L'oro vicino al massimo di due settimane: i dati sul lavoro deboli possono far salire i prezzi?
Sentiment IA: 68/100 Rialzista
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Posizionarsi long su XAU/USD in vista del dato sui payrolls, puntando a una spinta oltre $4,882 e verso $5,000. Il setup riflette un mercato che bilancia le speranze di tagli dei tassi con la domanda di sicurezza; dati sul lavoro deboli rafforzerebbero le aspettative di allentamento della Fed, indebolirebbero il dollaro e i rendimenti dei Treasury, sostenendo le offerte di rifugio sull'oro. Il supporto tecnico chiave è mantenuto sopra la media a 20 giorni e circa $4,695.
Rischio chiave: Un risultato dei payrolls molto superiore alle attese ritarderebbe i tagli della Fed e rafforzerebbe dollaro e rendimenti reali, limitando l'oro sotto $4,882.
Vendere l'indice del dollaro USA (DXY) prima dei payrolls. L'articolo segnala il supporto all'oro derivante da un dollaro più debole; dati sul lavoro deboli potrebbero estendere quel movimento rafforzando le aspettative di tagli. Se il DXY scendesse, l'oro riceverebbe un'ulteriore spinta oltre il canale diretto dei tassi.
Rischio chiave: I payrolls sorprendono al rialzo, costringendo il mercato a prezzare meno tagli e generando un forte rimbalzo del DXY.
- L'oro si stabilizza vicino a un massimo di due settimane mentre i trader attendono il segnale dai payrolls USA.
- Dollaro più debole e prezzi del petrolio inferiori limitano le perdite prima delle indicazioni della Fed.
- Le tensioni in Medio Oriente mantengono ferma la domanda da rifugio e supportano i guadagni settimanali.
L'oro è rimasto praticamente invariato venerdì, attestandosi vicino a un massimo di due settimane mentre gli investitori attendevano i dati sul mercato del lavoro statunitense che potrebbero fornire il segnale più chiaro finora sulla traiettoria della politica della Federal Reserve.
Un dollaro più debole e prezzi del petrolio inferiori hanno limitato la pressione al ribasso, mentre le tensioni persistenti in Medio Oriente hanno continuato a sostenere la domanda di beni rifugio.
Il metallo era inoltre diretto verso il terzo guadagno settimanale consecutivo, riflettendo un mercato ancora diviso tra due forze in competizione: le attese sui tassi di interesse negli USA e la domanda di sicurezza mentre i rischi geopolitici restano elevati.
I trader sono ora concentrati sul report di aprile sui salari non agricoli (non-farm payrolls), che potrebbe rimodellare le aspettative su quando la Fed potrebbe iniziare ad allentare la politica monetaria.
Jobs data in focus
I mercati si attendono un aumento dei payrolls statunitensi di circa 62.000, in netto calo rispetto ai 178.000 di marzo, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare al 4.3%.
I numeri sono rilevanti perché alimenteranno direttamente il dibattito sul fatto che l'economia statunitense si stia raffreddando a sufficienza da convincere la Fed a considerare tagli ai tassi entro la fine dell'anno.
Per l'oro, le implicazioni di policy sono dirette.
Tassi di interesse più elevati tendono a pesare sul metallo perché l'oro non offre rendimento, risultando meno attraente quando i ritorni su cash e obbligazioni sono elevati.
Al contrario, dati sul lavoro più deboli delle attese potrebbero rafforzare il caso per tagli ai tassi, mettere pressione sul dollaro e sui rendimenti dei Treasury e offrire nuovo supporto ai prezzi dell'oro.
Un rapporto più forte, invece, potrebbe avere l'effetto opposto.
Se i payrolls sorprendessero al rialzo, gli investitori potrebbero posticipare le attese di allentamento della Fed, rafforzando il dollaro e limitando i guadagni del metallo.
Questo ha lasciato il mercato in una fase di stallo, con i trader riluttanti a inseguire i prezzi al rialzo prima dei dati.
Dollar, oil and geopolitics
Il tono più debole del dollaro è stato un supporto importante per l'oro questa settimana.
Poiché il metallo è quotato in valuta statunitense, un dollaro più debole lo rende più economico per gli acquirenti che operano con altre valute e può sostenere la domanda anche quando l'appetito per il rischio migliora.
I prezzi del petrolio, nel frattempo, si sono allentati rispetto ai recenti picchi, riducendo parte dell'ansia inflazionistica immediata che si era accumulata nei mercati globali.
Prezzi dell'energia più bassi possono attenuare le aspettative di una ripresa delle pressioni sui prezzi, il che a sua volta può ridurre l'urgenza per gli investitori di ricorrere all'oro come copertura contro l'inflazione.
Anche così, i rischi geopolitici restano ben presenti.
Nuove tensioni attorno allo Stretto di Hormuz hanno mantenuto i mercati vigili sulla possibilità di ulteriori interruzioni in un corridoio energetico chiave.
Questo contesto ha impedito qualsiasi forte correzione dell'oro, con gli acquisti da rifugio che continuano a compensare la pressione derivante dal mutare delle aspettative sui tassi.
Levels to watch
Da un punto di vista tecnico, l'oro resta sopra la sua media mobile semplice a 20 giorni e sulla banda centrale di Bollinger vicino a $4,695, suggerendo che la struttura nel breve termine è ancora costruttiva.
Il momentum sembra moderatamente positivo, con l'indice di forza relativa attorno a 52.
Allo stesso tempo, l'indice direzionale medio si trova intorno a 20, sotto il livello 25 spesso associato a una tendenza più forte.
Ciò suggerisce che l'attuale movimento rialzista rimane intatto, ma manca di forte convinzione. Una resistenza iniziale è vista vicino a $4,882, seguita dal livello psicologico di $5,000.
Al ribasso, i supporti sono concentrati intorno a $4,695 e poi $4,509, con un piano di supporto più importante vicino a $4,335.
Per ora, l'oro sembra destinato a prendere la sua prossima direzione chiara dal report sui payrolls USA e da ciò che questo implica per la Fed, il dollaro e i rendimenti reali.
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