S&P 500 e Dow Jones in calo mentre le tensioni con l'Iran oscurano le prospettive

S&P 500 e Dow Jones in calo mentre le tensioni con l'Iran oscurano le prospettive
Ananthu C U
24 mar 2026, 21:58 PM
  • Le azioni USA scendono mentre il petrolio sale e le tensioni con l'Iran pesano sul sentiment.
  • Rendimenti in aumento e dati deboli alimentano i timori di tassi più elevati per più tempo.
  • Guadagni del settore energetico; rischi sul credito e notizie su operazioni plasmano i movimenti di mercato.

Le azioni statunitensi hanno arretrato martedì, restituendo parte dei guadagni della seduta precedente mentre il rialzo dei prezzi del petrolio e l'incertezza sul conflitto in corso con l'Iran hanno appesantito il sentiment degli investitori. 

I mercati hanno faticato a trovare direzione tra segnali contrastanti sulla diplomazia e rischi geopolitici in escalation, mentre i rendimenti dei Treasury più elevati hanno esercitato ulteriore pressione.

L'S&P 500 è sceso dello 0,37% chiudendo a 6.556,37. 

Il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,18%, pari a 84,41 punti, a 46.124,06, mentre il Nasdaq Composite è sceso dello 0,84% a 21.761,89.

Rally del petrolio e geopolitica appesantiscono il sentiment

I mercati sono stati messi sotto pressione da un rinnovato balzo dei prezzi del greggio, mentre la guerra in Iran è entrata nella sua quarta settimana. 

Il Brent, benchmark globale, è salito del 4,55% chiudendo a $104,49 al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 4,79% a $92,35.

L'aumento dei prezzi dell'energia ha sostenuto il settore energetico, che è salito del 2% e ha continuato a essere l'unico settore dell'S&P 500 in territorio positivo nel mese, con guadagni superiori al 9%.

Gli sviluppi geopolitici sono rimasti fluidi. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Washington è “in trattative in questo momento” con l'Iran, aggiungendo che “l'altra parte, posso dirvelo, vorrebbe chiudere un accordo.” 

I suoi commenti precedenti su “conversazioni molto buone e produttive” avevano alimentato un rally nella seduta precedente, sebbene funzionari iraniani avessero negato colloqui diretti.

L'incertezza degli investitori si è intensificata mentre Israele e l'Iran hanno continuato a scambiarsi attacchi nonostante i segnali diplomatici. 

I rapporti secondo cui il Pentagono potrebbe schierare circa 3.000 truppe aggiuntive in Medio Oriente hanno aumentato i timori, pur mentre il Pakistan si è offerto di facilitare i colloqui.

La volatilità persiste tra timori su tassi e inflazione

I mercati hanno oscillato per tutta la seduta, riflettendo un contesto che gli analisti hanno descritto come altamente reattivo. 

Il rialzo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury ha rafforzato i timori di un regime di tassi 'più alti per più tempo'. 

Un'asta debole dei Treasury statunitensi biennali ha spinto i rendimenti al rialzo, aumentando la pressione sulle azioni.

I dati economici indicavano inoltre un rallentamento del ritmo di crescita. 

Un sondaggio ha mostrato che l'attività aziendale negli USA è scesa a un minimo di 11 mesi a marzo, poiché i maggiori costi energetici hanno inciso sui prezzi degli input.

Sviluppi societari e sul credito al centro dell'attenzione

Oltre alle preoccupazioni macro, gli sviluppi nei mercati societari e del credito hanno contribuito al tono cauto. 

I rischi legati al credito privato sono riemersi dopo notizie secondo cui Ares Management e Apollo Global Management hanno limitato i rimborsi nei loro fondi in mezzo a richieste di prelievo in aumento.

Tra i singoli titoli, Jefferies è salita dopo notizie secondo cui Sumitomo Mitsui Financial Group sta valutando una possibile acquisizione. 

Nel frattempo, le azioni di Estée Lauder sono calate dopo aver confermato colloqui di fusione con la spagnola Puig.

Nonostante la volatilità nel breve termine, permangono alcuni segnali di ottimismo. 

Barclays ha alzato il suo obiettivo per la fine del 2026 sull'S&P 500 a 7.650 da 7.400, citando aspettative di utili più robuste che potrebbero compensare i rischi macro.

Per ora, tuttavia, i mercati restano intrappolati tra l'incertezza geopolitica, l'aumento dei prezzi dell'energia e le mutate aspettative di politica monetaria, lasciando gli investitori in allerta per una proseguente volatilità.