Prezzi delle case UK stabili a marzo, affitti in lieve aumento
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Acquistare titoli di Stato britannici tramite l'iShares Core UK Gilts UCITS ETF (IGLT) o un ETF di gilt a breve scadenza. I prezzi delle case sono stabili mentre il CPI è sceso al 2.8% (al di sotto delle aspettative), segnalando un raffreddamento della domanda e una minore persistenza dell'inflazione. Ciò favorisce rendimenti più bassi e un percorso della Bank of England più accomodante, almeno nel breve periodo.
Rischio chiave: Uno shock energetico/geopolitico riporta rapidamente l'inflazione al rialzo, costringendo la Bank of England a mantenere un orientamento restrittivo e facendo scendere i prezzi dei gilt.
Vendere REIT esposti al mercato residenziale UK e azioni immobiliari sensibili al mercato abitativo (ad esempio, REIT residenziali: Empiric Student Property non è residenziale; al suo posto considerare sviluppatori/locatori immobiliari quotati in UK con alta sensibilità ai tassi, come Persimmon o Taylor Wimpey). Prezzi delle case stabili e affitti ancora in aumento significano che l'accessibilità è sotto pressione e il mercato è bloccato: domanda debole, ma i costi non calano pienamente — un contesto negativo per utili e valutazioni.
Rischio chiave: Gli affitti accelerano ulteriormente e compensano la debolezza dei prezzi, migliorando i flussi di cassa e mantenendo sostenute le valutazioni immobiliari.
- I prezzi delle case nel Regno Unito non hanno mostrato crescita annua nei dati di marzo.
- L'inflazione britannica è rallentata più di quanto gli economisti si aspettassero ad aprile.
- La Bank of England affronta una rinnovata pressione a causa dell'aumento dei costi energetici.
I prezzi delle abitazioni nel Regno Unito sono rimasti stabili nei 12 mesi fino a marzo, dopo aver registrato un aumento dell'1.7% nell'anno fino a febbraio, secondo i dati pubblicati mercoledì dall'Office for National Statistics.
La lettura più recente ha segnato la performance annuale più debole dall'anno fino ad aprile 2024, riflettendo un rallentamento del mercato immobiliare del paese.
Allo stesso tempo, gli affitti medi mensili privati nel Regno Unito sono aumentati del 3.5% nell'anno fino ad aprile, leggermente più dell'aumento del 3.4% registrato nei 12 mesi fino a marzo.
I dati sul settore abitativo sono arrivati insieme ai nuovi dati sull'inflazione che mostrano che l'inflazione al consumo britannica è rallentata al 2.8% in aprile rispetto al 3.3% di marzo.
La lettura dell'inflazione è risultata inferiore alle aspettative di mercato.
L'inflazione rallenta più del previsto
Il calo dell'inflazione è stato attribuito principalmente all'effetto delle maggiorazioni dell'anno scorso nelle bollette e in altri prezzi regolamentati, che sono uscite dal confronto annuo.
Gli ultimi dati suggeriscono che le pressioni sui prezzi si sono attenuate più nettamente del previsto ad aprile.
Tuttavia, le prospettive inflazionistiche più ampie restano incerte mentre i responsabili politici continuano a valutare l'impatto dell'aumento dei costi energetici e delle tensioni geopolitiche sull'economia britannica.
I più recenti dati economici arrivano in un momento in cui le famiglie si confrontano ancora con costi della vita elevati nonostante il rallentamento dell'inflazione complessiva.
La combinazione di una crescita più debole dei prezzi delle abitazioni e del rallentamento dell'inflazione è destinata a restare sotto stretta osservazione dei mercati finanziari e dei responsabili politici nei prossimi mesi.
Il conflitto con l'Iran complica le prospettive inflazionistiche
Prima che la guerra USA-Israele contro l'Iran iniziasse il 28 febbraio, la Bank of England aveva segnalato che l'inflazione in Gran Bretagna probabilmente sarebbe rimasta vicina al suo obiettivo del 2% ad aprile.
La Gran Bretagna ha registrato alcuni dei livelli di inflazione più elevati tra le economie del G7 per gran parte degli ultimi quattro anni.
Tuttavia, il conflitto e il conseguente aumento dei prezzi dell'energia hanno complicato le prospettive per l'inflazione e la politica monetaria.
Da allora la Bank of England ha rivisto al rialzo in modo marcato le sue previsioni sull'inflazione.
Secondo la banca centrale, l'inflazione potrebbe salire fino al 6.2% all'inizio del prossimo anno nello scenario più inflazionistico.
L'avvertimento ha aumentato le preoccupazioni sull'impatto potenziale dei prezzi energetici più alti su imprese e consumatori.
I responsabili politici restano sotto pressione
I rischi inflazionistici rinnovati hanno aumentato la pressione sia sui responsabili politici sia sul governo, mentre le famiglie continuano ad affrontare costi elevati per beni e servizi essenziali.
I più recenti dati sull'inflazione possono offrire un sollievo a breve termine dopo essersi attestati al di sotto delle aspettative degli economisti. Tuttavia, l'incertezza legata ai mercati energetici globali e alle tensioni geopolitiche continua a offuscare le prospettive.
Nel frattempo, i dati sul mercato immobiliare hanno evidenziato una debolezza persistente nella crescita dei prezzi delle proprietà, con i guadagni annuali dei prezzi delle case scomparsi del tutto a marzo.
Gli affitti privati, tuttavia, hanno continuato a salire, suggerendo una pressione persistente sul mercato degli affitti nonostante il rallentamento più ampio dei prezzi delle case.
Ci si attende che la Bank of England continui a monitorare da vicino le tendenze dell'inflazione e gli sviluppi dei mercati energetici mentre valuta il percorso futuro della politica monetaria.
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