Riciclatori di alluminio: impatto EU ETS, rame vicino ai record
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Acquistare: esposizione al rame tramite futures/ETC (ad es., i futures sull'United States Copper Index o un ETC sul rame come WisdomTree Copper). Il rame è vicino ai massimi storici grazie alla forte domanda per elettrificazione/energie rinnovabili e ai vincoli di offerta: un rallentamento delle importazioni cinesi di minerale e le perturbazioni nello Stretto di Hormuz che limitano l'acido solforico, peggiorando la lavorazione del minerale. La geopolitica è un rischio, ma il mercato sta scontando principalmente i fondamentali.
Rischio chiave: Un rapido ritorno alla normalità del traffico marittimo in Medio Oriente e una ripresa delle importazioni cinesi di minerale potrebbero alleviare rapidamente la stretta dell'offerta fisica, compromettendo i fondamentali rialzisti.
Vendere: esposizione verso riciclatori/raffinatori europei di alluminio tramite posizioni short su società di riciclo dell'alluminio (o, se non è possibile vendere allo scoperto singole azioni, shortare un ETF collegato all'alluminio come l'iShares MSCI Global Metals & Mining Producers ETF). La riforma EU ETS modifica le regole su benchmark e allocazione gratuita e utilizza benchmark di riserva per il riciclo/la raffinazione, probabilmente aumentando i costi del carbonio senza consentire ai produttori di trasferirli sui prezzi perché l'alluminio è quotato a livello globale. Ciò comprime i margini e può spingere il riciclo fuori dalla filiera.
Rischio chiave: La riforma EU ETS si dimostra più generosa del previsto (maggiore allocazione gratuita o trattamento migliore dei benchmark), per cui i margini del riciclo si mantengono e la compressione dei costi non si realizza.
- I tagli ai benchmark EU ETS potrebbero aumentare i costi del 34% per i riciclatori di alluminio.
- Norman Liebke: rischio per la redditività poiché i costi non possono essere trasferiti agli acquirenti.
- Thu Lan Nguyen: il rame si avvicina ai record, i vincoli di offerta forniscono supporto.
I produttori europei di alluminio si preparano a un forte aumento dei costi mentre l'Unione Europea si appresta a rivedere il suo Emissions Trading System (EU ETS).
La riforma, pensata per concedere alle imprese più tempo per decarbonizzare, include modifiche ai valori di benchmark che determinano l'allocazione gratuita dei permessi di emissione.
Secondo Norman Liebke, analista FX e commodity di Commerzbank AG, la nuova metodologia di benchmark rappresenta una seria minaccia per i riciclatori e i raffinatori.
I produttori di alluminio affrontano costi più elevati con la riforma EU ETS
“Non sono stabiliti valori di benchmark specifici per il riciclo dell'alluminio o la raffinazione della allumina, il che significa che vengono utilizzati i cosiddetti valori di benchmark di riserva”, ha spiegato Liebke.
These are set to decrease by 34% for the 2026–2030 period compared to the 2021–2025 values, which would require recyclers and refineries to purchase significantly more allowances.
European Aluminium, l'associazione del settore, ha avvertito che le modifiche potrebbero compromettere la competitività.
I prezzi dell'alluminio sono fissati a livello globale, pertanto i produttori non possono semplicemente trasferire i maggiori costi sui clienti.
Liebke ha osservato che la redditività potrebbe essere “fortemente colpita”, con il riciclo in particolare a rischio di essere spinto fuori dalla filiera.
La riforma rivede anche i quadri delle royalty per i blocchi di nomina, oltre a prevedere un fondo per la decarbonizzazione e aggiustamenti alla riserva di stabilità del mercato.
Se da un lato l'UE intende facilitare la transizione verso una produzione più verde, dall'altro il settore sostiene che la conseguenza non intenzionale potrebbe essere l'indebolimento del settore del riciclo in Europa, centrale per le ambizioni climatiche del blocco.
Il rame ignora l'incertezza geopolitica
A differenza delle sfide guidate dalla politica per l'alluminio, i mercati del rame stanno correndo verso massimi record nonostante i rischi geopolitici in corso.
I prezzi si sono avvicinati a 500$ dal record intraday di gennaio, sostenuti da un forte appetito degli investitori sui mercati finanziari.
Thu Lan Nguyen, responsabile della ricerca FX e commodity di Commerzbank AG, ha dichiarato che il rally riflette la fiducia che le ricadute economiche del conflitto in Iran resteranno limitate — almeno se i colloqui di pace riapriranno lo Stretto di Hormuz.
The recovery seen in recent weeks across a wide range of financial markets has shown that the market currently fears only limited economic repercussions from the ongoing crisis in the Middle East.
I prezzi del petrolio sono nuovamente aumentati dopo che il presidente USA Donald Trump ha respinto l'ultima proposta di Teheran, ma il rame è rimasto resiliente.
Nguyen ha però avvertito che “più a lungo durerà il blocco, più probabile sarà l'impatto grave sull'economia globale, il che significa che il rischio di battute d'arresto non va sottovalutato”.
Fattori di offerta sostengono i prezzi
Oltre alla geopolitica, anche gli sviluppi dal lato dell'offerta stanno sostenendo i prezzi del rame.
I dati commerciali cinesi di aprile hanno mostrato un rallentamento delle importazioni di minerale di rame, sollevando preoccupazioni su una produzione meno dinamica nel più grande produttore mondiale.
Nguyen ha sottolineato che il blocco dello Stretto di Hormuz sta limitando l'approvvigionamento di acido solforico, un input chiave nell'estrazione del minerale di rame. “Ciò, a sua volta, potrebbe aggravare la carenza di minerale di rame”, ha detto.
La combinazione di offerta ristretta e domanda robusta proveniente da progetti di elettrificazione e energie rinnovabili ha rafforzato le prospettive rialziste per il rame.
I trader puntano sul fatto che i fondamentali prevarranno sui rischi geopolitici, almeno nel breve termine.
Prospettive divergenti per le materie prime
Gli aggiornamenti di Commerzbank evidenziano una marcata divergenza nel panorama delle materie prime in Europa.
I produttori di alluminio affrontano crescenti costi normativi che potrebbero erodere la redditività e indebolire il riciclo, mentre i mercati del rame stanno salendo per la domanda strutturale e i vincoli di offerta, pur con rischi geopolitici che permangono.
Liebke ha avvertito che la riforma EU ETS potrebbe “minacciare la competitività dei produttori europei di alluminio, in particolare dei riciclatori”, mentre Nguyen ha sottolineato che il rally del rame non è immune da battute d'arresto se il conflitto in Medio Oriente si protrae.
Insieme, la loro analisi sottolinea la complessità dei mercati delle materie prime odierni: le riforme politiche e gli shock geopolitici stanno rimodellando i fondamentali, ma il sentimento degli investitori e la domanda strutturale continuano a produrre esiti divergenti tra i metalli.
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