Il crollo del 29% di Oracle è l'affare AI migliore a Wall Street?

Il crollo del 29% di Oracle è l'affare AI migliore a Wall Street?
Devesh Kumar
13 apr 2026, 08:09 AM

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Oracle (ORCL) — acquisto

Compra ORCL. I ricavi e la guidance stanno accelerando (target ricavi FY27 rivisto al rialzo; RPO fino a $553B), quindi la flessione del 29% è timore legato al sentiment/capex, non un collasso della domanda. La tesi: il backlog si trasformerà in ricavi per infrastrutture AI, e il mercato alla fine rivaluterà il titolo una volta che il capex/consumo di cassa si stabilizzerà e la traiettoria del free cash flow diventerà credibile. Il setup chiave è la dinamica del “rischio-rendimento cambiato” (pessimismo dopo il sell-off) unita allo slancio contrattuale.

Rischio chiave: Il capex e il consumo di cassa continuano a salire più rapidamente di quanto il backlog si converta in cassa, ritardando il free cash flow ben oltre la tolleranza del mercato e costringendo a ulteriore compressione dei multipli.

Oracle (ORCL) — vendita rispetto ai concorrenti

Vendi ORCL e acquista un paniere di peer di infrastrutture AI generatrici di cassa (es. MSFT/GOOGL) per valore relativo. L'argomento ribassista è di valutazione: ORCL si comporta come un costruttore di infrastrutture senza un significativo free cash flow fino agli anni 2030, quindi dovrebbe essere scambiata con uno sconto rispetto ai peer software a basso impiego di capitale. Se il mercato sta già prezzando l'“ambizione costosa”, il capex incrementale di ORCL non verrà premiato rispetto ai concorrenti che possono finanziare l'AI con una generazione di cassa più stabile.

Rischio chiave: La conversione da capex a cassa di ORCL migliora prima del previsto (il free cash flow vira), innescando una rivalutazione più rapida rispetto ai peer che chiude il gap di valutazione relativa.

  • Il titolo Oracle in calo del 29% da inizio anno mentre l'aumento della spesa per l'AI preoccupa gli investitori.
  • I ricavi balzano del 22%, ma l'aumento del capex e del debito pesa sul sentiment.
  • I rialzisti vedono un'opportunità AI, i ribassisti avvertono di ritorni in cassa ritardati.

Il brutale sell-off di Oracle nel 2026 costringe Wall Street a porsi una domanda più difficile rispetto al consueto riflesso di comprare sul ribasso.

Le azioni del colosso del cloud e dei database erano ancora in calo di circa il 29% da inizio anno al 31 marzo, anche dopo un breve rimbalzo.

Eppure il crollo non ha prodotto un consenso.

Al contrario, ha diviso gli analisti in due schieramenti: chi vede una rara opportunità per acquistare a sconto una grande espansione dell'AI, e chi ritiene che gli investitori stiano finalmente prezzando quanto possa essere costosa quella ambizione.

Azioni Oracle: cosa è andato storto?

La caduta di Oracle non è stata causata da un collasso della domanda.

A marzo la società ha riportato ricavi del terzo trimestre fiscale di 17,2 miliardi USD (circa 15 miliardi €), in aumento di circa il 22% rispetto all'anno precedente e superiori alle aspettative di Wall Street.

Oracle ha alzato il target di ricavi per l'esercizio fiscale 2027 a 90 miliardi USD (circa 78,5 miliardi €).

I suoi obblighi contrattuali residui (RPO) sono saliti a 553 miliardi USD (circa 482,4 miliardi €) nel trimestre, dopo essere stati 455 miliardi USD (circa 396,9 miliardi €) nel primo trimestre fiscale del 2026.

Apparentemente, non sono i numeri di un'azienda che sta perdendo slancio.

Il problema è ciò che gli investitori ora devono sopportare per ottenere quella crescita.

Oracle ha dichiarato di prevedere spese in conto capitale per il 2026 fiscale di 50 miliardi USD (circa 43,6 miliardi €), più del doppio dell'anno precedente, e a febbraio ha detto di pianificare di raccogliere 50 miliardi USD (circa 43,6 miliardi €) tramite debito e capitale per costruire maggiore capacità cloud.

A dicembre 2025 Oracle aveva già circa 100 miliardi USD (circa 87,2 miliardi €) di debito, e ad aprile gli investitori stavano ancora scrutando il bilancio in crescita e il consumo di cassa dell'azienda.

Il caso rialzista

Per i rialzisti, il sell-off è diventato un'opportunità.

JPMorgan ha promosso Oracle a Overweight a marzo con un target di prezzo di $210, sostenendo che il crollo del titolo abbia cambiato più il contesto che il business stesso.

Nella formulazione di Mark Murphy, il sell-off “drastico” o “severo” ha migliorato il rapporto rischio-rendimento perché il sentiment degli investitori è passato dalla fiducia al pessimismo.

Questo è importante perché Oracle è ancora una delle poche società che cercano di costruire infrastrutture AI su scala reale al di fuori dei leader del cloud.

L'argomento rialzista si basa anche sul portafoglio ordini. Il libro contrattuale di Oracle è esploso, con l'RPO che è salito da $455 billion 455 miliardi USD (circa 396,9 miliardi €) a $553 billion 553 miliardi USD (circa 482,4 miliardi €) tra settembre 2025 e marzo 2026.

Il caso ribassista

Il caso ribassista è più semplice e probabilmente più facile da comprendere per gli investitori retail.

Anche se Oracle avesse ragione sulla domanda, il percorso da qui a rendimenti attraenti per gli azionisti potrebbe essere lungo e disordinato.

L'analista di Melius Ben Reitzes ha declassato il titolo a Hold con target $160 a febbraio, sostenendo che una società senza un significativo free cash flow fino agli anni 2030 dovrebbe essere valutata più come un costruttore di infrastrutture che come una società software.

È un avvertimento netto perché i titoli software di solito comandano multipli premium proprio perché sono a bassa intensità di capitale e generano cassa.