Bollettino Europa: Borse in rialzo, vendite al dettaglio UK in calo

Bollettino Europa: Borse in rialzo, vendite al dettaglio UK in calo
Ananthu C U
24 mar 2026, 20:52 PM
  • Le borse europee avanzano nonostante i rischi legati al conflitto e dati economici deboli.
  • Le vendite al dettaglio nel Regno Unito crollano mentre la domanda dei consumatori si indebolisce sensibilmente.
  • Puig sale per i colloqui di fusione; Volkswagen valuta uno spostamento verso la difesa.

I mercati europei hanno chiuso in rialzo dopo una seduta volatile martedì, mentre gli investitori hanno fatto i conti con tensioni geopolitiche, mutati orientamenti sui tassi e una serie di sviluppi societari in diversi settori.

Pur mostrando resilienza, le azioni hanno risentito di dati economici deboli e di un'incertezza crescente che continuano a offuscare le prospettive più ampie.

Le azioni europee avanzano in mezzo alla volatilità geopolitica

I listini europei hanno chiuso in rialzo dopo una seduta movimentata, con lo STOXX Europe 600 in progresso dello 0,4% a 579,28 punti dopo essere sceso fino allo 0,7% in precedenza.

I rialzi sono stati trainati dai titoli delle telecomunicazioni e dell'energia, saliti rispettivamente del 2,5% e del 2,4%, mentre i titoli della difesa hanno perso l'1,1% e il comparto finanziario è scivolato dello 0,7%.

Il settore viaggi e tempo libero, sensibile alle dinamiche del prezzo del petrolio, è salito dello 0,1%.

I mercati sono stati sballottati da rapidi cambi di tono tra Washington e Teheran.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Washington ha già avuto "conversazioni molto, molto forti" con Teheran, sebbene funzionari iraniani abbiano smentito tali colloqui.

Lo Stretto di Hormuz, che trasporta un quinto del commercio petrolifero mondiale, è in gran parte chiuso da quando è iniziato il conflitto, mentre infrastrutture energetiche in Medio Oriente sono state prese di mira.

Le economie europee, fortemente dipendenti dalle importazioni di energia, si trovano ad affrontare maggiori rischi inflazionistici se le interruzioni delle forniture dovessero persistere.

I mercati stanno ora prezzando almeno due rialzi dei tassi da 25 punti base ciascuno della Banca Centrale Europea nel 2026, un netto cambio rispetto alle precedenti attese di politica stabile.

I dati economici hanno inoltre evidenziato la tensione.

La crescita del settore privato dell'area euro è rallentata bruscamente a marzo, mentre l'espansione della Germania si è indebolita e l'economia francese si è contratta al ritmo più rapido da ottobre.

Vendite al dettaglio nel Regno Unito in forte calo mentre la domanda dei consumatori si indebolisce

Nel Regno Unito l'attività al dettaglio è peggiorata nettamente, mettendo in luce la pressione sulla spesa delle famiglie.

I dati della Confederation of British Industry hanno mostrato che i volumi delle vendite al dettaglio sono diminuiti al ritmo più rapido da aprile 2020.

L'indicatore mensile della CBI è sceso a -52 a marzo da -43 a febbraio, con una prevista modesta ripresa a -49 ad aprile.

L'indagine, condotta tra il 25 febbraio e il 13 marzo, è coincisa con la fase iniziale del conflitto mediorientale.

"I rivenditori riferiscono che le deboli condizioni economiche continuano a pesare sulla spesa delle famiglie, con un'attività contenuta che è evidente anche nel più ampio settore della distribuzione", ha detto Martin Sartorius, Lead Economist della CBI.

Il conflitto ha spinto al rialzo i prezzi della benzina in Gran Bretagna, aumentando le preoccupazioni sull'inflazione.

Sebbene l'indagine non abbia attribuito direttamente il calo delle vendite al conflitto, ha rilevato un aumento delle pressioni sui costi per imprese e famiglie.

"Il conflitto in Medio Oriente - che rischia di alimentare pressioni sui prezzi e comprimere i bilanci delle famiglie - sottolinea la necessità che il governo intraprenda ulteriori azioni per ridurre il costo di fare impresa per le aziende di distribuzione", ha aggiunto Sartorius.

Puig vola sui colloqui di fusione con Estée Lauder

Le azioni di Puig sono salite del 12.9% dopo che Estée Lauder ha confermato colloqui su una potenziale fusione, riaccendendo l'interesse per un'operazione che potrebbe rimodellare il mercato globale della bellezza di prestigio.

L'entità combinata potrebbe generare intorno a $20 billion di vendite annue e portare a una valutazione implicita superiore a $40 billion.

Mentre Estée Lauder apporterebbe scala e ampiezza di marchi, Puig offre una crescita e una redditività recenti più solide.

Tuttavia, gli analisti restano divisi.

Citigroup ha evidenziato lo scetticismo degli investitori verso fusioni su larga scala, citando reazioni tiepide a operazioni precedenti.

Gli analisti guidati da Filippo Falorni hanno comunque affermato che la transazione potrebbe generare sinergie pari a circa il 5% delle vendite e portare a una crescita dell'utile per azione a due cifre nel primo anno.

Deutsche Bank ha adottato un atteggiamento più cauto, osservando che il prezzo delle azioni di Estée Lauder riflette il disagio degli investitori riguardo alla complessità dell'operazione.

Volkswagen esplora una svolta verso la difesa con il piano Iron Dome

Volkswagen è in trattative con Rafael Advanced Defence Systems per riconvertire il suo stabilimento di Osnabrück in Germania per produrre componenti per il sistema di difesa aerea Iron Dome, ha riportato il Financial Times.

Il piano mira a preservare i 2.300 posti di lavoro dello stabilimento mentre Volkswagen ristruttura le attività in un contesto di redditività in calo e crescente concorrenza.

Una persona a conoscenza delle discussioni ha detto che l'obiettivo era "salvare tutti, magari anche crescere".

La struttura produrrebbe componenti come camion, lanciamissili e generatori, mentre la produzione dei missili sarebbe effettuata separatamente.

La produzione potrebbe iniziare entro 12-18 mesi, subordinatamente all'approvazione dei lavoratori.

Le discussioni arrivano mentre l'Europa aumenta la spesa per la difesa, con la Germania che prevede oltre €500 billion di uscite entro la fine del decennio.

La mossa sottolinea un cambiamento più ampio tra i produttori che cercano di riconvertire capacità in eccesso verso la produzione militare.