L'oro si prepara al prossimo grande movimento tra crisi del Golfo e rischi Fed

L'oro si prepara al prossimo grande movimento tra crisi del Golfo e rischi Fed
Devesh Kumar
03 giu 2026, 07:22 AM

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Oro (XAU/USD)

Acquistare XAU/USD. Le ostilità nel Golfo mantengono un forte supporto all'oro grazie alla domanda di bene rifugio, mentre il rischio legato alla Fed è a doppio senso: se i dati occupazionali USA deludono, i rendimenti dei Treasury e il dollaro dovrebbero attenuarsi, permettendo all'oro di estendere il suo precedente +1% di movimento. Si tratta di uno scenario «prima la geopolitica, poi i tassi».

Rischio chiave: I dati sui payroll non agricoli (nonfarm payrolls) e i salari risultano forti, spingendo verso l'alto rendimenti e dollaro e comprimendo il potenziale rialzista dell'oro.

Treasury USA a 10 anni (IEF)

Vendere iShares 7-10 Year Treasury Bond ETF (IEF). L'articolo segnala un percorso credibile verso «tassi più alti a breve» se l'inflazione dovesse persistere. Questo dovrebbe mettere pressione sui Treasury a medio termine e mantenere un vento contrario alla competitività dell'oro rispetto agli asset che pagano rendimento.

Rischio chiave: L'inflazione si raffredda o i dati sull'occupazione si indeboliscono tanto da far scontare ai mercati tagli dei tassi, scatenando un rally dei Treasury che invaliderebbe la tesi dei tassi più alti.

  • L'oro si stabilizza vicino a $4,485 mentre i rischi nel Medio Oriente bilanciano le preoccupazioni sui tassi USA.
  • I guadagni del petrolio alimentano i timori inflazionistici prima dei principali dati sul mercato del lavoro USA.
  • Hammack della Fed avverte che i tassi potrebbero salire se le pressioni sui prezzi dovessero continuare.

L'oro ha mantenuto la parità mercoledì mentre gli investitori ponderavano le crescenti tensioni in Medio Oriente con i prossimi dati economici USA e i rinnovati avvertimenti che i tassi di interesse potrebbero dover salire se le pressioni inflazionistiche dovessero persistere.

L'oro spot era invariato a $4,485.17 l'oncia alle 0319 GMT, dopo aver guadagnato oltre l'1% nella seduta precedente.

I futures sull'oro USA con scadenza ad agosto sono scesi dello 0,1% a $4,513.60.

Il metallo è stato sostenuto dall'incertezza geopolitica dopo il riaccendersi delle ostilità nel Golfo, ma i guadagni sono stati limitati dalle preoccupazioni che prezzi del petrolio più alti possano alimentare l'inflazione e mantenere la politica monetaria più restrittiva più a lungo.

L'oro è spesso acquistato come bene rifugio durante periodi di tensione geopolitica e come copertura contro l'inflazione.

Tuttavia, il suo appeal può affievolirsi quando i tassi salgono, perché l'oro fisico non paga rendimenti e deve competere con asset che generano reddito, come le obbligazioni.

L'oro si stabilizza mentre i trader valutano segnali contrastanti

Il mercato dei metalli preziosi è apparso misto nelle prime contrattazioni. L'argento ha perso lo 0,1% a $75.01 l'oncia, il platino è scivolato dello 0,2% a $1,933.15 e il palladio è salito dello 0,2% a $1,372.25.

La stabilità dell'oro è seguita a un forte rialzo nella seduta precedente, suggerendo che gli investitori erano riluttanti ad aumentare le esposizioni prima dei dati chiave sul mercato del lavoro USA in arrivo più avanti nella settimana.

Il petrolio è salito di oltre il 2% nelle prime contrattazioni, aumentando i timori che i costi energetici possano riflettersi in un'inflazione più ampia.

Questo è importante per l'oro perché un'inflazione persistente può sostenere la domanda di metallo come copertura, ma può anche spingere le banche centrali verso politiche più restrittive.

Per il momento, i trader sono intrappolati tra queste due forze. Il rischio mediorientale mantiene un supporto sotto i prezzi, mentre la possibilità di tassi USA più elevati limita il potenziale rialzista.

Le ostilità nel Golfo mantengono viva la domanda di rifugio

Il rischio geopolitico è rimasto un fattore chiave dopo che l'esercito USA ha detto che gli attacchi missilistici iraniani su Bahrain, Kuwait e altri obiettivi regionali sono stati o sventati o falliti.

Gli ultimi sviluppi hanno sollevato dubbi sulla tenuta di un cessate il fuoco con l'Iran e hanno mantenuto alta l'attenzione sullo Stretto di Hormuz, rotta critica per i flussi energetici globali.

“Se dovessimo assistere a un'ulteriore escalation, ciò potrebbe anche attenuare qualsiasi recupero che l'oro avrebbe potuto registrare”, ha detto Kelvin Wong, analista senior di mercato presso OANDA, citato da Reuters.

Ha aggiunto che i trader stavano osservando se qualsiasi iniziativa di pace promossa dal presidente Donald Trump potesse guadagnare terreno.

Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha detto che l'amministrazione non ha offerto all'Iran un alleggerimento delle sanzioni in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz.

Le osservazioni hanno rafforzato la sensazione che una soluzione diplomatica resti incerta, rendendo i mercati sensibili alle notizie dalla regione.

I commenti della Fed mantengono al centro i rischi sui tassi

La politica monetaria è rimasta centrale per le prospettive dell'oro dopo che la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Beth Hammack, ha detto che la banca centrale USA potrebbe dover aumentare i tassi presto se le pressioni inflazionistiche, già elevate, dovessero continuare a crescere.

L'avvertimento è arrivato mentre i mercati si preparano a una serie intensa di pubblicazioni economiche USA. I trader attendono i payroll non agricoli USA previsti alle 1215 GMT e un rapporto più ampio sull'occupazione venerdì per avere indizi sui prossimi passi della Federal Reserve.

Dati più forti del previsto potrebbero rafforzare il caso per una politica più restrittiva, in particolare se indicassero un mercato del lavoro resiliente e una pressione salariale continua. Ciò tipicamente peserebbe sull'oro sostenendo i rendimenti dei Treasury e il dollaro.

D'altra parte, dati più deboli potrebbero far rivivere le aspettative che la Fed abbia maggiore margine per una pausa o per allentare la politica in seguito, dando potenzialmente nuovo supporto all'oro.