Mercati asiatici contrastati: sorpresa di crescita in Cina, timori legati all'Iran

Mercati asiatici contrastati: sorpresa di crescita in Cina, timori legati all'Iran
Devesh Kumar
16 mar 2026, 05:13 AM
  • I dati cinesi superano le previsioni ma non riescono a trascinare i mercati asiatici nel complesso.
  • Il Nikkei scivola mentre lo yen debole e lo shock energetico alimentano i timori sulla crescita.
  • Il Kospi passa dai guadagni iniziali alle perdite mentre l'impennata del petrolio intacca il sentiment.

I mercati asiatici hanno aperto in gran parte in calo lunedì, mentre l'ombra della guerra in Iran e i prezzi elevati del petrolio hanno continuato a pesare sul sentiment.

Le interruzioni nelle rotte di navigazione nello strategico Stretto di Hormuz hanno mantenuto i prezzi del petrolio sopra i 100$ al barile, concentrando maggiormente i trader sul rischio inflazione.

Il sentimento di prudenza ha prevalso su alcuni segnali ottimistici, come i dati cinesi per gennaio-febbraio più forti del previsto, che hanno mostrato un aumento della produzione industriale del 6,3% su base annua, vendite al dettaglio in rialzo del 2,8% e investimenti in attività fisse cresciuti inaspettatamente dell'1,8%.

Nikkei 225 apre in rosso per il terzo giorno consecutivo

Tokyo ha fissato il tono per la regione, con il Nikkei 225 in calo dell'1,3% a 53.138,42 alla pausa di metà giornata e il più ampio Topix in perdita dello 0,7% a 3.602,71.

La svendita ha ora spinto il Nikkei a perdere oltre il 9% da quando, oltre due settimane fa, sono iniziati gli attacchi aerei statunitensi e israeliani sull'Iran.

Gli investitori si confrontano con la prospettiva di un periodo prolungato di costi energetici importati più elevati, uno yen più debole e una crescita più lenta in un'economia che resta fortemente esposta a shock esterni sui combustibili.

La discesa dello yen verso la soglia di 160 per dollaro ha aggiunto un ulteriore motivo di inquietudine, spingendo il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ad avvertire che il governo è pronto a intervenire con decisione nei mercati finanziari.

Seoul inizialmente ha fatto eccezione a quel clima regionale, con il Kospi che ha aperto in rialzo di 23,58 punti, ovvero lo 0,43%, a 5.510,82.

Il rialzo iniziale suggeriva acquisti d'occasione e una certa fiducia che le azioni coreane avessero già assorbito parte dello shock esterno, ma quell'ottimismo non si è mantenuto con il progredire delle contrattazioni.

Alle 11:20 (KST) il Kospi si era portato in territorio negativo, in calo di 7,53 punti, ovvero lo 0,14%, a 5.479,71, mentre investitori esteri e istituzionali vendevano i titoli pesanti del mercato e l'impennata del petrolio continuava a erodere il sentiment.

Cina e Hong Kong prudenti

Gli investitori della Cina continentale disponevano di dati domestici migliori rispetto alla maggior parte dei colleghi regionali, tuttavia i numeri non sono stati sufficienti a stimolare una convincente reazione risk-on.

Lo sfondo di mercato è rimasto dominato dalle preoccupazioni energetiche legate alla guerra e dalla possibilità che prezzi del petrolio più elevati pesino sui margini, sulla domanda e sulla flessibilità delle politiche in tutta l'Asia.

A Hong Kong l'Hang Seng è stato fiacco nelle prime contrattazioni di lunedì dopo il calo di 251 punti di venerdì, un avvio contenuto che riflette la stessa tensione diffusa nella regione.

Tuttavia, l'indice sta guadagnando qualche slancio al momento della pubblicazione, trattando intorno ai 25.753,08 punti, in rialzo dell'1,13% rispetto alla chiusura precedente.

Anche l'indice CSI 300 della Cina è rimasto sotto pressione, scambiando in calo dello 0,55% a 4.643,43 punti.

Apertura in calo per i principali indici indiani

I principali indici azionari indiani hanno aperto leggermente in rosso lunedì, in un contesto di segnali misti dai mercati globali.

Il Sensex è sceso di 106,92 punti, ovvero lo 0,14%, a 74.457,00, mentre il Nifty ha registrato un calo di 19,85 punti, ovvero lo 0,09%, a 23.131,25.

L'ampiezza del mercato è rimasta debole, con 980 titoli in rialzo, 1.656 in ribasso e 218 invariati.