Bessent vede l'inflazione in calo nonostante la guerra, chiede tagli della Fed

Bessent vede l'inflazione in calo nonostante la guerra, chiede tagli della Fed
Utkarsh Roshan
14 apr 2026, 17:36 PM

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Tassi a breve termine (2Y/5Y)

Acquistare duration dei titoli del Tesoro USA: posizioni long sui Treasury 2Y e 5Y (es. UST 2Y futures e UST 5Y futures). Il messaggio di Bessent è un raffreddamento dell'inflazione core nonostante il rischio legato all'Iran, e spinge per tagli della Fed; i verbali della Fed restano comunque orientati ai tagli come scenario di base. Se Warsh accelerasse una virata accomodante, il mercato rivede al ribasso i tassi terminali e anticipa un percorso di tagli più rapido.

Rischio chiave: Una ri-accelerazione dell'inflazione core guidata dal petrolio costringerebbe la Fed ad aumentare i tassi o a posticipare i tagli, facendo salire i rendimenti e provocando severe perdite sulle posizioni di duration.

USD vs. shock petrolifero

Vendere USD (posizione long su EURUSD o long su put DXY). Se l'inflazione si raffredda e la Fed taglia, il differenziale dei tassi si comprime; questa è la reazione diretta. Il fattore critico è di secondo ordine: una domanda sostenuta di petrolio che non si traduce in inflazione core indebolisce comunque il dollaro tramite rendimenti reali più bassi, anche se l'inflazione complessiva resta volatile.

Rischio chiave: Il petrolio si trasmette all'inflazione core e la Fed resta restrittiva, rafforzando il dollaro tramite rendimenti reali più elevati.

  • Bessent fiducioso che l'inflazione scenderà, esorta la Fed a tagliare i tassi.
  • I verbali della Fed mostrano un crescente sostegno a possibili aumenti dei tassi.
  • Il conflitto con l'Iran ha introdotto nuova incertezza nelle prospettive economiche.

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato martedì di rimanere fiducioso che l'inflazione core negli Stati Uniti continuerà ad attenuarsi nonostante la guerra in corso con l'Iran.

Bessent ha inoltre ribadito la sua richiesta che la Federal Reserve riduca i tassi d'interesse.

Parlando delle prospettive economiche, Bessent ha riconosciuto che i responsabili della Federal Reserve potrebbero preferire valutare l'impatto in evoluzione del conflitto prima di apportare modifiche alla politica monetaria.

Allo stesso tempo, ha manifestato sostegno a una transizione nella leadership della banca centrale, affermando che avrebbe senso che Kevin Warsh — il candidato del presidente Donald Trump alla presidenza della Federal Reserve — sovrintendesse la prossima fase della politica monetaria.

Riguardo alla possibilità che l'attuale presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, resti nel ruolo se la nomina di Warsh dovesse essere ritardata, Bessent ha detto: «Vogliamo Kevin Warsh il prima possibile.»

Le dichiarazioni patrimoniali di Warsh attirano l'attenzione

La nomina di Warsh ha attirato ulteriore attenzione dopo la pubblicazione delle sue dichiarazioni patrimoniali, che indicano che la sua ricchezza personale supera significativamente quella dei recenti presidenti della Federal Reserve.

Secondo i documenti, Warsh detiene attività valutate tra $131 milioni e $209 milioni, con ulteriori partecipazioni per centinaia di milioni attribuite a sua moglie, Jane Lauder.

Ciò colloca il suo patrimonio netto molto al di sopra di quello di Powell, la cui dichiarazione più recente per il 2025 ha indicato attività tra $19 milioni e $75 milioni.

Warsh ha anche dichiarato di aver ricevuto $10 milioni di dollari di reddito per il suo ruolo di consulente per l'investitore Stanley Druckenmiller, una posizione che ha definito il suo 'day job'.

Inoltre ha dichiarato circa $3 milioni di dollari di reddito derivanti dalla sua attività accademica presso la Hoover Institution di Stanford e da incarichi con diverse società di Wall Street.

I verbali della Fed mostrano un divario crescente sulla traiettoria dei tassi

Sebbene Bessent abbia espresso fiducia nel calo dell'inflazione, i verbali della riunione della Federal Reserve del 17–18 marzo suggeriscono un dibattito interno più complesso tra i responsabili delle politiche.

Un numero crescente di funzionari ha indicato che potrebbero essere necessari aumenti dei tassi d'interesse se l'inflazione dovesse continuare a superare l'obiettivo del 2% della banca centrale, in particolare alla luce delle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto.

«Alcuni partecipanti hanno ritenuto che esistesse un forte argomento per una descrizione a due vie delle future decisioni sui tassi di interesse del (Federal Open Market) Committee… riflettendo la possibilità che aggiustamenti al rialzo… potessero essere appropriati se l'inflazione dovesse rimanere sopra i livelli target», si legge nei verbali.

La guerra aggiunge incertezza alle prospettive di inflazione e crescita

Il conflitto, che è peggiorato il 28 feb., ha introdotto nuova incertezza nelle prospettive economiche, in particolare attraverso il suo impatto sui prezzi del petrolio.

Secondo i verbali, «molti partecipanti hanno segnalato il rischio che l'inflazione rimanga elevata più a lungo del previsto in presenza di un aumento persistente dei prezzi del petrolio».

I funzionari hanno inoltre espresso preoccupazione che aumenti sostenuti dei costi energetici possano riversarsi nelle tendenze inflazionistiche più ampie e spostare le aspettative d'inflazione a lungo termine.

«Costi degli input più elevati sarebbero più propensi a trasmettersi all'inflazione core», hanno osservato i verbali, aggiungendo che il progresso verso l'obiettivo del 2% della Fed potrebbe essere più lento del previsto.

Nonostante questi rischi, la Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento stabile nella fascia 3,50%–3,75% a marzo, pur mantenendo indicazioni orientate verso futuri tagli dei tassi.

La «maggior parte dei partecipanti» continuava a considerare le riduzioni dei tassi come parte del loro scenario di base, soprattutto se il conflitto dovesse persistere.

Hanno avvertito che una guerra prolungata potrebbe indebolire le condizioni del mercato del lavoro, ridurre il potere d'acquisto delle famiglie e frenare la crescita globale.