Studio BCE: consumatori USA sopportano la maggior parte dei costi dei dazi

Studio BCE: consumatori USA sopportano la maggior parte dei costi dei dazi
Harsh Vardhan
30 mar 2026, 11:47 AM
  • La BCE afferma che i consumatori USA sopportano la maggior parte dei costi legati ai dazi.
  • I dazi colpiscono gli acquirenti statunitensi; gli esportatori trasferiscono solo una piccola quota.
  • Un aumento dei dazi del 10% riduce i volumi d'importazione di circa il 4,3%.

I consumatori statunitensi e gli importatori nazionali stanno sostenendo la maggior parte dell'onere finanziario derivante dai recenti dazi, mentre i volumi delle importazioni diminuiscono e i venditori esteri affrontano una domanda più debole, secondo una nuova analisi della Banca Centrale Europea pubblicata lunedì.

L'articolo della BCE nel suo Bollettino economico, riportato da Reuters, rileva che gli esportatori verso gli Stati Uniti trasferiscono solo una piccola quota dei costi daziari—smentendo le affermazioni secondo cui i venditori esteri avrebbero pagato la maggior parte del conto dopo che Washington ha imposto nuove tariffe lo scorso anno ai principali partner commerciali.

Consumatori e importatori subiscono l'impatto

Lo studio della BCE afferma che gli esportatori verso gli Stati Uniti assorbono solo una “piccola frazione” dei maggiori costi daziari, con la maggior parte dell'onere che ricade sugli importatori nazionali e sui consumatori finali.

I risultati suggeriscono che gli effetti dei dazi sono concentrati sul mercato statunitense, piuttosto che all'estero.

Il documento stima che attualmente i consumatori statunitensi sopportino circa un terzo dei costi totali dei dazi, una quota che potrebbe superare la metà nel tempo man mano che le imprese esauriscono la capacità di assorbire spese più elevate. Le aziende statunitensi, nel frattempo, potrebbero infine farsi carico di circa il 40% dell'onere a lungo termine.

I volumi delle importazioni calano con l'aumento dei dazi

Sebbene il colpo immediato ricada sugli acquirenti statunitensi, anche gli esportatori esteri stanno soffrendo per la domanda più debole.

La BCE stima che un aumento dei dazi del 10% riduca i volumi d'importazione di circa il 4,3%, mettendo in evidenza la sensibilità al prezzo del commercio transfrontaliero.

L'analisi aggiunge che anche quando le merci continuano a essere scambiate sotto regimi tariffari, i costi più elevati erodono comunque i volumi—comprimendo i margini dei venditori e aggravando catene di approvvigionamento già sotto pressione.

Implicazioni politiche più ampie

I risultati mettono in discussione le precedenti affermazioni secondo cui i dazi statunitensi avrebbero penalizzato principalmente i produttori esteri. Invece, la BCE conclude che nel breve termine i consumatori americani e le imprese importatrici assorbono la maggior parte del costo, mentre col tempo l'onere si sposta man mano che il potere di determinazione dei prezzi si aggiusta.

Per i responsabili politici e gli investitori, le evidenze rafforzano che i dazi agiscono in gran parte come una tassa domestica—limitando la domanda di importazioni e producendo effetti a catena nelle reti di fornitura globali.

Anche aumenti modesti dei dazi possono rallentare significativamente il commercio e spingere verso l'alto i costi per famiglie e imprese.