L'oro oltre i $4.500 se i dati sul lavoro Usa azzerano le scommesse su un rialzo?

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Acquistare oro. L'articolo segnala un'insolita sensibilità alle scommesse su un rialzo a settembre: una stampa delle payrolls più debole del previsto ridurrebbe le probabilità di un aumento dei tassi, abbassando il dollaro e i rendimenti dei Treasury — venti favorevoli diretti per un asset che non paga rendimenti. Anche le banche centrali sono ancora acquirenti netti (289 tonnellate nel Q2), offrendo un supporto nei cali.
Rischio chiave: Le payrolls risultano forti, rilanciando le probabilità di un rialzo a settembre e spingendo al rialzo il dollaro e i rendimenti dei Treasury, schiacciando il rally dell'oro sensibile ai tassi.
Vendere argento rispetto all'oro. L'articolo mostra che l'argento è già in ritardo (in calo venerdì) mentre l'oro è sostenuto dalla domanda delle banche centrali e dalle aspettative sui tassi. Se i dati sul lavoro spostassero le attese verso una politica più restrittiva, l'argento tende a sottoperformare perché è più sensibile all'andamento economico e meno sostenuto dagli stessi acquisti ufficiali stabili.
Rischio chiave: L'argento recupera terreno in caso di un ampio movimento di avversione al rischio o di un forte rally guidato dall'oro che trascina anche l'argento verso l'alto.
- L'oro si mantiene intorno a $4,477 mentre le payrolls Usa sono al centro delle attese per la politica della Fed.
- Waller raffredda le scommesse su un rialzo di settembre dopo nuovi segnali di disinflazione.
- Gli acquisti delle banche centrali e i rischi in Medio Oriente mantengono un supporto ai prezzi dell'oro.
L'oro si è stabilizzato vicino a $4,477 l'oncia venerdì, mantenendo gran parte del forte rimbalzo di giovedì mentre gli investitori attendevano i dati sull'occupazione Usa che potrebbero rimodellare le aspettative per la riunione della Federal Reserve di settembre.
L'oro spot è rimasto pressoché invariato a $4,477.10 l'oncia nelle prime contrattazioni asiatiche ed era diretto verso un modesto guadagno settimanale. I futures sull'oro Usa di dicembre sono scesi dello 0,4% a $4,522.60.
Il metallo è salito di circa il 2% giovedì dopo che il governatore della Fed Christopher Waller ha segnalato che potrebbe sostenere il mantenimento dei tassi invariati se i dati sull'inflazione in arrivo continuassero a mostrare progressi.
I dati sui payrolls al centro delle prospettive per la Fed
Il rapporto sull'occupazione di venerdì è il test immediato per il mercato dell'oro perché il mercato è diventato insolitamente sensibile a piccoli spostamenti nelle aspettative sui tassi.
I futures sui Fed funds implicano circa il 50% di probabilità di un rialzo a settembre, in calo rispetto a circa il 63% prima delle osservazioni di Waller, secondo i dati del CME.
Gli economisti prevedono un aumento delle nonfarm payrolls di circa 56.000 ad agosto, mentre la disoccupazione dovrebbe restare al 4,1%.
Waller ha detto che l'inflazione è ancora al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed, ma i dati recenti suggeriscono che il processo di disinflazione potrebbe essersi riavviato.
Ha indicato che un ulteriore progresso favorirebbe il mantenimento dei tassi invariati, mentre una lettura dell'inflazione più calda potrebbe ancora giustificare una politica monetaria più restrittiva.
Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank, ha detto a FXStreet che l'oro resta molto sensibile ai cambiamenti nelle aspettative per la riunione della Fed di settembre perché i policy maker offrono poche indicazioni prospettiche ferme.
Un rapporto sulle payrolls più debole del previsto potrebbe quindi sostenere l'oro riducendo la probabilità di un altro rialzo dei tassi. Un rapporto più forte potrebbe invece riaccendere la pressione sul dollaro e sui rendimenti dei Treasury sul metallo che non paga rendimenti.
La domanda delle banche centrali sostiene l'oro
Il quadro più ampio della domanda resta uno dei principali ammortizzatori dell'oro contro un ritracciamento più profondo.
Il World Gold Council ha detto che le banche centrali hanno comprato un netto di 289 tonnellate nel secondo trimestre, in aumento del 62% rispetto a un anno prima e il totale più alto per un secondo trimestre di sempre. La Polonia ha guidato gli acquisti segnalati, mentre la Cina ha aumentato le sue riserve.
Questa domanda è diventata sempre più importante mentre gli investitori discutono se l'oro possa mantenere livelli elevati dopo un anno volatile.
Il World Gold Council prevede che le banche centrali resteranno acquirenti significativi nella seconda metà dell'anno, anche se gli acquisti annuali potrebbero risultare inferiori ai livelli del 2025.
Gli analisti di HSBC, citati da FXStreet, hanno detto che la Fed potrebbe essere riluttante ad inasprire nuovamente la politica se i maggiori costi energetici non si trasmettono all'inflazione core.
Questo scenario eliminerebbe uno dei maggiori ostacoli nel breve termine per l'oro.
I rischi geopolitici restano una componente del mercato dell'oro
La domanda di beni rifugio resta sullo sfondo anche perché il conflitto USA-Iran mantiene i prezzi del petrolio elevati e rende gli investitori cauti rispetto a un nuovo aumento della pressione inflazionistica.
Il rimbalzo dell'oro di giovedì è avvenuto insieme a rendimenti dei Treasury più bassi e a un dollaro più debole, rafforzando la sensibilità del metallo sia alla politica monetaria sia al rischio geopolitico.
Il contratto front-month sull'oro ha chiuso a $4,491.70 giovedì.
Altri metalli preziosi sono risultati più deboli venerdì. L'argento spot è sceso dello 0,3% a $66.78 l'oncia ma è rimasto in rotta per un guadagno settimanale. Il platino è calato dello 0,8% a $1,811.28, mentre il palladio è scivolato dello 0,4% a $1,415.75.

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