzo di listino di circa 27.000 dollari ciascuno, il che implica circa 54 miliardi di dollari di potenziale ricavi, ha riportato Reuters in precedenza.

Tuttavia, in mezzo all'incertezza normativa, le autorità cinesi avrebbero chiesto ad alcune aziende tecnologiche di sospendere gli ordini mentre decidono quanti chip prodotti localmente dovrebbero acquistare.

Nvidia, da parte sua, avrebbe chiesto il pagamento anticipato completo degli ordini durante questo periodo di incertezza.

Huang ha riconosciuto che il processo ora dipende dai dettagli amministrativi piuttosto che da decisioni politiche di alto livello.

"Il presidente Trump ha già detto che gli H200 sono autorizzati all'esportazione, e ora dobbiamo passare in rassegna i meccanismi di tutto ciò," ha detto Huang.

"Una volta finito, aspetto che arrivino gli ordini d'acquisto."

Ha aggiunto che Nvidia non si aspetta alcuna dichiarazione pubblica formale da Pechino, suggerendo che l'approvazione sarebbe segnalata tramite il flusso di ordini piuttosto che annunci ufficiali.

"Impariamo tutto tramite gli ordini di acquisto. Non ci aspettiamo comunicati stampa o dichiarazioni importanti," ha detto Huang.

Alto rischio dopo shock politico passati

L'incertezza sottolinea quanto Nvidia sia esposta a cambiamenti improvvisi nelle politiche.

Lo scorso anno, l'azienda ha subito una riduzione delle scorte di 5,5 miliardi di dollari dopo che un improvviso divieto statunitense ha bloccato le vendite del suo chip H20 alla Cina, dimostrando quanto rapidamente i cambiamenti normativi possano tradursi in problemi finanziari.

L'H200, il secondo chip più avanzato di Nvidia, è molto più potente dell'H20, offrendo circa sei volte le prestazioni.

Per le aziende tecnologiche cinesi che cercano di costruire sistemi di intelligenza artificiale su larga scala, l'accesso all'H200 rappresenterebbe un salto significativo nelle capacità di calcolo.

Per ora, gli investitori sembrano aspettare segnali più chiari sia da Washington che da Pechino.

Finché non saranno definiti i meccanismi delle licenze e l'ambito delle approvazioni cinesi, il titolo di Nvidia probabilmente rimarrà volatile, riflettendo l'enorme potenziale di ricavi — e rischi politichi altrettanto elevati — legati al suo business in Cina.