RBI procederà con la segnalazione delle negoziazioni offshore in rupia nonostante le resistenze del settore
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Acquistare protezione USD/INR NDF tramite esposizione lunga in INR nel breve-medio termine (es. comprare forward in INR / vendere forward in USD su orizzonti di 1–6 mesi). La mossa della RBI costringerà a maggiore trasparenza sui derivati in rupia offshore, restringendo il divario di pricing offshore–onshore e riducendo la volatilità guidata dal basis. Con la RBI già impegnata nello smobilizzo di grandi posizioni NDF speculative (~$40bn), un reporting migliorato dovrebbe comprimere ulteriormente lo sconto/premio NDF offshore rispetto ai forward domestici, sostenendo l'INR sul front end.
Rischio chiave: La RBI non riesce a ridurre effettivamente l'opacità offshore (ritardi nell'implementazione/conformità parziale), mantenendo ampio il basis offshore–onshore e alta la volatilità.
Vendere volatilità implicita sulle opzioni USD/INR (es. vendere straddle/strangle 1–3 mesi o ricevere vol tramite spread di opzioni). Maggiore reporting aumenta la trasparenza e dovrebbe attenuare i flussi a sorpresa che guidano la volatilità realizzata; l'obiettivo dichiarato della RBI è una migliore scoperta dei prezzi e meno volatilità derivante dalle dinamiche NDF offshore. Ci si può attendere una strategia di compressione della vol mentre il basis e l'incertezza di copertura diminuiscono.
Rischio chiave: I partecipanti offshore anticipano il nuovo regime (ritiro temporaneo della liquidità o corsa a coperture) causando un picco di volatilità che annulla il beneficio della trasparenza.
- La RBI prevede il reporting dei derivati offshore per migliorare la trasparenza dei prezzi della rupia.
- Le banche sollevano preoccupazioni legali e operative sulla condivisione transfrontaliera dei dati.
- L'influenza del mercato offshore e la volatilità spingono l'azione regolamentare.
L'India è pronta ad andare avanti con una proposta che richiede alle banche di segnalare le negoziazioni di derivati in rupia effettuate offshore, nonostante le obiezioni dei creditori, secondo due fonti a conoscenza della vicenda.
La misura mira ad aumentare la trasparenza in un mercato che ha contribuito alla volatilità della valuta nazionale.
In febbraio la RBI ha proposto che le banche rendano pubbliche le transazioni di derivati in valuta estera in rupia condotte a livello globale dalle loro entità correlate.
La banca centrale ritiene che tale reporting favorirebbe una scoperta dei prezzi più efficiente nei mercati valutari.
Secondo la proposta, i creditori dovrebbero condividere i dati su almeno il 70% di queste operazioni in derivati a partire da febbraio 2027.
Attualmente le banche domestiche devono segnalare tutte le operazioni in derivati, comprese quelle eseguite tramite uffici esteri.
Tuttavia le banche estere segnalano solo le operazioni condotte dalle loro unità basate in India, escludendo le transazioni offshore.
Parità di condizioni
La proposta della RBI è anche pensata per creare parità tra creditori indiani e stranieri.
Secondo una fonte a conoscenza del pensiero della banca centrale, la mancanza di trasparenza intorno alle negoziazioni offshore di non-deliverable forward ha complicato gli sforzi della RBI per gestire la rupia.
"Non c'era chiarezza su cosa fossero queste operazioni NDF, il che ha reso complicato il compito della RBI (di gestire la rupia)", ha detto la fonte, come riportato nel rapporto di Reuter.
Entrambe le fonti hanno parlato a condizione di anonimato in quanto non autorizzate a comunicare con i media.
La RBI non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
I mercati offshore esercitano notevole influenza
Il mercato forward offshore ha acquisito influenza sul tasso di cambio della rupia, in particolare dopo che la RBI ha consentito a banche e imprese indiane di partecipare in modo più attivo.
I dati della Bank for International Settlements indicano che le negoziazioni cross-border in rupia hanno raggiunto circa $60 billion in aprile 2025, rappresentando quasi i due terzi del turnover totale nel mercato dei forward outright.
La banca centrale ha recentemente adottato misure per limitare le operazioni che sfruttano le differenze di prezzo tra i mercati NDF offshore e i mercati forward domestici.
Queste posizioni erano stimate intorno a $40 billion.
Mercoledì il governatore della RBI, Sanjay Malhotra, ha dichiarato che tali operazioni avevano contribuito alla volatilità del mercato dei cambi.
Ha osservato che lo smobilizzo di queste posizioni ha aiutato la rupia a recuperare fino a quasi 92.50 per dollaro da un minimo storico di circa 95.
Banche sollevano problemi legali e operativi
Le banche estere hanno espresso forti riserve sulla proposta, citando potenziali conflitti con le normative nelle giurisdizioni in cui le negoziazioni offshore sono eseguite.
Due alti funzionari del tesoro direttamente informati sulle discussioni hanno affermato che la condivisione di tali dati potrebbe violare le norme di conformità locali.
Tuttavia, una fonte ha respinto l'argomento secondo cui i requisiti di reporting siano "extra-territoriali", affermando che le banche operanti in India non possono considerare gli obblighi di segnalazione legati alla rupia al di fuori della giurisdizione della RBI.
Rimangono sfide nell'attuazione
Anche se la RBI dovesse proseguire con il piano, l'implementazione potrebbe essere complessa.
I funzionari del tesoro hanno osservato che la segnalazione di transazioni effettuate in altri Paesi richiederebbe il coordinamento con più banche centrali, il che potrebbe risultare difficile.
I funzionari hanno rifiutato di essere identificati per mancanza di autorizzazione a parlare pubblicamente.
La proposta sottolinea gli sforzi più ampi della RBI per rafforzare la supervisione dei mercati valutari, sebbene possa incontrare ostacoli nel bilanciare gli obiettivi regolamentari con i vincoli di conformità globale.
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