Dollaro sale su domanda da rifugio dopo avvertimento di Trump sull'Iran

Dollaro sale su domanda da rifugio dopo avvertimento di Trump sull'Iran
Harsh Vardhan
02 apr 2026, 10:31 AM
  • L'indice del dollaro sale a 99.925, chiude lo 0.3% in rialzo nella giornata.
  • Euro e sterlina scendono dello 0.3%; Aussie e kiwi calano di circa lo 0.6%.
  • Percorso dei tassi Fed e dati sull'occupazione al centro dell'attenzione mentre persiste il rischio in Medio Oriente.

Il dollaro è salito giovedì dopo che il presidente USA Donald Trump ha descritto l'Iran come "pazzo", attenuando le aspettative per un rapido cessate il fuoco che aveva brevemente annullato il calo di due giorni della valuta.

L'indice del dollaro è salito a un massimo di seduta di 99.925 prima di chiudere lo 0.3% più in alto a 99.86, dopo aver toccato in precedenza un minimo di tre settimane mentre gli investitori avevano temporaneamente prezzato la prospettiva di una fine a breve termine del conflitto.

Movimenti di mercato dopo le osservazioni di Trump sull'Iran

Trump ha detto che il conflitto "sta per finire" ma ha avvertito che gli attacchi aerei statunitensi continueranno per altre due-tre settimane.

I mercati hanno interpretato i commenti come un segnale che la guerra si intensificherà prima che si attenui, provocando una rapida inversione del sentimento di rischio.

L'euro e la sterlina sono scesi ciascuno di circa lo 0.3% rispetto al dollaro.

Il dollaro australiano è sceso di circa lo 0.6% a $0.6887 e il dollaro neozelandese è calato di una percentuale simile a $0.5719.

Lo yen giapponese è scivolato a 159.25 per dollaro, rimanendo sotto il livello di 160 che molti operatori considerano un potenziale trigger per un intervento delle autorità giapponesi.

Perché il dollaro è ricercato?

Il dollaro era inizialmente sceso all'inizio della settimana dopo segnali precoci di cessate il fuoco che avevano temporaneamente sostenuto l'appetito per il rischio, ma i successivi commenti di Trump hanno invertito quel movimento.

La stratega della Commonwealth Bank of Australia, Carol Kong, ha detto che i mercati stanno "cominciando a rendersi conto" che il conflitto "si intensificherà prima di attenuarsi", una dinamica che sostiene la domanda di dollaro come valuta rifugio.

Un direttore di Goldman Sachs ha affermato che il dollaro potrebbe continuare ad apprezzarsi rispetto a euro e yen mentre gli investitori prezzano un rallentamento più ampio della crescita economica globale.

Dati sull'occupazione e politica Fed al centro dell'attenzione

L'attenzione si sta concentrando sul rapporto sulle non-farm payrolls di marzo, con il consenso di mercato che indica 60.000 posti di lavoro aggiunti, secondo un sondaggio Reuters.

Anche una lettura più debole difficilmente sarebbe sufficiente per mantenere concretamente in agenda i tagli dei tassi della Federal Reserve, dato che i forti rincari del petrolio dovrebbero pesare sulla spesa dei consumatori e esercitare pressioni al rialzo sull'inflazione.

I verbali della riunione della Fed sono attesi questa settimana prima dei dati sulle payrolls.

Il posizionamento sui futures suggerisce che i trader si stanno riposizionando per un conflitto prolungato in Medio Oriente, un dollaro più forte e un calendario di dati che potrebbe rendere difficile per la Fed allentare la politica al suo prossimo incontro. L'S&P 500 è sceso dell'1.1% nella settimana.

Prospettive: il rischio sbilanciato a favore del dollaro

Il dollaro probabilmente resterà sensibile a qualsiasi sviluppo in Medio Oriente, con la domanda da rifugio che fornisce un sostegno finché il conflitto non mostra segnali chiari di risoluzione.

Nel breve termine, la combinazione di incertezza geopolitica e un fitto calendario di dati USA mantiene il bilancio dei rischi inclinato a favore del dollaro.