L'oro torna vicino ai massimi di due mesi: il PPI può scatenare una spinta oltre $4,500?

Sentiment IA: 74/100 Rialzista
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L'oro si sta consolidando vicino ai massimi di due mesi dopo il raffreddamento dell'IPC e l'aumento delle probabilità di tagli dei tassi. Se il PPI di luglio risulterà più debole, confermerà che l'inflazione lungo la filiera sta diminuendo, spingendo verso il basso i rendimenti dei Treasury e il dollaro — un classico vento a favore per l'oro. I flussi verso gli ETF sono in aumento da cinque sedute consecutive, a sostegno del movimento oltre la sola copertura delle posizioni corte. Obiettivo: una spinta sostenuta oltre i $4,500 (ostacolo: media mobile a 200 giorni).
Rischio chiave: Un PPI di luglio più forte del previsto che aumenti rendimenti e dollaro e distrugga la narrativa della "Fed ferma".
Effetto di secondo ordine: una rottura confermata dell'oro solitamente anticipa l'appetito per il rischio all'interno del comparto aurifero. Se l'oro supera i $4,500, i miner (GDX) tendono a sovraperformare perché i margini si espandono con prezzi dell'oro realizzati più elevati e gli investitori ruotano dall'oro fisico verso esposizioni azionarie con leva. Ciò corrisponde anche al segnale dell'articolo di "rinnovata domanda d'investimento", che spesso si manifesta prima nell'oro e poi nei miner.
Rischio chiave: L'oro crolla dopo il PPI (o se i rendimenti schizzano), causando una revisione al ribasso più rapida delle valutazioni dei miner rispetto all'oro.
- L'oro resta sopra $4,400 mentre i trader attendono oggi il rapporto sui prezzi alla produzione USA.
- Il raffreddamento dell'inflazione riduce le probabilità di rialzi Fed mentre l'oro resta vicino a un massimo di due mesi.
- L'oro punta a $4,500 mentre i flussi verso gli ETF e le aspettative di tassi più morbide sostengono la domanda.
Giovedì l'oro si è stabilizzato vicino a un massimo di due mesi, mentre gli investitori hanno fatto una pausa dopo un rally di quattro sedute e aspettavano i dati sui prezzi alla produzione USA per capire se l'inflazione stia rallentando a sufficienza da lasciare la Federal Reserve ferma a settembre.
L'oro spot è rimasto quasi invariato intorno a $4,409 l'oncia nelle prime negoziazioni, dopo essere salito brevemente di circa l'1% al livello più alto dal 5 giugno.
I futures statunitensi con scadenza dicembre si aggiravano intorno a $4,467. Il metallo ha guadagnato nettamente dall'inizio di agosto, favorito da dati sul mercato del lavoro più deboli, da un outlook sui tassi meno aggressivo e da una rinnovata domanda d'investimento.
Il rimbalzo post-CPI si arresta in attesa del prossimo test sull'inflazione
Il rapporto sui prezzi al consumo di mercoledì ha dato ai riallisti dell'oro un altro motivo per restare attivi. L'IPC USA è salito dello 0,1% a luglio e del 3,4% su base annua, in calo dal 3,5% di giugno.
L'inflazione core è aumentata dello 0,2% su base mensile e si è attestata al 2,5% su base annua.
I dettagli sono stati anch'essi relativamente benigni. I costi dell'abitazione (shelter) sono aumentati solo dello 0,1% e i prezzi dell'energia sono scesi dell'1,5% a luglio, contribuendo a contenere l'aumento mensile dell'indice complessivo.
Ciò ha ridotto la probabilità implicita dal mercato di un rialzo dei tassi a settembre a circa il 40%, rispetto a circa il 54% della settimana precedente.
Tassi attesi più bassi tendono a sostenere l'oro perché riducono il costo opportunità di detenere un'attività che non rende interessi.
L'analista di KCM Trade Tim Waterer interpreta la pausa di giovedì come una fase di consolidamento dopo l'avanzata guidata dall'IPC, più che come un'inversione di sentiment.
Secondo lui i trader vogliono una conferma dai prezzi alla produzione prima di incrementare aggressivamente le posizioni.
Il PPI potrebbe decidere se l'oro sfiderà i $4,500
Il Bureau of Labor Statistics pubblicherà i prezzi alla produzione di luglio alle 8:30 ET di giovedì. A giugno il PPI era sceso dello 0,3% rispetto al mese precedente ma risultava ancora in aumento del 5,5% su base annua.
Una lettura più debole di luglio rafforzerebbe l'idea che l'inflazione lungo la filiera stia calando e potrebbe indebolire ulteriormente le aspettative di un aumento dei tassi a settembre.
Un dato più forte complicherebbe l'operazione spingendo potenzialmente i rendimenti dei Treasury e il dollaro più in alto.
Anche lo slancio tecnico sta diventando più importante dopo il rapido rimbalzo dell'oro.
Gli analisti di Saxo Bank vedono la media mobile a 200 giorni, intorno a $4,500, come il prossimo ostacolo principale dopo che l'oro ha superato l'area dei $4,200.
Le posizioni in ETF garantiti dall'oro sono aumentate per cinque sedute consecutive fino a un massimo di sei settimane, segnalando una rinnovata domanda da parte degli investitori piuttosto che un rally trainato esclusivamente da coperture di posizioni corte.
La geopolitica sostiene un livello minimo per l'oro
La storia sui tassi non è l'unica fonte di supporto per l'oro. I negoziati tra USA e Iran restano bloccati, mantenendo elevata la domanda di asset difensivi anche dopo il rally guidato dall'inflazione.
La stessa tensione geopolitica può però avere effetti opposti.
Se una disruption spingesse significativamente al rialzo i prezzi dell'energia, la pressione inflazionistica rinnovata potrebbe alla fine rafforzare l'argomento a favore di una politica monetaria più restrittiva.
Per ora, l'equilibrio resta favorevole. L'oro Comex ha chiuso mercoledì a $4,408.90, segnando il quarto guadagno consecutivo e la chiusura più alta dal 4 giugno.
La domanda successiva è se il PPI convalidi il segnale dell'IPC. Se lo facesse, una rottura sostenuta oltre i $4,500 diventerebbe un obiettivo più credibile e non solo una possibilità tecnica.

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